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Spanò: «Rispetto ma nessun timore, andiamo al "Braglia" per vincere»

Il leader della retroguardia traccia la strada: «Pressing alto e qualità nella fase di possesso e non possesso, così possiamo fermare il Modena»

Gian Marco Regnani
23.05.2019 16:30

Alessandro Spanò ha stretto i denti domenica scorsa rimanendo in campo per ben 102 minuti contro il Fanfulla e domenica si candida ad essere ancora protagonista, alla pari dell'altro capitano Rozzio, nell'eterna sfida contro i cugini gialloblù che mette in palio mezza fetta di Serie C.

«Ora sto abbastanza bene, sono sulla via del recupero completo - rassicura il condottiero granata classe '94 - Essere uscito sulle mie gambe domenica scorsa dopo 100 minuti è stato un gran bel traguardo. Ho accusato qualche acciacco dopo la partita ma nulla di preoccupante. Domenica farò di tutto per esserci».

Come si prepara questo terzo derby a livello psicologico?
«E’ più facile di quello che può sembrare, si prepara da solo. La carica agonistica viene da sé e l’attenzione sarà massimale».

Un po’ di timore per il Modena c’è?
«Rispettiamo il nostro avversario come abbiamo fatto con tutte le altre squadre nel corso del campionato. Rispetto sì, ma timore no».

Nel corso della stagione la Reggiana è spesso mancata negli appuntamenti da non sbagliare. Vi pesa questo aspetto?
«Sinceramente non avvertiamo la pressione di dover invertire questa tendenza. Io credo che cercheremo di fare la nostra solita partita e consapevoli di avere un solo risultato a disposizione non ci chiuderemo dietro pensando di soccombere agli attacchi del Modena».

Cosa vi hanno insegnato le due partite di campionato contro i canarini?
«Contro di loro siamo riusciti a esprimerci al meglio nel momento in cui li andavamo a prendere alti con grande personalità anche a livello di possesso: questi sono i nostri punti di forza e dovremo cercare di sfruttarli il più a lungo possibile».

Contro il Fanfulla c’erano due risultati su tre a disposizione, al “Braglia” sarà l'opposto...
«Infatti affronteremo la partita in maniera diversa. Con 120 minuti a disposizione a mio avviso subentreranno tanti fattori che potranno decidere la partita molto prima. Fare calcoli sarebbe deleterio, dovremo scendere in campo pensando di vincere e basta».

Riuscirete a reggere mentalmente per 90 o 120 minuti?
«Se pensiamo ai derby passati, il Modena era riuscito a farsi sotto nel secondo tempo per via della stanchezza sopraggiunta che non ci aveva permesso di curare tutti i dettagli al massimo. Domenica dovremo essere bravi a tenere il possesso e a non sprecare troppe energie nella fase di non possesso».

La stagione è agli sgoccioli: ti aspettavi una Serie D così difficile?
«Non conoscevo la categoria e non avevo pregiudizi all’inizio. Ho vissuto la prima parte dell’annata allo stesso modo degli ultimi anni perché portare un pizzico di professionismo in questo campionato era importante. La differenza principale che ho notato è il fatto che in Lega Pro si gioca insieme e contro giocatori già formati, in Serie D invece tanti ragazzi si formano strada facendo».

Qual è il ricordo più bello che porterai con te?
«A livello personale non posso non citare il rientro con doppietta alla Pergolettese. Quel giorno ho capito che si era chiuso un cerchio sfortunato e si apriva un nuovo ciclo: non dimenticherò mai chi mi ha sostenuto e aiutato nel lungo percorso di riabilitazione».

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