Editoriale

Piazza, vero addio o richiesta d'aiuto?

Le dichiarazioni del patron americano lasciano spazio a due possibili interpretazioni

Gianluca Ferrari
12.06.2018 22:00

Per i tifosi granata e gli sportivi reggiani quello di stamattina non è sicuramente stato un dolce risveglio. Come un fulmine a ciel sereno (ma forse non troppo), dalle pagine della Gazzetta di Reggio, Mike e Alicia Piazza hanno espresso la propria volontà di mettere in vendita la Reggiana. Quella che però sembrava solamente un' indiscrezione arrivata direttamente dagli Stati Uniti - dove il presidente granata è tornato in questi giorni per lavoro - è stata invece confermata nel pomeriggio con una nota stampa pubblicata sul sito internet della società, a firma Mike Piazza, che riprende alla lettera ciò che era stato riportato in mattinata dal quotidiano di Reggio Emilia.

"Dopo i recenti avvenimenti, dopo averci pensato molto e fatto molte considerazioni, Alicia e io abbiamo deciso di mettere la Reggiana in vendita, totalmente o in parte. Questa è una battaglia molto impegnativa da combattere per una famiglia sola e, purtroppo, si stanno avvicinando scadenze che non ci lasciano il tempo di prendere una pausa e lavorare sulle questioni legali. Invitiamo potenziali partner o proprietari a farsi avanti immediatamente."

Una dichiarazione netta e precisa e che denota anche una certa fretta da parte dei coniugi Piazza, visto che entro il 30 giugno andrà versata la quota di 30.000 euro (più l'ingente fideiussione da 350.000) per iscrivere la squadra al prossimo campionato di Serie C. Prima però di cadere in un dilagante allarmismo, proviamo ad analizzare il messaggio di Mike e Alicia che sta inevitabilmente gettando nello sconforto tutti i tifosi granata in queste ore. Sin dal suo approdo a Reggio Emilia, Piazza non ha mai smesso di cercare la collaborazione di partner e soci esterni, qualcuno che potesse aiutarlo nel sostenere gli ingenti costi che una società di terza categoria è appunto costretta a coprire annualmente, esprimendo comunque la volontà di mantenere la quota di maggioranza della Reggiana. L'elemento di novità - e che preoccupa non poco tutto l'ambiente granata - è rappresentato dal fatto che l'ex star del baseball americano è disposto, ora, a vendere l'intera quota societaria rimarcando una forte difficoltà nel dover gestire il tutto solamente con le proprie forze. La nota del presidente granata può certo intendersi come la volontà di disfarsi il prima possibile dell'intero baraccone granata, che in due anni gli è costato parecchi milioni di euro e dal quale ha ricevuto pochissimi guadagni, senza per altro la soddisfazione di raggiungere un grande obiettivo sul campo. Dall'altro lato (e noi ci auguriamo che sia così) può essere intesa come una rinnovata e drastica "richiesta d'aiuto", decisa per smuovere un po' le acque e vedere per l'ultima volta se nell'imprenditoria reggiana c'è davvero qualcuno che voglia aiutarlo in questa sua avventura, mettendo una certa fretta anche alle istituzioni locali che da sempre si sono dette pronte a fare da tramite (Vecchi ha già riproposto la sua collaborazione ma questo era prevedibile). A Reggio, Piazza ha sicuramente trovato un'ottima opportunità d'investimento, tanti amici e una comunictà incredibile che non ha mai smesso di dimostrargli stima e affetto. L'amore e la passione per la propria squadra, però, non fabbrica i milioni e non paga nemmeno gli stipendi ai giocatori. Come se non bastasse, oltre agli onerosi costi di gestione, la Reggiana deve risolvere la delicata questione stadio con la Mapei: questione che ad oggi si traduce in circa 700 mila euro di arretrati da pagare al colosso di proprietà di Squinzi, cosa che non aiuterà di certo a trovare nuovi acquirenti, se è questa l'intenzione principale.

Resta quindi da capire cosa faranno ora i coniugi Piazza e i prossimi venti giorni ci diranno (si spera) la verità: se dovesse davvero presentarsi un imprenditore in grado di affiancare Mike o aiutarlo con un importante investimento, il patron granata continuerà a guidare la Reggiana per un altro anno? E se ciò non dovesse accadere, garantirà comunque l'iscrizione della squadra al prossimo campionato, dandosi più tempo per decidere sul suo futuro? Su questo ultimo punto andrebbe fatta ulteriore chiarezza da parte del club granata.

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