Ex granata

Parola: «Regia, vendicami con una bella vittoria contro il Bassano»

L'ex capitano granata auspica una finale playoff molto particolare...

Gian Marco Regnani
14.05.2018 20:30

Tra il 2012 e il 2016 Andrea Parola ha indossato la maglia granata per più di 80 volte, vivendo una delle pagine più cupe e allo stesso tempo esaltanti della recente storia della Reggiana (la salvezza a Cuneo) e nel 2015 è arrivato a sfiorare il sogno della Serie B che si è infranto proprio contro il Bassano, avversario tra poche ore di Cesarini e compagni.

«Ho avuto modo di seguire la Reggiana solo dalla distanza negli ultimi mesi, ma il mio cuore è ancora lì - ci ha raccontato l'ex centrocampista classe '79 -  Ho sofferto quando ho visto l'infortunio di Spanò, spero che non pregiudichi nulla perché lui in difesa era veramente importante. Sono contento per il grande gol di Panizzi arrivato a coronamento di una stagione importante».

Qual è il tuo giudizio sul momento attraversato dalla Reggiana?
«La squadra ha vissuto una fase calante nelle ultime settimane però secondo me ha ricaricato le pile per le partite più importanti che iniziano adesso. I playoff sono un terno al lotto dove chi arriva più lucido mentalmente alla fine passa quasi sempre il turno. Bisogna saper gestire le proprie emozioni e la pressione del momento data dall'adrenalina pura che cancella la stanchezza. Il pubblico a Reggio è sempre stato il dodicesimo uomo in campo, spero che possa ancora una volta trascinare i granata al successo».

Cosa hai pensato quando hai saputo che sarebbe stato il Bassano l'avversario dei granata?
«Mi sono tornati alla mente quei rigori maledetti. Spero che si giochi un altro tipo di partita anche perché il livello del Bassano di allora era nettamente superiore a quello di oggi, quindi i margini per passare il turno sono completamente diversi. Mi auguro che la Reggiana possa stravincere e vendicare quel brutto ricordo...».

Il fatto che ci siano due risultati su tre a disposizione lo vedi come un vantaggio per la squadra di Eberini?
«Non si deve mai pensare al pareggio. Avere più risultati a disposizione mentalmente dà qualche sicurezza in più che però si può ritorcere contro. I granata non ci devono pensare, bisogna scendere in campo per vincere e basta. Un rotondo successo per 2-0 sarebbe il massimo, specialmente se si riuscisse a chiudere la contesa già nel primo tempo perché permetterebbe di gestire al meglio le energie in vista delle prossime partite».

Chi pensi possa vincere i playoff?
«Il mio cuore spera che possa essere una tra Reggiana o Pisa a trionfare, magari in una finale tra granata e nerazzurri. Reggio è la mia seconda casa, Pisa invece è la mia città e conosco tante persone a cui sono ancora legato, a partire dalla dirigenza».

Ti rivedi in qualche giocatore attuale della rosa granata?
«Esteticamente direi in Carlini (ride, ndr). Come calciatore non saprei, forse un po' in Genevier visto che di recente è stato adattato al ruolo di difensore come capitò a me, anche se lui è più un regista puro io invece facevo del fisico il mio punto di forza».

Dopo aver lasciato la Reggiana, hai avuto due esperienze nell'Eccellenza friulana e solo pochi giorni fa hai deciso di appendere gli scarpini al chiodo. Che sensazioni ti hanno lasciato gli ultimi anni della tua carriera?
«Quello dei dilettanti è un mondo molto difficile, dove ci sono altri valori che vengono a galla come lo spirito di gruppo nello spogliatoio: c'è più divertimento e passione rispetto ad un lavoro vero e proprio come è quello del calciatore professionista. Nelle categorie più basse si possono apprezzare tanti giovani che lavorano e si sacrificano per venirsi ad allenare e giocare la domenica. Il calcio, anche se lo praticano tutti, non è uno sport semplice e per arrivare a certi livelli oltre alla bravura serve tanta fortuna ed è una cosa che in pochi riescono ad abbinare. Nel bene e nel male questo mestiere è stata una grande scuola di vita, me lo porterò dentro per sempre».

Hai già deciso cosa fare d'ora in avanti?
«Intanto mi godrò di più la vita insieme alla mia compagna che vive in provincia di Como e poi con calma prenderò una decisione...».

Hai detto di essere ancora molto legato alla Reggiana e negli ultimi mesi ti abbiamo visto a Reggio anche per diversi eventi di beneficenza. Potrebbe nascere un rapporto di collaborazione con il club granata?
«In realtà una sorta di collaborazione c'è già perché ho aiutato un amico nella realizzazione della birra della Reggiana che uscirà tra breve e spero possa essere apprezzata da tutti i tifosi. Nei prossimi mesi avrò sicuramente modo di passare più spesso a Reggio dove ho lasciato un pezzo del mio cuore...».

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