Il punto di vista

Se si vuole proseguire con la difesa a tre, bisogna cambiare qualcosa là davanti...

Alcune considerazioni di natura tattica dopo il deludente pareggio col Fiorenzuola

Lorenzo Chierici
15.10.2018 20:00

Giuseppe Ponsat in azione contro la Pergolettese © Reggio Audace FC

Il Fiorenzuola non era un avversario di poco conto e l'idea di giocare con un 3-4-2-1 che in fase difensiva diventava un 3-5-2, con Osuji pronto a rincorrere gli avversari nel ruolo di mezzala destra, mentre in fase di possesso si tramutava nel terzo d'attacco, in un trequartista o in una seconda punta quando l'azione arrivava da sinistra, poteva essere interessante, ad eccezione del fatto che là davanti il bomber Zamparo non era affiancato praticamente da nessuno, anche perché Broso è bravo quando ha la palla buona in area, mentre a livello di gioco di squadra, purtroppo, è poco efficace.

Ecco perché, a mio modesto avviso, poteva essere più interessante una linea di trequartisti formata, fin dal primo minuto, da Luche, oppure Ponsat, affiancata al buon Osuji, che magari con un brevilineo al fianco avrebbe potuto dialogare meglio, ma soprattutto la Reggiana avrebbe avuto più possibilità di attaccare gli spazi, magari aprendo le maglie difensive del Fiorenzuola e permettere anche gli inserimento dei centrocampisti. Oltre a questo, con due giocatori tecnicamente forti come Osuji e Luche, oppure Ponsat, che ha caratteristiche simili a quelle di Luche, lo stesso Zamparo avrebbe avuto la possibilità di diventare sempre più il perno di azioni offensive, magari con sponde, scarichi e tagli per diagonalizzazioni nel breve, cosa che con un giocatore con le caratteristiche di Broso difficilmente sono possibili. Broso può essere l'alternativa ideale a Zamparo, ma non può essere lo sparring partner, salvo che la Reggiana non giochi con due esterni d'attacco alti, come possono essere Ponsat e Luche, oppure l'ottimo Boldrini, che è certamente più ala rispetto a Ponsat, che ha invece più le caratteristiche da seconda punta pura, o anche da prima, non certamente di sfondamento, un po' come la Nazionale di Mancini o il Napoli di Ancelotti, con le debite distanze, ovviamente. Tale soluzione, coi due fantasisti brevilinei dietro a Zamparo avrebbe agevolato anche il lavoro dei due centrali, Staiti e Zaccariello che, così facendo, avrebbero avuto soprattutto compiti difensivi e di impostazione di primo livello, lasciando quindi magari il compito di creare e allargare il gioco sugli accorrenti Bran e Masini sugli esterni ai fantasisti di turno. Insomma, credo che bastasse dare più verve alle spalle di Zamparo per vedere, almeno dalla cintola in su una Reggiana diversa, già attiva, più imprevedibile. Ottima invece la scelta dei tre dietro, anche perché Spanò e Rozzio devono giocare, ma nessun allenatore di buon senso avrebbe tenuto fuori un giovane di qualità del calibro di Cigagna, che sta dimostrando di essere un titolare inamovibile e che ieri, ha giocato anche leggermente meglio dei due veterani, non sbagliando praticamente nulla. A me è piaciuto anche Bran a destra, malgrado nelle prime gare sembrasse poco incisivo in fase offensiva, mentre ha fatto più fatica Masini. Personalmente preferisco Belfasti, ma c'è la regola degli under...

La soluzione a tre dietro va soltanto perfezionata, ma a mio avviso è la strada da seguire, proprio perché un allenatore deve adattare il modulo agli uomini e mister Antonioli questo lo ha capito benissimo e ha giustamente fatto giocare tre titolari nel reparto arretrato. Ancora work in progress in casa Audace dunque, ma il percorso tracciato è quello giusto...

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