Tesser: «Grosseto sorpresa del campionato. Dobbiamo dare continuità alla prestazione con la Torres»
Il tecnico della Reggiana a due giorni dalla trasferta in Toscana: «Affrontiamo una squadra giovane, dinamica e aggressiva. Nessuna scusa per le assenze, vogliamo ritrovare l’atteggiamento mostrato contro i sardi. Andiamo avanti con la difesa a tre»
A due giorni dalla delicata sfida di Grosseto, il tecnico granata Attilio Tesser analizza il momento e chiede continuità di risultati e di atteggiamento alla sua Reggiana, dopo la vittoria con la Torres, nonostante qualche infortunio di troppo, specie nel reparto esterni: «Purtroppo il grosso degli infortuni si è concentrato in quel reparto (Ponsi, Tripaldelli, ndr), ma come dico sempre ci sono altri giocatori che fanno parte dell’organico e sono catalogati come esterni, quindi massima fiducia e nessuna scusa da avanzare – rimarca Tesser – poi so anche io che ogni allenatore vorrebbe tutta la rosa a disposizione per fare le scelte, ma ora non è così, guardiamo avanti».
Cosa vorrebbe vedere dalla partita col Grosseto?
«L’ultima vera partita che abbiamo fatto è stata con la Torres, quindi mi aspetto quel tipo di prestazione e quel tipo di mentalità. Vorrei vedere continuità nell’atteggiamento di squadra. Il nostro difetto più grosso finora è stato di non aver fatto le cose al meglio che possiamo per due o tre partite di fila».
Continuità significa anche riproporre Jónsson in mezzo al campo, che per dinamismo garantisce migliore affidabilità rispetto a Crisetig, in questo momento? Oltretutto, può dirci se l’ex Padova è finalmente al 100%?
«Lorenzo sta bene, non ci sono più impedimenti fisici ed ha anche giocato più partite. È un ragazzo intelligente, un giocatore importante con letture tattiche veramente notevoli. In questo momento Jónsson garantisce più filtro davanti alla difesa, quindi a Grosseto lo riproporrò in quel ruolo. Tuttavia, mi aspetto che Crisetig trovi spazio e faccia vedere tutta la sua qualità. Chiaramente, per caratteristiche è meno dinamico rispetto a Jónsson, ma se la difesa mi dà garanzie di solidità, avere davanti un giocatore che costruisce e imposta con qualità è un aspetto positivo. Dobbiamo sistemarci meglio dietro, per subire meno, e allora ci sarà più spazio anche per Crisetig».
Che partita sarà quella contro i maremmani?
«Sarà una partita impegnativa, contro un avversario in salute. Fanno prestazioni importanti, giocano in maniera propositiva e in questo momento è la vera sorpresa del campionato. Sono giovani, hanno grande entusiasmo e stanno giocando molto bene».
Troverete un avversario che corre molto, oltretutto.
«Sicuramente hanno grande intensità e voglia di squadra di fare la partita. Il Grosseto può annoverare anche qualche giocatore di qualità importante, giocando palla a terra e con grande dinamismo. È la squadra che, in campionato, tira in porta più di tutti gli altri e fa più duelli individuali».
Tornando al discorso infermeria: non sono troppi gli infortunati?
«Diciamo che il vero problema è che recuperano molto lentamente. Ci sono infortuni muscolari e traumatici. Per dire: Bertagnoli si porta avanti una botta alla caviglia risalente alla partita col Vado (inizio settembre, ndr) e non riesce a spingere, a dare quel contributo che la sua personalità e la sua qualità potrebbe. Ora abbiamo deciso di fermarlo ulteriormente, per vedere di farlo guarire. Anche Ponsi fa fatica a recuperare: non mi espongo più nei tempi di recupero, tanto verremmo smentiti dai fatti».
Il recupero col Pineto, poi Grosseto e già venerdì la sfida in casa alla Sambenedettese. Si entra in una fase importante di campionato.
«Ci avviciniamo al primo terzo di stagione, quindi è qualcosa di impegnativo come calendario, e ci metto anche le due trasferte di Pineto e Grosseto in pochi giorni. Però fa parte del gioco, ci dobbiamo concentrare sulla prossima partita e abbiamo lavorato per prepararci al meglio».
Rimane il problema dei centrocampisti che non fanno gol?
«È vero, sebbene Portanova i suoi li abbia fatti. Però, battute a parte, quei gol ci servono, anche se domenica giocheremo con il modulo diverso dal nostro solito 4-3-1-2 che vi ho sempre detto. Servono i gol di tutti, anche degli altri attaccanti e nello sviluppo qualche centrocampista deve arrivare a finalizzare».
Proseguirà con la difesa a tre?
«Penso proprio di sì. L’ho detto, è una situazione contingente e non di base, al di là del fatto che si possa utilizzare anche a partita in corso in altre gare».
Il Grosseto tiene la difesa molto alta: ha studiato qualcosa in particolare per attaccarla?
«Fanno come fa lo Spezia: stanno alti, aggressivi e la visione di gioco è simile. Non bisogna farsi prendere dalla frenesia di lanciare lungo, sopra la linea difensiva. Bisogna invece muovere il pallone e trovare il tempo di giocata e poi giocare, cercare di fare noi la partita. Qualche accorgimento dobbiamo averlo».
Le notizie o anche solo le voci riguardanti l’aspetto societario, distraggono o disturbano la squadra nel rendimento?
«Per eventi negativi che ci sono stati, anche non semplici da commentare con grande dispiacere (il malore occorso ad Amadei, ndr), è dall’inizio del ritiro che c’è questo tipo di notizie. Noi ci siamo però sempre concentrati sul campo, tenendo il punto e non parlandone mai, perché la società non ci fa mancare nulla. In campo ci alleniamo al meglio e gli stipendi sono arrivati anche con un leggero anticipo. Questo non esclude che qualcuno possa farsi qualche pensiero in merito, però come spogliatoio non se n’è mai parlato. Noi pensiamo a fare le cose fatte bene».
Come lavora con il suo staff? È un allenatore che accentra molto o delega ai collaboratori?
«È un lavoro di squadra. Con lo staff ci consultiamo, guardiamo le partite e gli avversari, ci confrontiamo sulle soluzioni migliori. Parliamo dei giocatori, delle loro condizioni e del lavoro con il preparatore: è un confronto normale e continuo. Poi sono abbastanza decisionista, questo sì. Fa parte del mio carattere: ci si parla e ci si confronta, ma alla fine sono piuttosto diretto».
Come gestisce l’utilizzo dei telefoni cellulari nei momenti condivisi dalla squadra, durante gli allenamenti e le partite?
«Quando siamo sul campo, durante gli allenamenti o nelle partite, i telefoni devono essere spenti. Chiaramente si possono riaccendere poco dopo, ma in quei momenti devono restare spenti».


