Attilio Tesser torna da Gubbio con tre punti pesanti e la consapevolezza di aver visto una Reggiana capace di soffrire e lottare fino alla fine. Il tecnico granata ha analizzato la vittoria del “Pietro Barbetti”, soffermandosi sull’atteggiamento della squadra, sulla crescita dei singoli e sulle difficoltà affrontate in queste prime giornate.


Alla fine, nonostante l’emergenza, non vi siete pianti addosso: avete vinto con l’atteggiamento giusto e con carattere.
«Venire qui con l’atteggiamento sbagliato sarebbe stata durissima. Anzi, è già stata dura con quello giusto. Però siamo stati dentro una classica partita di Serie C, una battaglia. Nel primo tempo non abbiamo concretizzato alcune palle gol, poi abbiamo trovato il vantaggio. Sono tre punti importanti per il morale: magari siamo stati meno belli di lunedì, ma la squadra ha lottato».

Cosa l’ha soddisfatta maggiormente?
«Abbiamo difeso con ordine, anche se il Gubbio ha avuto un paio di situazioni importanti. Il secondo tempo è stato più equilibrato, poi con il secondo gol la partita sembrava indirizzata sui binari giusti. Contro il loro 4-2-4 molto offensivo abbiamo provato a tenere, passando a cinque dietro, e loro hanno trovato in mischia, come avevamo fatto noi, il gol che ha riaperto la partita. Però mi è piaciuto l’atteggiamento: mi porto a casa il fatto che abbiamo lottato, oltre ai tre punti che sono molto importanti. E anche la prima parte, dove senza paura abbiamo provato a giocare».

Nel primo tempo avete sofferto le palle alte del Gubbio?
«No, credo che abbiamo difeso bene su quei due traversoni arrivati sul secondo palo. Non abbiamo sbagliato nulla, i cross arrivavano ma noi siamo arrivati puliti. I pericoli sono arrivati sui calci piazzati, punizioni e calci d’angolo».

Tra mille difficoltà, anche e soprattutto extra campo, la Reggiana ha fatto quattro punti in due giornate…
«Speravo in questo buon inizio. Venivamo da una buona partita e da una vittoria sfumata nel finale col Ravenna. La condizione fisica non è ancora ottimale, ma stiamo facendo passi in avanti. Cito Bertagnoli, che per la prima volta ha giocato 90 minuti, e lo stesso Ponsi, che ha guadagnato 20 minuti. Stiamo crescendo, questo è ciò che importa. Pensiamo da domani alla partita col Vado».

Šipoš finalmente si è sbloccato…
«Sono molto felice, gli attaccanti vivono di gol e Leon svolge comunque un lavoro importante in entrambe le fasi, non è statico in area di rigore. Oltretutto ha giocato senza una seconda punta di ruolo, ma con due trequartisti, perché siamo in emergenza e non siamo riusciti a giocare nella profondità. E faccio i complimenti anche a Natan…».

Le è piaciuto Girma?
«Gli faccio i complimenti, perché fino a 15 giorni fa ha avuto delle vicissitudini, mentre in queste due partite ci ha dato un contributo importante. Sono contento di Girma, perché era fuori dal progetto e si è ritrovato dentro. Con grande impegno e volontà ci ha dato una mano, mentalmente non era facile ricaricarsi».

Come valuta la partita di Tripaldelli?
«Ha giocato bene, ha spinto e fatto bene il suo. Sono stati tutti bravi. Alessandro ha fatto bene queste due partite e da quando sono a Reggio ha sempre messo in campo abnegazione e impegno. Deve essere solo l’inizio».

La vittoria sul campo è giusta?
«Per me sì, perché abbiamo fatto un gol in più degli avversari e, nonostante la sofferenza, non vedo motivi per dire che non meritavamo la vittoria. Poi è chiaro, il Gubbio ha attaccato fino alla fine e se avesse pareggiato non avrebbe rubato nulla. Però credo che abbiamo vinto con merito».

Com’è stato ripartire in un girone difficile con una Reggiana retrocessa che ha comunque ambizioni?
«La retrocessione porta scorie, a livello di squadra, e non è stato semplice nei primi dieci giorni. Poi, un po’ alla volta, siamo riusciti a integrare i nuovi e a motivare quei giocatori ancora qui che avevano la naturale ambizione di rimanere in Serie B. Non è stato semplice, con un mercato in entrata vincolato alle uscite. In attacco è arrivato Šipoš quando avevamo solo Rover, che nella sua carriera ha prevalentemente fatto l’esterno. Però ci siamo compattati e sono contento questa sera dell’atteggiamento, perché si inserisce in un crescendo fondamentale. In questa categoria è necessario avere la testa giusta e in certe partite conta anche il gioco, come abbiamo ben dimostrato lunedì sera col Ravenna».

Tanti tifosi dicono: “Per fortuna che c’è Attilio Tesser”…
«Io faccio il mio, assieme a tutto lo staff tecnico. Poi ci sono i giocatori, i tifosi e la società. Per me conta l’attaccamento alla maglia, la professionalità e il massimo della serietà, prima morale e poi tecnica».

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