Il punto di vista

L'analisi tattica - Maltese e Sbaffo decisivi nella ripresa, Carlini uomo ovunque

Il continuo scambio di ruolo tra Maltese e Carlini ha messo in seria difficoltà il Livorno

Redazione TuttoReggiana
06.06.2017 19:06

La Reggiana è riuscita di nuovo in una grande impresa e ora dovrà battere, in gara secca, anche l'Alessandria, una formazione che ha speso molto di più sul mercato e che separa i granata da una eventuale storica finale col Parma, che quasi certamente batterà il Pordenone nell'altra semifinale.

Come ho scritto lunedì sul quotidiano "La Voce di Reggio", all'abulica Reggiana del primo tempo si è contrapposta una squadra cattiva e determinata nella ripresa, che ha lottato con le unghie e coi denti fino alla fine per portare a casa una qualificazione più che meritata. Menichini, come altri allenatori, ha sempre detto "non sono i moduli a fare i risultati, ma è la cattiveria agonistica con la quale i giocatori interpretano la gara". Vangelo... ma in questa rubrica si parla soprattutto di tattica e quindi addentriamoci nella disamina di quant'è accaduto. La formazione iniziale schierata dal tecnico ci poteva stare a livello concettuale. Partendo dal portiere, anche al sottoscritto Narduzzo ha dato più sicurezza rispetto a Perilli nelle ultime rispettive uscite, malgrado il portiere laziale sia stato decisivo a Livorno, mentre Narduzzo è stato letteralmente strepitoso con la Juve Stabia e altrettanto domenica nel ritorno col Livorno, blindando il passaggio del turno con un autentico miracolo all'ultimo secondo di gara e non solo. Anche l'assetto difensivo mi trova d'accordo, con un Sabotic giustamente confermato, domenica straordinario e uno Spanò bravo a controllare le sfuriate di Murilo, ma anche a spingere sull'acceleratore, con tanto di rigore guadagnato, che ha permesso a Cesarini di portare a casa il gol della speranza granata. A sinistra avrei dato fiducia a Panizzi, che l'aveva meritata con una grande prestazione anche da centrale, ma Contessa non ha fatto male e come mi ha detto Menichini in separata sede "questa settimana l'ho visto davvero in palla".

Tutto perfetto. A centrocampo Genevier non si tocca e Carlini ha dimostrato che da interno destro o mancino rende tantissimo, sia per corsa, che per qualità tecniche, che per capacità di inserirsi e di attaccare la profondità come fosse una punta aggiunta. Condivido anche l'utilizzo di Sbaffo da mezzala, un ruolo che ha fatto per diverso tempo, anche se nei primi 45 minuti ha passeggiato un po' troppo, risultando invece decisivo e padrone nel proprio ruolo nella ripresa. Peccato per quella traversa, perché avrebbe meritato il gol. Ghiringhelli ha fatto invece fatica alto a destra, ma aveva un problema muscolare, ma come dice Menichini "è un giocatore di grande equilibrio che sa fare sia la fase offensiva che quella difensiva". Bene anche Cesarini dall'altra parte, con la possibilità di accentrarsi da trequartista pura o di attaccare la profondità. Concettualmente corretta anche la scelta di Marchi dall'inizio: Guidone in casa non aveva mai segnato e Marchi stava bene e aveva voglia di fare almeno un gol in questa sua drammatica stagione. Peccato non sia avvenuto, tant'è che io alla fine del primo tempo avrei tolto certamente Marchi, che per me ha subito, con domenica, la bocciatura definitiva, mandando in campo Guidone. Menichini lo ha fatto dopo venti minuti e i risultati si sono visti. Marchi, purtroppo, pur non avendo giocato male in fase di sostegno alla squadra, come sempre, non è mai riuscito a rendersi pericoloso, neppure quando ha avuto due nitide palle gol e difficilmente incide in termini offensivi sui match. Credo che con l'Alessandria non ci saranno dubbi, o almeno dal mio punto di vista, ma immagino che Menichini sia d'accordo, sulla scelta del centravanti.

Tra il primo e il secondo tempo personalmente, avrei tolto Sabotic, che stava comunque giocando bene e avrei accentrato Spanò, con Ghiringhelli a destra, poi Maltese in mezzala e Carlini alto a sinistra, oppure con Carlini dietro a Cesarini e Guidone, ma Ghiringhelli ha accusato un guaio muscolare e quindi Menichini si è trovato costretto ad optare per una soluzione differente, mantenendo il 4-3-3 iniziale. Nella ripresa, però, mi ha destato qualche dubbio l'utilizzo di Maltese alto a sinistra, con Carlini ancora in mezzo, quando, per caratteristiche, i due potevano essere tranquillamente invertiti, con maggiore penetrazione sugli esterni, grazie alla corsa di Carlini e la medesima o quasi fase interdittiva di Maltese, che è entrato in partita col piglio giusto. Analizzando invece la gara a posteriori in effetti, l'idea di Menichini è stata vincente, anche perché Carlini si è spesso alternato con Maltese nel ruolo di mezzala in modo quasi automatico, a conferma di un'ottima intesa fra i due e di idee molto chiare trasmesse dal tecnico; in secondo luogo, Menichini ha chiesto alla squadra, nel secondo tempo, di alzare il proprio baricentro e così è stato: ciò ha permesso a Carlini di inserirsi, appunto da secondo attaccante, con Sbaffo appena dietro e Maltese a destra, lasciando il solo Genevier a protezione della difesa e ciò ha permesso ai granata di applicare un pressing asfissiante sul Livorno e di ripartire in contropiede, andando più volte vicina al gol. Inoltre Maltese in quella posizione aveva il compito di accentrarsi e andare al tiro, oltre a trovare qualche verticalizzazione per i movimenti di Guidone e gli inserimenti in taglio dello stesso Carlini, per poi fermarsi al suo posto in mezzala, a copertura dell'azione offensiva e questo ha permesso alla Reggiana di essere davvero incisiva, ma nel contempo sufficientemente coperta.

Insomma, al contrario di ciò che dicono in molti, Menichini ha le idee chiare e a mio modesto avviso, comunque vadano le cose a Firenze contro l'Alessandria, ha pienamente meritato una conferma per l'anno prossimo, potendo partire dall'inizio, coi suoi uomini e coi suoi valori per puntare deciso alla B, o alla salvezza in caso di "miracolo granata".


Lorenzo Chierici

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