foto AC Reggiana
foto AC Reggiana

Diciassette giorni, tante doppie sedute di allenamento, tre amichevoli disputate. E noi sempre lì, in prima fila, dalle tribune naturali del Toano Sport Park, a seguire giorno dopo giorno, passo dopo passo, il ritiro della Reggiana sul nostro Appennino. Come TuttoReggiana abbiamo deciso anche quest’anno, dopo l’esperienza della scorsa stagione, di seguire quotidianamente la preparazione estiva della Regia. È stata un’esperienza divertente, formativa e, in fin dei conti, un onore. Siamo tifosi granata e vivere da vicino la prima fase dell’anno sportivo, quando la squadra non è ancora definita e – complice questo maledettamente lungo calciomercato, sai che da un giorno all’altro può cambiare volto anche radicalmente – ti insegna tante cose. Almeno per quanto riguarda la guida tecnica.

Partiamo proprio da qui, da chi siede in panchina. L’esperienza e la saggezza dell’allenatore granata, nel bel mezzo di una burrasca dirigenziale che ha contraddistinto l’inizio del ritiro, hanno rappresentato una boa di salvataggio a cui aggrapparsi per non affogare. Inoltre, abbiamo potuto apprezzare mister Attilio Tesser per la compostezza e la sapienza tattica che, nonostante l’età e una carriera ricca di soddisfazioni, continua a trasmettere sul campo. Lo si vedeva spostare personalmente i giocatori durante le esercitazioni per simulare le più svariate situazioni di gioco. Lo faceva lui, in prima persona, non un vice o un collaboratore, e con particolare attenzione nei confronti dei più giovani. Un allenatore “vecchio stampo” nel senso più nobile della parola. Abbiamo apprezzato anche la fermezza delle sue parole e il desiderio di avere una squadra sempre "sul pezzo", anche mentre le sirene del mercato continuavano a cantare da mattina a sera per alcuni giocatori. Cosa ci portiamo via da questo ritiro? Sicuramente i sorrisi di Erik Toni dell’Hotel Miramonti, la disponibilità al dialogo del sindaco Leonardo Perugi, la gentilezza e l’accoglienza della gente di Toano. Tutti ingredienti fondamentali per ospitare al meglio la squadra, che, a detta di tutti, è stata coccolata in albergo e costantemente seguita da un manipolo di tifosi che, con la nostra stessa curiosità, non si è perso una seduta di allenamento. Sulla squadra, tuttavia, l’imperativo è non dare giudizi. Non sputare sentenze. Come detto, tra un mese l’organico potrebbe essere stravolto o comunque subire ulteriori cambiamenti. E, nel caso specifico, sarebbe anche auspicabile, dal momento che la rosa necessita ancora di tre o quattro rinforzi per poter davvero ambire ai gradini più alti del girone B. Servono un terzino destro che possa alternarsi a Libutti, due centrocampisti – una mezzala e un... Castagnetti – e almeno un altro attaccante: una seconda punta con caratteristiche differenti da quelle di Rover. Un giocatore capace di puntare l’uomo, creare superiorità numerica e spaccare le partite con una giocata. Questa Reggiana, per il momento, ha tuttavia già mostrato alcuni buoni input. Ha già una parziale identità, sa aggredire l’avversario quando serve, in difesa l’affiatamento del trio Furlan-Battistini-Bonetti è già discreto e in attacco ha ingaggiato forse il centravanti più congeniale al gioco di Tesser. Quel Šipoš che, a dispetto dei suoi 193 centimetri, si muove bene per il campo e che nei due anni trascorsi a Lecco ha confermato di vedere la porta con regolarità. Bravo il ds Bernardi a portarlo a Reggio a costo zero. Senza contare che Portanova, se riuscirà a esprimere tutto il suo potenziale, può diventare un fattore decisivo e un’arma letale per qualsiasi avversario in Serie C. Un’altra nota lieta arriva dai giovani provenienti dalla Primavera: tutti, chi più chi meno, sembrano poter dare un contributo alla causa granata nel prossimo campionato. Se dovessimo sbilanciarci su un nome, diremmo Cavaliere. Un potenziale attaccante di razza, pronto a esplodere con tutta la sua voglia di emergere e la sua fame di gol. Se saprà fare tesoro degli insegnamenti del tecnico granata, mantenendo umiltà e cattiveria agonistica, potrà togliersi parecchie soddisfazioni.

Insomma, voto 8 al ritiro di Toano. Perché non il massimo dei voti? Aver dovuto salutare Reinhart è una ferita difficile da rimarginare, anche se probabilmente necessaria per la Reggiana e per la sua carriera. E poi c’è Girma. Le sue intenzioni sono chiare: vuole lasciare la Città del Tricolore. Mai, però, avremmo pensato che si arrivasse al punto da incrinare i rapporti con lo staff tecnico, fino all’esclusione dalle prossime amichevoli e gare ufficiali (potrà solamente allenarsi col gruppo) in attesa della cessione. La rosa, come detto, è ancora da completare. Ma il cammino tracciato in queste due settimane di lavoro lascia intravedere basi solide e una direzione ben precisa. Per il resto, come sempre, sarà il campo a parlare.

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