Tesser: «A Perugia serve un approccio di massima concentrazione, determinazione e fiducia»
Il tecnico della Reggiana alla vigilia del match al "Curi": «Non dobbiamo essere né presuntuosi né timorosi, affrontiamo una squadra completa e con giocatori di esperienza e qualità. La formazione? Ho già scelto, ma c'è un possibile contrattempo...»

Sette punti in tre partite sono l’ottimo bottino raccolto dalla Reggiana nel trittico di partite in otto giorni. Con la settimana-tipo alle spalle, i granata si apprestano ad affrontare in trasferta il Perugia che, nelle tre gare ravvicinate, ha sempre perso senza segnare nemmeno un gol. Attilio Tesser, nella consueta conferenza stampa pregara, fa le carte al match del “Curi”.
Come sta la Reggiana?
«La squadra sta abbastanza bene. C’è stato un piccolo contrattempo, speriamo si risolva altrimenti cercheremo le giuste soluzioni, ma non voglio entrare nello specifico. Per il resto, siamo consapevoli dell’importanza della partita, della caratura dell’avversario di qualità che troveremo e abbiamo cercato di prepararci al meglio».
Come sta Crisetig? A che punto è della sua preparazione?
«Difficile dirlo, ma è in crescita. Sta facendo degli spezzoni di partita, quindi un po’ di condizione la sta trovando. Per arrivare al top della condizione credo serva ancora del tempo».
Bertagnoli è recuperato al 100%?
«Ha fatto una settimana piena, ha recuperato bene, ma non dimentichiamoci che non si è allenato per quasi due settimane. Però adesso sta bene».
Inizia ad avere qualche alternativa in più in panchina?
«La verità è che la squadra non è composta da soli undici giocatori: le rose sono di 25 giocatori, ma quello che fa la differenza, la vera rivoluzione sono i cinque cambi durante la partita, che sono determinati. Non esistono più titolari e riserve, chiaro che anche la Reggiana ha una base solida su cui far girare anche gli altri giocatori».
Il Perugia prepara questa partita dopo tre sconfitte consecutive: per voi cambia qualcosa?
«A noi non deve interessare, perché di base quello che conta è quello che fa la Reggiana, come starà in campo, come reagirà e come si presenterà. Quello che fanno gli altri lo scopriremo sul campo. I tifosi umbri si faranno sentire per aiutare la squadra in un momento difficile? Penso sia normale. Non credo che sia la loro ultima spiaggia, ma a noi non deve comunque interessare».
È un problema non avere una seconda punta? Girma fa fatica in quel ruolo…
«Vorrà dire che giocheremo con due trequartisti (sorride, ndr)… Quello che stiamo facendo, lo dicono i numeri come lo stiamo facendo. Io non mi lamento. Cerco equilibrio e fisionomia di squadra. Chiaro che Girma non è un attaccante generalmente inteso, però gioca in quella zona di campo e fa parte di quella batteria».
Rover sta bene?
«Sta molto bene. Fortunatamente è così: è stato fuori tanto tempo e adesso lo vedo bene in allenamento. Ora i ragazzi stanno tutti bene, sta a me fare le scelte e quindi si cerca di scegliere quello che è meglio per la situazione momentanea di inizio partita. Poi, ripeto, i cambi durante la partita sono determinanti».
Ha già deciso la formazione?
«In linea di massima ho deciso. C'è quel piccolo imprevisto che ci potrebbe essere, vediamo e spero di no. La formazione è già decisa».
Un flash sulle tempistiche degli infortunati: Rozzio e Ponsi sono sulla via del rientro?
«Per Rozzio ci vorrà ancora un po’ di tempo, mentre per Ponsi, in tutta onestà guardando la risonanza, pensavamo che fosse un problema più leggero. Non sarà semplice, ma spero e ripeto spero di averlo a disposizione con lo Spezia».
E su Henry che tempi prevede?
«Con lui siamo in linea con quello che è stato detto: un mesetto, quaranta giorni dall’operazione. Oggi siamo a tre settimane circa, quindi sta facendo il suo percorso, il ginocchio è “bello”, sta bene e inizierà a lavorare sul campo tra qualche giorno in modo individuale».
Cosa può dirci sul Perugia?
«I biancorossi sono una buona squadra, strutturata per stare in zona playoff, ma sono partiti in ritardo per via del cambio di proprietà. Ha giocatori di esperienza e qualità, senza dubbio, soprattutto in mezzo al campo, ma anche davanti. L’organico è profondo, nonostante alcuni infortuni».
Che approccio si aspetta da parte della Reggiana?
«L’ambiente perugino sarà certamente bello caldo. Noi, se vogliamo essere una squadra competitiva, dobbiamo evitare di sbagliare approccio. Non possiamo essere presuntuosi, ma nemmeno timorosi. Vorrei vedere un approccio fatto di massima determinazione, concentrazione e fiducia».
Si aspetta di poter fare la partita o è preparato anche a subire il Perugia per provare a ripartire in contropiede?
«In tutta onestà, finora abbiamo sempre cercato di fare la partita. Le partite vanno giocate, a volte ci siamo riusciti bene altre meno bene. I primi minuti determineranno certe situazioni, l’intensità e l’aggressività dei giocatori può incidere. Comunque da parte nostra la volontà, senza presunzione, è sempre quella di fare la partita. Poi c’è l’avversario e se ci costringeranno a subire, così sarà. Con grande rispetto dell’avversario, la partita è preparata per fare bene le nostre cose».
La difesa sta migliorando?
«I gol sono frutto di gioco collettivo e non solo dei difensori. La linea difensiva come tutta la squadra deve ancora un po’ crescere. Dobbiamo consolidare alcuni passaggi, ma sono soddisfatto, non tanto per la porta inviolata col Latina ma per come i ragazzi stanno applicando i concetti richiesti».
I tifosi saranno numerosi anche al “Curi”. Ha visto le immagini dei festeggiamenti degli ultrà sotto la Curva Sud per i 107 anni dalla fondazione della Reggiana?
«Approfitto per fare gli auguri alla Regia, che ha la sua bella età. Ho visto quelle immagini, certamente. Questo dimostra attaccamento, e qui mi rifaccio alle parole che dico sempre: bisogna avere rispetto di una comunità e una tifoseria quando si indossano quei colori. Tifosi straordinari, verranno in tanti a Perugia e speriamo di fare una bella partita, con un bel risultato che li gratifichi».
Può esserci una differenza nella preparazione mentale di una partita come Perugia-Reggiana, considerando il blasone e la storia dell'avversario, rispetto a una sfida come quella di Guidonia?
«Non ci devono essere differenze. L'atteggiamento deve essere esattamente lo stesso. Bisogna sempre cercare di sbagliare il meno possibile. Non dico di non sbagliare, ma di sbagliare il meno possibile. Gli atteggiamenti non possono essere mai sbagliati. Se vuoi essere una squadra competitiva, devi giocare la tua partita e può succedere di tutto nel calcio, però l'atteggiamento deve essere uguale».
Il Perugia è allenato da Aimo Diana, che a Reggio ha vinto un campionato. Quanto pesa, secondo lei, il fatto che spesso gli allenatori che vincono poi non vengano confermati?
«Ho avuto la fortuna di vincere qualche campionato e io sono sempre rimasto. Però vedo sempre maggiormente, in quest'ultimo periodo, che molti colleghi cambiano. Uno fa le scelte in base a come si sente di fare, poi dipende se è la società a scegliere o l'allenatore a scegliere. Direi che è abbastanza diffuso ormai il cambiamento. Io, quelle volte che mi è capitato, ho sempre scelto di rimanere».
Ha visto la Nazionale ieri sera contro il Belgio?
«Solo il secondo tempo, però ho letto e ascoltato i commenti sul primo tempo. Mi permetto di dire che sia normale una situazione di questo genere. Si è ricominciato un percorso, servono conoscenze di giocatori nuovi, ragazzi che riproporrà il nostro ct. Mancini ha fatto molto bene in passato, bisogna avere fiducia. Non è una partita che determina. Queste gare aiutano comunque, se le vinci fanno morale che non guasta mai».


