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Spanò: «Ai playoff vedremo una grande Reggiana»

Il capitano granata scenderà in campo ai playoff per la quinta volta con la maglia granata: «Siamo pronti ad affrontare qualsiasi avversario»

Gian Marco Regnani
04.07.2020 17:30

© Silvia Casali

Il capitano è pronto e non vede l'ora di tornare in campo. Il traguardo all'orizzonte si chiama Serie B e potrà essere raggiunto superando tre ostacoli dall'identità ancora ignota, Alessandrò Spanò però non teme le difficoltà che la squadra granata potrà incontrare e durante la conferenza stampa odierna lancia un messaggio chiaro e diretto: vedremo una grande Reggiana.

«Ho trascorso gli ultimi mesi nel mio appartamento in centro a Reggio cercando di mantenermi attivo - racconta il difensore classe '94 - Al rientro in campo ho ritrovato i ragazzi in forma e questo conferma la professionalità dimostrata da tutti noi durante la stagione».

La tua famiglia in Lombardia sta bene?
«La nostra zona è stata una di quelle maggiormente colpite però c’è stata anche grande attenzione e per fortuna stanno tutti bene».

Vedere il Vicenza festeggiare la promozione ti ha dato fastidio?
«La speranza era quella di potercela giocare fino alla fine contro di loro e contro le altre contendenti. C’è un po’ di rammarico per come è finita, però abbiamo archiviato il discorso e ora il nostro obiettivo è un altro: faremo di tutto per poterlo raggiungere».

Gli allenamenti "blindati" a Cavazzoli come procedono?
«Lo staff tecnico è maniacale nel curare i dettagli e ci permette di arrivare sempre al top della forma. Dopo un paio di settimane in cui le gambe non rispondevano come al solito ora stiamo arrivando ad un livello che ci porterà in forma per il 13 luglio. Stiamo lavorando duramente per raggiungere la preparazione fisica e mentale ideale che ci servirà soprattutto se giocheremo a porte chiuse senza il nostro dodicesimo uomo. Dovremo essere bravi a lottare anche per il pubblico anche se non ci potranno sostenere da dentro lo stadio».

Dopo cinque mesi di stop che Reggiana rivedremo?
«Sicuramente ci saranno delle differenze. Non so se sarà la solita Reggiana ma so per certo che sarà una grande Reggiana».

Quale sarà l’impatto più difficile per un calciatore?
«Il lungo periodo di stop che abbiamo affrontato non ha precedenti nella storia. Sicuramente non sarà facile riuscire a trovare la concentrazione e l’aggressività giuste nei primi minuti, ma stiamo curando al meglio ogni dettaglio quindi sono tranquillo».

Arriverete all’appuntamento del 13 luglio senza aver mai disputato un’amichevole mentre la vostra avversaria potrebbe avere anche tre partite alle spalle…
«Vorrà dire che metteremo in campo ancora più energia».

Non conoscere il nome dell’avversaria fino a pochi giorni prima della gara sarà un problema?
«Abbiamo un’identità di gioco ben definita e l’unico aspetto che ci interessa sarò lo studio dei punti di forza e debolezza della squadra che incontreremo. Siamo pronti ad affrontare qualsiasi modulo o formazione».

Stabilire il vero valore di una squadra dopo lunghi mesi di inattività non è semplice...
«Sinceramente mi auguro che ci considerino abbordabili come nei giudizi che avevano dato su di noi a fine agosto prima che iniziasse il campionato…».

Nel primo turno della fase del girone c’è stato il record di pareggi senza reti
«Non spetta a me giudicare come hanno preparato le partite le altre squadre. Io dico solo che dobbiamo giocarcela come sappiamo fare e certamente non imposteremo la partita per un pareggio nel primo match…».

L’obiettivo Serie B dista solamente tre partite…
«Siamo arrivati alla fine di un percorso che vogliamo concludere nel migliore dei modi. Non ci dobbiamo dimenticare della stagione che è stata e dove siamo arrivati a marzo».

Chi sono le favorite per i playoff?
«Non voglio parlare delle altre squadre e mi interessa poco fare dei pronostici. Penserò a loro solamente quando sapremo esattamente chi dovremo affrontare».

Vesti la maglia granata dal 2014 e in 6 anni hai preso parte a ben 4 playoff: che ricordi hai di queste esperienze?
«Sono sempre state partite importanti, molto diverse dalle gare di campionato. Sono sfide in cui sai che ti stai giocando la stagione, quindi le vivi con grande eccitazione e le porti dentro per sempre perché il calcio alla fine è fatto di emozioni. Ricordo con piacere sia le vittorie che le sconfitte perché sono arrivate senza rimpianti dando tutto quello che avevamo. Sono fiero di essere sceso in campo al fianco dei vecchi compagni così come ora sono onorato di poterne giocare di nuove accanto a dei nuovi compagni».

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