Settore Giovanile

Paolo Beretti saluta la Regia: «Orgoglioso di aver lavorato per la squadra del mio cuore»

Il tecnico degli Allievi Under 17 non è stato confermato per la prossima stagione

05.07.2017 13:00

Un altra figura importante del Settore Giovanile non farà più parte della società granata: si tratta del navigato tencico Paolo Beretti, negli ultimi due anni capo allenatore della formazione Allievi Under 16 e Under 17.

Ieri i vertici di via Mogadiscio hanno comunicato a Beretti che non gli avrebbero rinnovato il contratto e il tecnico, che meno di un mese fa ha sfiorato il sogno tricolore alle Final Four in Romagna assieme al vice Beppe Alessi, ha affidato ai social network una lettera d'addio e di ringraziamento a tutte le persone che lo hanno affiancato negli ultimi anni.

 

L’altra sera mi è stato comunicato dal nostro nuovo responsabile del settore giovanile di non esser più utile alla causa granata. Difficile sintetizzare cosa provo: certamente, l’orgoglio di aver lavorato per la squadra del mio cuore, la convinzione di aver dato tutto per la crescita dei ragazzi del settore, il ricordo di mille battaglie sportive, ognuna delle quali mi ha regalato vagonate di brividi, soltanto per il fatto di vedere i miei giocatori vestire quella maglia.


Sicuramente c’è un velo di rammarico ma anche grande gioia per aver sfiorato, pochi giorni fa, uno scudetto da poter cucire su quella grande favola granata, partorita da una squadra sulla quale, due anni or sono, nessuno avrebbe scommesso qualcosa. Credo di aver veicolato, con forza, l’amore per il granata (spero ancora che valga “non sei tu a scegliere il granata, è il granata che sceglie te”) e di aver ben spiegato cosa significa quel colore per la città; mi auguro di aver trasmesso l’importanza dell’impegno e del sacrificio per raggiungere ogni tipo di risultato nella vita, dove non conta tanto il posto in cui arrivi ma il percorso che fai.

Niente croci, niente torri, solo il colore del sangue, dunque. La Regia prima di tutto; i suoi giocatori prima di tutto. In questo momento avulso e parossistico, auguro a questa società la migliore professionalità possibile, la migliore competenza possibile, la più limpida operatività e la migliore capacità gestionale e sportiva. La storia ci dirà.

Ringrazio tutti: i magnifici personaggi conosciuti quest’anno, tutte le persone innamorate di Reggiana che hanno guidato questa società, tutti i miei collaboratori e gli accompagnatori, diventati parte integrante di me (dovrei spendere una pagina per ognuno di voi). Soprattutto un grazie deve andare a tutti i miei giocatori, per i quali e con i quali ho sempre combattuto; ai classe 97: siete miei fratelli, potresti insegnare a tutti, andatene orgogliosi; alla classe 98: siete stati splendidi, avete scritto piccole grandi storie; alla classe 2000: la squadra più difficile e più bella, terzi in Italia, primi per quello che avete mostrato, avete comunque vinto lo scudetto del cuore di tanti, siete dentro di me. Un pensiero anche ai 99: tante volte ci siamo cercati, ma non è stato, purtroppo e non per colpa mia, possibile lavorare insieme; sono convinto che sarebbe stato bello e vincente.

Tutti voi giocatori sapete come eravamo soliti preparare le partite e vi lascio così: “insegno ai miei sogni il concetto di onestà, loro che si sono trasformati in una professione adatta”. Ogni evento, ogni occasione può cambiare le cose, in un senso o nell’altro, fatevi trovare pronti. Il lavoro, l’impegno, il rispetto e l’onesta pagheranno sempre, anche in un mondo dove conta di più conoscere e sapersi vendere, piuttosto che essere. E quando le cose non vanno, siate certi che quella esperienza sarà la più formativa e utile in futuro, se non mollerete mai. Non smettete mai di lottare per ciò a cui credete, quindi; diffidate dei facili successi, delle figure equivoche, di coloro che si arrogano il diritto di giudicarvi senza aver visto un allenamento e di quelli per cui siete solo un numero. Preoccupatevi di tutti coloro che cambiano opinione e atteggiamenti troppo in fretta e anche di coloro che le opinioni non le cambiano mai.

Grazie e in bocca al lupo a tutti: chi mi conosce da tempo sa che mi avete cambiato ed in meglio.

Dai Regia.


Paolo Beretti

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