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Diana: «Gettata al vento un'occasione importante. È giusto che io mi prenda le mie responsabilità»

«Forse non siamo ancora pronti per vincere questo campionato. C'è grande dispiacere ma non possiamo piangerci addosso: ci sono ancora sette partite da giocare. Il nervosismo finale? Una situazione emotiva che andava gestita meglio...»

11.03.2022 23:15

Quando si perde l’allenatore è sempre il primo ad essere messo in discussione e dopo il k.o. di Lucca a farsi delle domande, ancor prima di essere additato dalla critica, è stato lo stesso Aimo Diana nella conferenza stampa del dopo gara.

Mister, è stata gettata al vento una ghiotta occasione per accorciare sul Modena e riaprire la lotta al primo posto… 
«Sì, abbiamo buttato sciupato una grossa occasione. C’è poco da dire, possiamo ricercare tantissimi aspetti che non sono andati bene per capire i motivi della sconfitta. Non si è fatto ciò che si era preparato? L’atteggiamento non era corretto, forse abbiamo penato solo a vincere? O forse l’allenatore non ha gli attributi necessari per portare la sua squadra a un traguardo così importate? Non lo so. Di certo siamo stati poco forti nei contrasti, ma dopo il primo quarto d’ora, una volta ritrovato l’equilibrio ci eravamo risistemati e sapevamo esattamente quello che dovevamo fare. A questo punto della stagione non ci sono patite con dieci occasioni per segnare un gol: se va bene di palle invitanti ne possono capitare due o tre e vanno sfruttate, cosa che noi non abbiamo fatto, mentre loro hanno sfruttato l’unica avuta. Siamo molto dispiaciuti, ma non possiamo stare qui a piangerci addosso: ci sono ancora sette partite da giocare e dovremo fare il meglio possibile».

Una squadra esperta come la Reggiana, come può subire un gol del genere?
«Tra l’altro lo abbiamo subito proprio nel momento in cui stavamo cercando di vincere la gara: stavamo combinando qualcosa di più in attacco e avevamo appena colpito il palo; poi… c’era un fallo laterale che l’arbitro non ha concesso… ma non voglio parlare di questo. Di certo siamo stati disattenti su un contrasto, poi loro hanno segnato. La differenza è che noi abbiamo colpito il palo esterno mentre loro hanno colpito quello interno, ma d’altro canto, in Serie C, a questo punto della stagione, le partite vengono decise anche da queste situazioni. Sono dispiaciuto per i tifosi che ci hanno seguito fin qui, per tutti quelli che ci hanno sostenuto anche da casa perché abbiamo perso davvero un’occasione importante. Forse non siamo pronti a vincere? Forse abbiamo un allenatore che non è in grado di vincerle questo campionato? Facciamoci queste domande. Mi dà inoltre fastidio il nervosismo che si è creato a fine gara: io conosco bene questa categoria e non si può perdere la testa negli ultimi minuti, vista la nostra situazione; sono scene disgustose che poi generano squalifiche che mettono in difficoltà la squadra per le gare successive e non portano a nulla. Queste situazioni emotive vanno gestite e noi non lo abbiamo fatto».

Forse stavate pensando troppo a vincere la gara, prima di subire la rete del k.o.?
«Questa squadra è proiettata a vincere, io sono proiettato a vincere per raggiungere un obiettivo importante; magari però questa squadra non ha un allenatore con le palle in grado di farla vincere».

Perché ha mandato in campo assieme sia Zamparo che Scappini?
«Nel primo tempo avevo bisogno di giocatori che sapessero tenere su il pallone, anche se ho pensato più volte a Rosasfio e Zamparo, poi ho valutato l’ipotesi del doppio centravanti per riempire maggiormente l’area di rigore sfruttando i cross di Guglielmotti e di Neglia, anche se col piede opposto. Di solito, verso il 70’ la partita cambia e noi, paradossalmente, abbiamo subito il gol coi giocatori che erano in campo domenica scorsa… Sono dispiaciuto, posso solo dire questo: abbiamo commesso errori che abbiamo pagato a caro prezzo, ma domani è un altro giorno e dovremo ripartire per preparare la gara di martedì, facendo però i conti anche con qualche squalifica».

Perché si è messo più volte in discussione?
«Perché quando si perde i tifosi se la prendono con chi comanda e qui comando io, quindi quando si perde è giusto che ci si prenda le proprie responsabilità e che ci si faccia delle domande. Chissà, forse la partita l’ho caricata troppo, o troppo poco; forse pensavamo di vincerla facilmente e invece ci stiamo leccando le ferite per aver perso una grossa occasione…».


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