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Rozzio: «Sono commosso, tornare in campo è stato come vincere un mondiale»

«Alla fine il duro lavoro paga sempre, non smetterò mai di ringraziare la società per il rinnovo durante il periodo di convalescenza»

Gian Marco Regnani
02.04.2018 18:30

La vittoria in extremis contro il Südtirol, oltre ai tre punti, ha restituito alla Reggiana Paolo Rozzio, un giocatore che nel finale di campionato sicuramente riuscirà a dare il suo apporto all'importante obiettivo che si è prefissato il club granata.

«Sono stati mesi difficili, alla fine li ho affrontati con la serenità giusta - ha ammesso il centrale ex Pisa in sala stampa - Non potevo fasciarmi troppo la testa, ho fatto tutto quello che potevo fare per tornare il prima possibile, aspettando il momento giusto. Mi dispiace solo essere subentrato al posto di Spanò: la cosa mi ha fatto stare male perché sono già passato nelle sue condizioni. Sono convinto che tornerà più forte di prima».


Nessun problema in campo dopo 5 mesi di assenza?
«Sì, per fortuna è andato tutto bene. Ne approfitto per ringraziare il Medical Center perché con me ha fatto un lavoro eccezionale».

Sei entrato proprio nel momento peggiore in cui la squadra sbandava a destra e a sinistra...
«Secondo me le loro occasioni principali sono scaturite da nostre imprecisioni. Oggi ho visto tanti errori nella fase di disimpegno, però tutto sommato è stato un match equilibrato dove nel primo tempo abbiamo fatto molto bene nel palleggio, addormentando la partita quando serviva. Nella ripresa sono stati bravi gli avversari, però alla fine abbiamo vinto noi»

E adesso?
«Dobbiamo pensare al Ravenna, alla partita successiva e così via. Inutile parlare ancora del Padova, se lo raggiungeremo tanto meglio. Intanto pensiamo al secondo posto perché saltare i primi turni dei play off per entrare in corsa a fine maggio sarebbe un grande vantaggio. Ora ci rilassiamo godendoci le ultime ore di Pasquetta...».

Le tue caratteristiche si integrano meglio con Crocchianti o Bastrini?
«Sono riuscito a giocare assieme a tutti e tre gli altri centrali, non ho preferenze. Con Spanò ho giocato soprattutto l'anno scorso. La carriera di Bastrini parla da sola, averlo a fianco trasmette grande sicurezza. Con Crocchianti forse mi completo di più come caratteristiche perché lui è rapido e se la cava bene sulla marcatura ravvicinata mentre io prediligo impostare l'azione dal basso e il gioco aereo».


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