foto SS Juve Stabia
foto SS Juve Stabia

A due giorni dalla sfida del “Città del Tricolore”, Ignazio Abate ha presentato in conferenza stampa il match che la sua Juve Stabia disputerà contro la Reggiana, una gara che per i gialloblù rappresenta uno snodo importante nel percorso verso il primo obiettivo stagionale.


Subito il focus sull’assenza del capitano Candellone: «È un’assenza pesante sia per le qualità tecniche sia per lo spessore umano e caratteriale», spiega Abate. Il tecnico gialloblù inquadra senza giri di parole la difficoltà della trasferta emiliana: «È una partita di un’importanza veramente grande, uno scontro salvezza contro una squadra che arriva da sei sconfitte e che ci affronterà col coltello tra i denti». Da qui la richiesta alla sua squadra: «Dobbiamo essere bravi a tener botta, ad avere quella rabbia di non accontentarsi e la voglia di andare a Reggio a fare punti». Abate richiama anche i precedenti storici, tutt’altro che favorevoli: «È un avversario storicamente difficile per noi, che non battiamo dal 1952: in 74 anni solo tre sconfitte e un pareggio. I numeri e la storia contano, dobbiamo raddrizzare bene le antenne».

Sul piano tattico, Abate ribadisce i concetti chiave: «Ho varie soluzioni nella testa, ma indipendentemente dalla struttura di gara i principi non cambieranno mai. Dobbiamo cercare di fare la partita e soprattutto avere un equilibrio importante di squadra». Anche perché la Reggiana ha caratteristiche ben definite: «È prima per gol fatti in contropiede, seconda per contrasti vinti, difende con blocchi bassi e scardinarli non è mai semplice. Domenica dovremo fare attenzione alla loro qualità nelle ripartenze, con giocatori come Girma, Gondo e Novakovich. Bisogna fare una partita di livello». Restano da valutare alcune situazioni fisiche, in particolare quella di Varnier: «Dobbiamo capire come sta con il ginocchio e impostare la gara anche a livello strategico sui novanta minuti». Nonostante questo, il tecnico si dice fiducioso: «I ragazzi sono tutti sul pezzo, andiamo a Reggio Emilia con gli occhi giusti sapendo di dover soffrire ma consapevoli di avere una grande chance per fare punti». Capitolo mercato: Abate riconosce le difficoltà del periodo, ma senza alibi. «La squadra ha una sua identità, poi accadono dinamiche incontrollabili come quella di Ruggero. Il mercato invernale è strano, non è come quello di luglio: può stravolgerti, ma l’unica cosa da fare è lavorare di più, non piangersi addosso e trovare soluzioni». Sul ritorno di Torrasi, cresciuto nel Milan, il tecnico chiarisce: «Non l’ho mai allenato, è un giocatore molto intelligente tatticamente. Avevamo bisogno di completare quel reparto per affiancarlo a Leone. È un po’ indietro fisicamente, va aspettato, ma si è ambientato bene e il gruppo dei grandi lo aiuterà a crescere».

UFFICIALE – Doppia operazione tra i pali: risolto il prestito di Saro, arriva Cardinali dal Cittadella

💬 Commenti