L'avversario

L'avversario - Modena, corazzata cinica e poco spettacolare con tanti solisti

I gialloblù arrivano al derby forti di 9 vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta

Gian Marco Regnani
30.11.2018 20:00

Il club del presidente Carmelo Salerno è nato la scorsa primavera raccogliendo il titolo sportivo lasciato in eredità dal Modena di Caliendo con il chiaro obiettivo di tornare subito tra i professionisti senza badare a spese.

PARTENZA SPRINT. Assemblato in estate dall’ex ds granata Tosi, il Modena si è ritrovato a suo malgrado nello stesso girone della Reggio Audace ma, dopo un pre campionato in chiaroscuro, è partito con il piede giusto nelle prime dodici giornate tanto da arrivare allo scontro diretto con ben cinque lunghezze di vantaggio (qui tutte le cifre del derby). Quattro vittorie di misura prima dell’exploit (5-0) in casa dell’Axys Zola sono state il biglietto da visita dei gialloblù allenati da Gigi Apolloni, tornato a sedersi sulla panchina che aveva già occupato in Serie B dieci anni fa. Il k.o. casalingo (4-1) contro il Fiorenzuola datato 10 novembre ha fatto suonare il primo campanello d’allarme anche se da quel sabato i canarini si sono ripresi conquistando sette punti in tre partite.

ROSA COMPLETA. Avendo potuto operare con grande anticipo, il ds Tosi ha costruito una formazione dove il nucleo di ‘under’ è riuscito fin dall’inizio a fornire ampie garanzie alla squadra. In porta il senegalese classe ‘99 Dieye, a parte qualche uscita a vuoto, fornisce una certa sicurezza al reparto difensivo dove trovano posto due veterani di lusso come Perna e Gozzi (in pianta stabile nell'undici iniziale solamente da poche settimane), entrambi "cavalli di ritorno", con Dierna come terza scelta. Sulle fasce l'albanese Ndoj (‘98) e Zanoni (‘99) hanno da subito trovato una maglia da titolare, mentre a centrocampo la svolta è arrivata con l’utilizzo del quasi sconosciuto Rabiu, 18enne nigeriano voluto fortemente da Tosi ad ottobre ma ora ai box per infortunio. Il successivo tesseramento di Loviso ha elevato ulteriormente il tasso tecnico della linea mediana, completata dalla sorprendente qualità del 17enne Messori (prelevato in Eccellenza dal Formigine) e da uno tra Boscolo Papo (ex Mestre) e Pettarin. In avanti è imprescindibile il bomber Ferrario (8 gol finora, più di 70 nelle ultime tre stagioni in D), supportato solitamente da Sansovini e Montella, quest’ultimo però sarà costretto a scontare due giornate di squalifica a partire da domenica. Sono in salita quindi le quotazioni di Baldazzi dal 1’, vice capocannoniere del Modena con 4 centri su 13 presenze, soprattutto dopo la rescissione con Lauria avvenuta ieri ma non va dimenticata l'opzione Ferretti, centravanti 34enne argentino già in gol due volte.

Le spiccate individualità dell’organico modenese finora sono prevalse sulla coralità dell’impianto di gioco, ultimamente organizzato con un 4-3-3 dopo essere transitato dal 4-3-1-2 e dal 4-2-3-1. Nel pareggio della scorsa settimana a Pavia il Modena è sceso in campo con un inedito e molto accorto 3-5-2, soluzione utilizzata varie volte a partita in corso per difendere il vantaggio ma che difficilmente verrà riproposta nel derby dall'inizio.

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