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Reggiana, Olmedo e Boxe Tricolore insieme per rilanciare il Mirabello: «Sarà un luogo di aggregazione per tutta la città»

Museo, Bar e Sala Stampa i principali interventi al vecchio impianto di via Matteotti: entro tre mesi la definizione dei progetti

Gian Marco Regnani
14.02.2018 16:00

Questa mattina all’interno dello Store granata di Piazza Prampolini si è tenuta una conferenza stampa nella quale i principali protagonisti che hanno vinto il bando di gestione dello stadio Mirabello hanno illustrato quelli che sono in linea di massima i progetti per il futuro riguardanti la storica casa della Reggiana. Al tavolo davanti alle telecamere e ai microfoni erano presenti i padroni di casa Luca Quintavalli, amministratore delegato di Olmedo, e il presidente granata Mike Piazza (qui il suo intervento) affiancati dal presidente della Boxe Tricolore Sergio Cavallari.

«Con il progetto del Mirabello vogliamo unire due realtà sportive che assieme raggiungono quasi 200 anni di storia - ha sottolineato Quintavalli, già ds della Boxe Tricolore - La giuria ha attribuito un valore importante alla nostra proposta che andrà a beneficio di chiunque abbracci un’attività sportiva a Reggio Emilia».

«Mi hanno convinto con una telefonata, è stato semplice - ha spiegato Cavallari - Pensiamo che stringendo questa importante alleanza si possa tornare a dare un grande futuro al trascorso pugilistico reggiano: tra gli anni ’90 e i primi anni 2000 la boxe della nostra città era riuscita ad incoronare dei campioni in tre diverse categorie di peso e ci piacerebbe tornare a quei risultati entro il 2020. Abbiamo già impostato un’attività che da marzo riguarderà 10 manifestazioni, un evento al mese, mentre in palestra abbiamo 5 turni giornalieri per sei giorni alla settimana: tra i partecipanti abbiamo anche chi fa attività di recupero sociale, difesa personale e altre attività amatoriali. Siamo già stretti come spazi, per questo motivo presto apriremo una succursale a Cella».

Quali sono i principali interventi che apporterete allo stadio?
«Non possiamo entrare subito nello specifico - ha precisato Quintavalli - Vogliamo fare le cose un passo alla volta anche perché non siamo noi i proprietari della sede ma l’abbiamo solamente presa in gestione, per questo motivo al momento è da escludere l'ipotesi di ammodernamento delle tribune o inteventi al campo. L’idea che sta alla base del progetto è di rendere vivo il Mirabello tutti i giorni. Apriremo un museo con i cimeli storici di entrambe le società, ma ci vorrà del tempo per studiare il modo giusto di esporre i trofei. Il bar è una struttura già presente e provvederemo a rinnovarlo con una gestione esterna oppure interna, questo è ancora da decidere. Infine vogliamo fare diventare l’attuale sala conferenze un punto di aggregazione per futuri corsi formativi di società sportive e non».

Vedremo nascere un pub o un ristorante?
«Ci sono dei limiti legati alle strutture e alle licenze. Stiamo valutando come intervenire in funzione delle possibilità oggettive che ci permette l'area: ad oggi il locale è un bar, presto decideremo come trasformarlo e a chi affidarne la gestione visto che in tanti si sono già proposti».

Avete stabilito dei tempi per realizzare tutti questi interventi?
«Precisiamo che ancora dobbiamo completare un business plan per tutti questi interventi. Come ama sottolineare Mike, l’importate è procedere “slowly”, con calma, così come abbiamo fatto con lo Store per poi aggiustare il tiro strada facendo. Internamente abbiamo stabilito che entro tre mesi dovremo avere un’idea chiara di come procedere con i lavori».

Quand’è nata l’idea di prendere in gestione il Mirabello?
«Proprio come con lo Store, l’idea è nata da una telefonata che ho avuto con Mike e poi con Sergio Cavallari. In pochi giorni abbiamo valutato l’idea di partecipare al bando e nonostante le difficoltà date dal periodo natalizio, con un grande sforzo collettivo lavorando fino a notte fonda, in nove giorni siamo riusciti a presentare la domanda al Comune. Sapevamo che avrebbe potuto fare la differenza non la proposta economica ma la qualità alla base del progetto e così è stato».


(Nella foto, da sinistra: Luca Quintavalli (anche nel video), Mike Piazza e Sergio Cavallari © TuttoReggiana)

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