Le pagelle di Reggiana-Juve Stabia: Gondo finalmente in gol, Girma ispirato, Portanova in ombra
Rozzio e Papetti attenti, Libutti si fa sempre trovare al posto giusto. Belardinelli si conferma affidabile, Rover soffre dietro e davanti fallisce il colpo del ko. Dalla panchina Novakovich e Bozhanaj non incidono, positiva la prova di Tripaldelli.
Il pareggio interno contro la Juve Stabia interrompe la striscia negativa ma non scioglie del tutto i nodi di una Reggiana ancora alla ricerca di certezze. L’avvio shock e il gol subito a freddo condizionano l’inerzia della gara, poi i granata crescono alla distanza, ritrovano equilibrio e costruiscono anche le occasioni per completare la rimonta. Le pagelle raccontano una squadra che reagisce, con segnali positivi soprattutto nella fase difensiva e in alcuni singoli, ma anche con ombre evidenti sul piano della continuità e della pericolosità offensiva.
Andrea Seculin 6 - Incolpevole sul gol subìto dopo appena un giro di lancette, fa il suo dovere nel corso del match quando è chiamato in causa. Uscite con i tempi giusti e parate non impegnative. È reattivo sulla conclusione di Burnete a pochi minuti dal 90’, alzando sopra la traversa un pallone centrale ma velenoso.
Andrea Papetti 6 - Non commette particolari sbavature, anche se nella prima mezz’ora va in difficoltà come tutta la squadra. Tiene sempre alta l’intensità agonistica, specie quando si alza a centrocampo e va a caccia del pallone.
Paolo Rozzio 6 - La scelta di far giocare Gabrielloni da parte della Juve Stabia lo esalta per caratteristiche fisiche più congeniali al suo gioco in marcatura. Non affonda, anche se come il resto della squadra va in difficoltà quando la Reggiana si difende troppo bassa e gli esterni ospiti premono.
Lorenzo Libutti 6,5 - Partita di facile lettura: pur senza strafare, non sbaglia un pallone, un appoggio, un anticipo o una scelta. Positivo l’approccio alla fase offensiva, quando nel secondo tempo la Reggiana alza il baricentro, ma è quando si deve difendere che il soldatino lucano indossa l’elmetto e fa capire di che colore ha il cuore (risposta: granata più che mai) esaltandosi e rendendo al massimo del suo potenziale.
Matteo Rover 5 - Ennesima giornata storta. Purtroppo non è nemmeno colpa sua, perché da quella parte Cacciamani fa il diavolo a quattro, mettendolo quasi sempre in crisi e faticando in marcatura. Se dietro si balla la rumba, tuttavia, ci si aspetta una danza nettamente più audace in avanti, ma l’esterno granata non riesce mai a pungere, nemmeno quando sugli sviluppi di un calcio di punizione ha lo specchio libero per almeno centrare la porta, ma colpisce il palo da posizione ravvicinata.
Matheus Charlys 6 - Le sue lunghe leve talvolta lo fanno sembrare più “pasticcione” di quello che in realtà non è. Parte timido, ma scalda il motore col passare dei minuti e grazie al gol di Gondo passa la paura. Non sempre preciso, ma sempre presente. Negli occhi resta il cambio di campo per Girma nel secondo tempo.
Luca Belardinelli 6 - Quando Giorgini gli respinge il tiro davanti alla riga di porta, l’arbitro ha già fischiato un fallo in attacco contro la Reggiana. Dopo alcuni positivi spezzoni di gara, gioca una discreta “prima” da titolare, e come tutta la squadra cresce col passare dei minuti. Niente di straordinario e va ricordato che Reinhart è tutto un altro spartito, ma l’ex centrocampista dell’Empoli si conferma un giocatore affidabile da qui a maggio (dal 36’st Leonardo Mendicino sv).
Andrea Bozzolan 5,5 - Un po’ di fatica in difesa, prima per contenere Mannini e poi con Carissoni e Ricciardi. Il problema vero, in questo momento, è la mancanza di rifornimenti in attacco, per il quale proprio l’esterno scuola Milan sembra aver smarrito la giusta “sburla”, evitando o quasi sempre perdendo gli uno contro uno nella metà campo offensiva (dal 25’st Alessandro Tripaldelli 6,5: in silenzio, dopo mesi difficili in cui a fatica vedeva il campo con in testa ancora l'opaca parentesi al Bari, si sta ritagliando un ruolo importante in questa Reggiana. Piede educato, un paio di traversoni in mezzo uno dei quali genera il palo di Rover e tantissima applicazione in entrambe le fasi di gioco, quella difensiva in particolar modo. Può essere un “rinforzo” in più per il finale di stagione).
Natan Girma 6,5 - Si capisce dai primi tocchi di palla e da come insegue gli avversari anche nella metà campo granata che è ispirato. Nel primo tempo ci prova due volte col piede mancino, trovando la risposta di Confente. A inizio ripresa due conclusioni, di cui una da lontano cercando di sorprendere il portiere fuori dai pali. Nel complesso, tanti guizzi, spunti, piccoli segnali che indicano che potrebbe essere la giornata buona. Poi, sul più bello, viene richiamato in panchina. Stavolta non se lo meritava (dal 25’st Kleis Bohzanaj 5,5: quasi come se si sentisse in colpa di aver preso il posto di un Girma ispirato, gioca una ventina di minuti a fari spenti. Solo uno spunto personale fa guadagnare la punizione che Portanova calcia alto).
Manolo Portanova 5 - Al contrario di Natan, si capisce dai primi sessanta secondi che non è giornata. Quei sessanta secondi che lo vedono protagonista in negativo nella mancata marcatura nei confronti di Mosti, gli sfila di passo in area di rigore e segna il vantaggio stabiese. Ci si aspetterebbe una reazione ma lo si vede con la testa bassa e il segnale è un po' preoccupante. Il resto della partita lo passa a litigare (anche a ragione) con l’arbitro che non gli fischia una punizione a favore. Conseguenza: arbitro permaloso e ammonizione carissima che gli costerà la squalifica per Catanzaro. Davanti non graffia: la punizione invitante che ha nel finale termina direttamene in Curva Nord.
Cedric Gondo 6,5 - Sembrava essere a un passo dal vestire la maglia delle Vespe, alle quali invece fa lo scherzetto depositando in rete il “regalo” confezionato da Confente nel passare il cuoio orizzontalmente al compagno di squadra. Lui però è bravo a crederci e andare forte all’intercetto. Secondo centro stagionale, primo su azione dopo il rigore trasformato a fine agosto. La sensazione, a vederlo come si muove in campo, è che non si sposterà da Reggio (dal 31’st Andrija Novakovich 5,5: non entra mai davvero in partita. Va però detto che non viene messo nelle condizioni ideali per rendere al meglio, risultando spesso troppo isolato. L’unico vero spunto arriva nell’azione successiva al palo colpito da Rover, ma non riesce a indirizzare il pallone in rete).
Mister Lorenzo Sibilano 5,5 - Un piccolo passo avanti che (forse) può fare bene a una Reggiana in astinenza da punti. Corretta la formazione iniziale, anche se per mezz’ora – gol compreso – la squadra manda segnali poco incoraggianti sul piano dell’atteggiamento. Sacrosanto continuare a puntare su Libutti braccetto di sinistra e su Girma sottopunta. Resta però difficile da spiegare la sostituzione di Natan, che fino a quel momento aveva messo in apprensione la difesa della Juve Stabia, catalizzando su di sé gran parte dei palloni giocabili nella metà campo avversaria. Una soluzione interna agli undici, come l’alzata di Papetti su Cacciamani, avrebbe potuto dare maggiore copertura a Rover in fase difensiva. I cambi ruolo su ruolo sembrano invece dettati dal timore di perdere equilibrio e, di conseguenza, di incappare nella settima sconfitta consecutiva. Nello staff tecnico, come nella squadra, probabilmente ha prevalso la paura di perdere sul coraggio di provare a vincere. Comprensibile.


