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Mister Eberini: «Oggi ho perso 10 anni di vita. Ai playoff sarà un terno al lotto, facciamo un grande in bocca al lupo a Spanò...»

«Benissimo Rozzio dalla panchina. L'uscita di Cattaneo? Dovevamo dare più fisicità alla squadra»

Francesco Villa
02.04.2018 18:15

Un orgoglioso Sergio Eberini si presenta ai microfoni ancora scosso da un finale al cardiopalma che come lui stesso ammette ironicamente: “Ho perso almeno 10 anni di vita”.

Mister, come commenta i fischi del “Città del Tricolore” al momento del cambio di Cattaneo?
«Cattaneo ha disputato un’ottima partita, ma la squadra necessitava di forze fresche e non potevo permettermi di rinunciare a Cesarini e Altinier. Parliamo comunque di una sostituzione a 10 minuti dalla fine, la squadra era schiacciata dalla fisicità degli avversari dovevamo fare qualcosa. Vorrei sottolineare anche le prestazioni di altri subentrati come Manfrin che febbricitante ha dimostrato ancora una volta carattere nel suo ingresso in campo, Rozzio che con determinazione e forza fisica ha dominato il gioco aereo degli avversari. I ragazzi hanno dimostrato di riuscire a risolvere problemi con voglia supportati da un grande pubblico dopo aver subito un gol “disastroso”».

La sconfitta di Pordenone ha lasciato scorie?
«Più che altro ha lasciato consapevolezza. Si respirava tensione in settimana durante gli allenamenti, alla squadra sono bastati 10 minuti di gioco per togliersi di dosso l’amarezza dell’ultima sconfitta. Ci siamo “scongelati”».

È grave l’infortunio di Spanò?
«Gli faccio un grandissimo in bocca al lupo, sembra essere grave. Nel tentativo di chiudere la conclusione di Gyasi ha impattato l’avversario facendosi male al ginocchio. Speriamo non sia così grave come sembra... Oggi abbiamo recuperato un grandissimo Rozzio con la sua grinta, carisma e carica emotiva ci ha dato motivazioni durante gli allenamenti, ritrovarlo ci fa molto bene».

Cattaneo nel ruolo di mezz’ala poteva essere una buona soluzione da presentare nel corso della partita?
«Purtroppo il loro pressing non ci permetteva di costruire la manovra dal palleggio delle mezz’ali, attaccavano le “seconde palle”. In campo servivano due mediani di quantità per contrastare la carica fisica degli altoatesini. La partita è stata risolta dalle giocate dei nostri migliori giocatori. Non so più come elogiare Cesarini è capace di essere decisivo anche in condizioni fisiche non ottimali. Anche Altinier è imprevedibile non lo vedi per 40 minuti ma poi è capace di decidere la partita in un istante con una giocata».

Rocco è troppo esile per poter diventare un giocatore da Reggiana?
«Era la metà dei loro difensori centrali (ride ndr), deve maturare: ha gamba, velocità e pregevoli doti tecniche, diventerà senza dubbio un ottimo giocatore per il presente e per il futuro dei granata».

Crede ancora nel primo posto?
«Ci abbiamo creduto fino a domenica scorsa, il sogno era latente. Giunti quasi alla fine del campionato faremo valere l’orgoglio e la qualità di questa grande squadra. Guardando i roster delle squadre maggiori dei tre gironi si possono notare squadre formidabili come Alessandria, Catania, Trapani. Ai playoff sarà un terno al lotto. Allenare questa grande squadra nella mia città mi da molta carica. Daremo il massimo».

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