Il punto di vista

Regia, gioca col cuore per sopperire ai tuoi limiti

La squadra di Menichini non si è dimostrata superiore a quella di Colucci

10.05.2017 20:30

Il derby col Parma ci ha restituito una squadra grintosa, decisa, pronta a combattere con il coltello tra i denti su ogni pallone. Questo almeno è quanto ho scritto su "La Voce di Reggio" di lunedì scorso ed è soprattutto ciò che speriamo tutti, visto che la Reggiana, per superare la Feralpi, dovrà fare una partita di tecnica e cuore, senza pensare di avere due risultati utili su tre a disposizione.

Domenica scorsa, al "Tardini", mister Menichini ha fatto il massimo, anzi, di più. La stessa scelta di Minel Sabotic ci stava considerandola velocità degli attaccanti del Parma: peccato che il forte difensore montenegrino sia stato sorpreso da un astuto Baraye che, dopo avergli fatto fallo, lo ha costretto al fallo, generosamente aggravato dal cartellino rosso dell'arbitro, quando a un passo c'era Contessa. Essendo rimasto in dieci uomini dopo una dozzina di minuti, mister Menichini ha giustamente arretrato a destra Cesarini, sperando di colpire in contropiede con "Il Mago" e Contessa, con Guidone pronto a fare la sponda e in alternativa ad attaccare la profondità. Il progetto è quasi riuscito, anche se la Reggiana non ha praticamente mai impensierito più di tanto l'estremo avversario, ma è altrettanto vero che il potenziale di Parma e Reggiana è diametralmente differente.

Diciamola però tutta e facciamolo con franchezza: la Reggiana di Menichini è decisamente inferiore rispetto a quella di Colucci, che col Parma perse 2-0 senza alcuna attenuante. Lo stesso Colucci, scrivendomi un messaggio poco dopo l'esonero, mi disse: "Mi dispiace non aver allenato questa nuova Reggiana che sta nascendo con giocatori come Genevier, che ho voluto e cercato io stesso e Riverola, che in questa categoria può fare la differenza". Vero, peccato che Genevier, unico vero punto di forza in questo periodo per Menichini, rispetto a Colucci, sia indiscutibilmente importante, peccato che Colucci avesse Angiulli, che pur essendo una testa un po' calda, era un giocatore di spessore, Mogos, idem, autore anche di gol importanti e Maltese in salute, che Menichini sta avendo in queste ultime settimane ma non ancora al top e varie alternative davanti, come Manconi, 6 gol poi finito in B, Nolè, 4 gol poi finito al Modena e anche Otin La Fuente che non sarà stato un fenomeno, ma quantomeno concedeva al tecnico un'alternativa. Menichini, davanti, domenica chi aveva: Marchi al 10% del suo potenziale, tra l'altro con 0 gol all'attivo in un'intera stagione che pesano come un macinino sulla sua testa, com'è normale che sia, Cesarini costretto a fare l'ala destra e il buon Guidone davanti. Questa squadra, rispetto alle altre dei playoff è sotto organico o comunque ha ancora troppi giocatori costantemente in infermeria o non al meglio della condizione, quindi utilizzabili col contagocce e chi dovrebbe stare meglio, come Riverola o Sbaffo, quando hanno la possibilità di mettersi in mostra, dimostrano di non avere quel fuoco sacro che serve a chi deve "spaccare tutto" proprio sapendo, a livello di squadra, di avere qualcosa in meno degli altri. Se a questo aggiungiamo che in porta ai tempi di Colucci, c'era un portiere, Perilli, reduce dall'eccellente stagione scorsa, che non era ancora entrato nel loop degli errori, che con Menichini sono stati una caterva, non ultimo l'assurda uscita di domenica su Baraye.

Dove potrà arrivare la Reggiana in questi play off? Da vecchio cuore granata, con 20 anni di curva sud alle spalle, prima di iniziare a fare il giornalista, ovviamente, dico che la Reggiana può andare in Serie B; da cronista e da persona che ha vissuto sui campi da calcio negli ultimi 30 anni della sua vita, dico con estrema onestà che, dopo la partita con la FeralpiSalò, dove magari porteremo a casa un successo col gol del solito Cesarini, che contro i gardesani è solito scatenarsi, la Reggiana difficilmente andrà molto avanti, anche perché basta un raffreddore un po' potente per mettere in discussione le scelte e le convinzioni di mister Menichini che, in questo periodo, deve fare le nozze coi fichi secchi. Queste sono comunque ipotesi, visto che, come scrisse il Sommo Poeta... "del domani non v'è certezza".


Lorenzo Chierici
(giornalista professionista, allenatore di Base UEFA B e istruttore di giovani calciatori)

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