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Staiti: «Perdere ci deve dare fastidio, dobbiamo avere sempre fame senza accontentarci»

«Devo ancora lavorare duro con umiltà per entrare in forma»

Gian Marco Regnani
09.09.2018 21:30

Lorenzo Staiti sabato scorso contro il Lentigione quando è entrato in campo ha preso la squadra per mano e, non a caso, proprio da un suo spunto è nato il gol vittoria di Cigagna: oggi è stato proposto dal primo minuto ma dopo un buon avvio si è perso tra le maglie bianche della Sammaurese senza riuscire ad incidere nella zona nevralgica del campo.

«Quando siamo in vantaggio la partita va sempre portata a casa - ha puntualizzato l'ex mediano di Feralpi ed Entella a freddo in sala stampa - Il caldo evidente ci ha fatto accusare stanchezza e inconsciamente pensavamo che dopo il primo gol potesse finire come le altre volte. Siamo stati molli sulle seconde palle ma non ce lo possiamo permettere perche gli altri ci puniscono. Dobbiamo sempre avere fame, senza accontentarci delle buone prestazioni: lo spirito giusto c'è e si vede, sono sicuro che presto raggiungeremo gli obiettivi prefissati».

Cosa vi ha detto il mister nello spogliatoio a fine partita?
«Era il primo a non essere contento, perdere non piace a nessuno. La sconfitta deve essere uno spunto per domenica prossima, una molla per iniziare il campionato nel modo migliore. Bisogna lavorare con serenità, analizzare gli errori e ripartire con grandissima fiducia perche la nostra è una squadra forte che vuole vincere».

È stato più un calo fisico o mentale quello del secondo tempo?
«Avere un rendimento incostante ci può stare in questa fase della stagione, però dobbiamo essere bravi a leggere le situazioni. La squadra è molto giovane, ci dobbiamo aiutare a vicenda e soprattutto noi esperto dobbiamo dispensare consigli».

Sei arrivato a Reggio solamente da una decina di giorni: come procede l'integrazione nel nuovo gruppo?
«Sono contento di fare parte di un gruppo forte però non basta, sono il primo che pretende tanto da se stesso: ero svincolato quindi devo mettermi al pari dei miei comapgni e lavorare sodo. Prima di tutto viene la quantità: se manca la gamba poi non arriva la qualità nella giocata».


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