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Muro, la crescita continua: «L'anno prossimo mi piacerebbe far parte della prima squadra»

Il giovane classe 2001 ha messo lo zampino nel primo gol ed è andato vicino al sorpasso: «Ho pensato solo a tirare senza guardare il portiere»

Mauro Falduto
05.05.2019 19:30

Muro in azione contro l'Adrense © Reggio Audace FC

Dopo l'ottimo secondo tempo disputato domenica scorsa contro il Fanfulla, il giovane classe 2001 Alessandro Muro ha fatto lo step successivo debuttando dal primo minuto con la maglia da titolare nella sfortunata trasferta di Ospitaletto contro l'Adrnese.

Innanzitutto per farti conoscere meglio dai tifosi granata, dove sei nato anagraficamente e calcisticamente?
«Sono nato a Voghera ma abito a Reggio da quando avevo 4 anni. Ho dato i primi calci alla Galileo, poi a 11 anni sono passato alla Reggiana».

Partiamo dal tuo debutto di domenica scorsa al Città Del Tricolore contro il Fanfulla. Quali sono state le tue prime sensazioni?
«È stata un'emozione indescrivibile giocare in un campo di Serie A che è tenuto talmente bene che sembra di giocare su un tappeto».

Oggi la Reggiana ha subìto 4 gol ma si è comunque proposta molto in avanti e ha avuto almeno 2-3 occasioni importanti.
«Sì, direi che in fase offensiva abbiamo fatto bene mentre in quella difensiva ci siamo un po' lasciati andare e abbiamo commesso qualche errore di troppo, a partire dall'inizio visto che abbiamo preso gol dopo neanche un minuto. Dovevamo metterci più attenzione».

Hai avuto anche una ghiotta occasione per trovare la gioia del primo gol.
«In quel momento ho stoppato la palla senza nemmeno guardare il portiere e ho tirato, ma lui è stato bravo a metterci la mano e a deviarla. Peccato...».

In compenso c'è il tuo contributo sulla rete del pareggio.
«Sì, ho visto l'inserimento di Dammacco e gli ho filtrato la palla in profondità. È andata bene, visto che poi lui ha servito Ponsat e abbiamo trovato il gol del momentaneo pareggio».

C'è molta differenza tra un campionato Juniores e un campionato di Serie D?
«Tantissima: cambia il ritmo, cambia il livello di gioco e cambia anche tutto il contesto che c'è intorno alla partita. Ma la vera differenza è che nel campionato Juniores si gioca con i pari età mentre in Serie D ci sono calciatori di grande esperienza. È fondamentale quindi per un giovane sapersi adattare in fretta».

Cosa ti aspetti per il tuo prossimo anno?
«Mi piacerebbe passare in prima squadra. Ora penso solo a continuare a lavorare, poi vedremo...».


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