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Covid, erroracci e malasorte. Ma la Reggiana può ancora farcela

Pordenone, Pescara, Spal e Vicenza: questo il percorso a tappe della Reggiana verso una salvezza che ha le sembianze di una chimera

Gian Marco Regnani Gian Marco Regnani
19.04.2021 21:30

Che il Covid potesse mettere lo zampino sulla stagione 2020/21 dopo avere stravolto quella precedente era un rischio ben noto a tutti e alla fine ha presentato il conto anche alla Serie B e alla Reggiana in modo particolare.

L'esito deciso a tavolino di Salernitana-Reggiana è una macchia indelebile sul campionato, a maggior ragione dopo quanto è successo nelle ultime settimane dopo l'intervento delle Ausl di Empoli e Pescara, e infatti il presidente Salerno ha già preannunciato il ricorso a tutti i gradi della giustizia civile, non bastasse quella sportiva. Ma a questo aspetto potremo dare ampio spazio nei mesi a venire, oggi no. La Reggiana può ancora dire la sua e conquistare la salvezza direttamente sul rettangolo verde come è normale che avvenga in questo sport. Gli ultimi risultati hanno creato non poca insofferenza tra i tifosi e l'idea di dire subito addio ad una categoria a lungo sognata e finalmente raggiunta ma mai vissuta a pieno sugli spalti sarebbe una ferita difficile da rimarginare. Ma la Reggiana può ancora farcela. I risultati delle ultime settimane ci forniscono il ritratto di una squadra alla quale non mancano le idee ma che non riesce a portare a casa i risultati giusti spesso e volentieri per demeriti propri. Lasciamo da parte i tanti errori arbitrali ai danni della Regia - tanti anche per gli altri club, un “rischio calcolato” in un campionato dove il VAR farà il suo ingresso solamente nella post season, come se le precedenti 38 gare non fossero altrettanto importanti… - e concentriamoci sulle restanti quattro partite.

Sabato 1° maggio al “Città del Tricolore” arriva il Pordenone. Come si presenterà non possiamo saperlo, dato che i ramarri il 24 aprile recupereranno la gara rinviata con il Pisa: da 40 punti potrebbero quindi salire a 43, oppure restare nel limbo. Di certo non sarà semplice per Rozzio e compagni, memori anche del rotondo 3-0 subìto all'andata. Tre giorni dopo si scende lungo l'Adriatico per la sfida chiave con il Pescara. Per il Delfino forse sarà l'ultima occasione per raggiungere gli spareggi salvezza quindi è facile immaginare che la squadra di Grassadonia attenderà i granata con il coltello tra i denti per giocare la partita della vita. Poi il 7 maggio c'è il derby con la Spal al “Città del Tricolore”, una sfida contro una formazione alla ricerca di punti playoff sicuramente più forte della Reggiana ma che ha staccato la spina a più riprese durante l'arco del campionato, altrimenti vedremmo gli estensi veleggiare tranquillamente nelle prime due o tre posizioni. La stagione infine si chiude con il Vicenza. La squadra di mister Di Carlo dopo un exploit importante ora si è allontanata dai playoff scivolando a pochi punti di distanza dai playout. Il 10 maggio forse i biancorossi non avranno più niente da dire, oppure potranno essere con l'acqua alla gola come la Reggiana: è troppo presto per fare una previsione. 

Da qui alla fine in palio ci sono 12 punti e - Spal a parte, ragionando sul valore degli organici - almeno 3 partite in cui la squadra di Alvini può certamente farsi valere a patto che i tanti, troppi errori delle ultime settimane restino nel cassetto. La Reggiana ha dieci giorni di tempo per ricaricare le energie fisiche e mentali e lanciarsi in un tour de force dove può dimostrare di essere più forte degli avversari e dei tribunali. Il Cosenza nella scorsa stagione si è salvato vincendo le ultime cinque gare di fila, una sorta di miracolo sportivo: alla Reggiana, con l'aiuto di qualche risultato favorevole dagli altri campi, ne basta una in meno. Il finale è ancora da scrivere. Dai Regia!

 

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