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Cozzari: «Siamo in pochi ma stringiamo i denti, non sottovaluteremo le ultime due partite»

«Contro il Fanfulla dobbiamo vincere, il secondo posto non è ancora perduto. Il futuro? Mi piacerebbe restare»

Redazione TuttoReggiana
24.04.2019 12:45

Arrivato in agosto dalle giovanili del Bologna, Mattia Cozzari è stato uno degli "under" che ha faticato maggiormente ad inserirsi nello scacchiere di mister Antonioli ma nell'arco di tutta la stagiona alla fine è riuscito a ritagliarsi ben 21 presenze, condite da un gol, delle quali le ultime tre da titolare.

«A inizio anno ho avuto alcune difficoltà di adattamento ad un campionato nuovo con tanti giocatori più epserti - ammette il centrocampista classe '99 - Penso però di essere cresciuto molto come persona e come calciatore. Sto raccogliendo i frutti del lavoro iniziato in estate ma non vuol dire che debba staccare la spina ora, fino al 19 maggio bisogna stare tutti sul pezzo».

La ramanzina di mister Antonioli dopo la tua prestazione col Classe è servita?
«In quella partita non avevo dato tutto me stesso, quindi ho accettato il rimprovero a fine gara davanti alle telecamere».

Quanto è pesante la pressione per i giovani a Reggio?
«L’ambiente pretende tanto e così fa la società con noi ma sono cose che tutti sapevano prima di vestire la maglia granata. Essere qui è veramente bello, ci sentiamo tutti professionisti».

Gli “under” sono fondamentali in Serie D: come valuti la vostra stagione?
«Penso che da inizio anno siamo cresciuti un po' tutti. La società ha dimostrato di puntare forte sui giovani e lo si è visto anche giovedì scorso con l’utilizzo di Sanat e Piccinini contro il Ciliverghe. Anche noi giovani crediamo molto in questa società».

Pensi che Sanat abbia la possibilità di diventare un calciatore importante?
«Dal quel poco che ho visto in allenamento ha certamente grandi potenzialità tecniche e ampi margini di crescita. Spero per lui che questo sia solo l’inizio».

La partita di Voghera nel tuo caso, sportivamente parlando, è stata la più soddisfacente della carriera?
«In quella partita, al di là del gol, penso di avere coronato tutto il lavoro fatto da inizio anno. L'avvio di stagione per me non è stato facile ma non ho mai mollato e sono stato contento di aver regalato la vittoria alla squadra».

A chi avevi dedicato il gol?
«Alla mia famiglia e alla mia ragazza che mi sono sempre stati vicini seguendomi allo stadio tutte le volte che hanno potuto».

La maglia da titolare nel derby la domenica successiva era stata una sorpresa?
«Giocare partite di quel genere è un sogno che abbiamo tutti da bambini: ci si sente calciatori importanti in quel momento lì davanti a così tante persone e affrontando avversari con nomi di spicco come Sansovini e Ferrario».

Il pareggio con il Ciliverghe invece vi ha riportato alla realtà...
«Non nascondo che siamo rimasti delusi perché volevamo vincere per restare a -2 dal Modena visto che domenica c’è lo scontro diretto al vertice. Abbiamo provato in tutti i modi a portare a casa i tre punti, ma purtroppo è andata male però il nostro bilancio nel girone di ritorno resta più che positivo, decisamente migliore rispetto all’andata e di questo dobbiamo esserne orgogliosi».

L’infermeria è piena e il finale di campionato sembra ormai scritto: è difficile trovare la concentrazione in allenamento?
«Ci alleniamo tutti i giorni come se ci fosse la rosa al completo anche se siamo solo in una dozzina. Qualcuno potrebbe pensare che le ultime due partite non abbiano alcun significato ma non è così: la maglia va onorata fino alla fine per la città e per i tifosi, poi il secondo posto non è ancora sfumato...».

La gara con il Fanfulla di domenica avrà una doppia valenza...
«Sappiamo che potremo ritrovarci fra qualche settimana ai playoff ma non penso che qualcuno si voglia nascondere o non fare vedere determinate cose. Vogliamo dimostrare di essere più forti e vincere».

Che avversario ti aspetti?
«All’andata non avevo giocato ma ricordo molto bene Brognoli, centrocampista con grande esperienza e fiuto del gol (18 reti, ndr). Sarà una partita difficile contro una squadra molto rognosa, però dovremo pensare solo a noi stessi perché siamo la Reggiana».

In questa stagione hai ricoperto diversi ruoli a centrocampo: qual è il tuo preferito?
«Sono un giocatore dinamico e mi posso adattare a fare il mediano, la mezzala o il trequartista ma in futuro mi vedrei bene soprattutto da mezzala, destra o sinistra, in un centrocampo a tre».

C’è un modello al quale ti ispiri?
«Seguo con attenzione Bakayoko del Milan, un giocatore fisico ma molto intelligente tatticamente».

A livello fisico ti sei adattato subito alla categoria?
«A dire il vero all’inizio il passaggio dal Settore Giovanile si è sentito, ma dopo un periodo di difficoltà ora riscontro meno problemi e non ho paura a lanciarmi nei contrasti».

Il tuo futuro sarà ancora in maglia granata?
«Ancora non so nulla, penso solo ad arrivare a fine stagione nel migliore dei modi. Confesso che mi piacerebbe rimanere, ma questi sono discorsi che farò assieme alla società in estate».

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