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Bastrini: «La Reggiana mi ha cercato con insistenza, sono qui per rilanciarmi»

Il neo difensore granata è stato presentato questa mattina nella sala conferenze di via Mogadiscio

Gian Marco Regnani
09.08.2017 13:08

«Sono contento di essere a Reggio - le prime parole di Alessandro Bastrini davanti ai microfoni - Questa sarà un'annata particolare e difficile, però siamo una buona squadra e penso che faremo un ottimo campionato».

Dopo tanti infortuni speri ora di trovare l'anno del tuo riscatto?
«Ho avuto diversi alti e bassi negli ultimi anni, la stagione che si appresta ad iniziare sarà molto importante per me e per la società. Questa è la piazza giusta per rilanciarsi, c'è ambizione e voglia di fare bene».

Qual è esattamente il tuo ruolo?
«Sin da inizio carriera ho sempre fatto il terzino sinistro, ma negli ultimi anni mi sono spostato in mezzo. Difensore centrale e terzino sono i due ruoli che preferisco».

Invece quali sono le tue peculiarità tecniche e caratteriali?
«Sono un ragazzo molto tranquillo, in campo però devo parlare tanto per guidare la squadra da dietro. Tecnicamente penso di essere bravo a giocare la palla, in passato ho avuto tanti allenatori che mi hanno aiutato a perfezionare questa mia caratteristica, poi essendo alto me la cavo discretamente nel gioco aereo».

Cosa porti in dote dal campionato vinto a Cremona?
«Spero l'esperienza, ho 30 anni e un bagaglio tecnico-tattico che metterò a disposizione della squadra e del mister. Qui a Reggio ho visto tanto entusuasumo, c'è voglia di vincere e fare bene». 

Che impressione ti sei fatto della Reggiana?
«È una squadra con giocatori di grande esperienza, punta a fare una stagione importante. Vincere un campionato di Serie C non è facile, anche corazzate come l'Alessandria non hanno avuto vita facile: serve il giusto mix di esperienza, menatlità vincente e un livello tecnico importante; meglio essere rudi piuttosto che eleganti...».

Chi ti ha convinto a vestire la maglia granata?
«Le tante chiamate del direttore Magalini e quella di mister Menichini prima di firmare. Per un giocatore essere cercato è importante, lo fa sentire parte del progetto...».

Ti hanno chiesto anche di diventare una figura chiave all'interno dello spogliatoio e dare una mano ai giovani?
«Non me l'hanno chiesto, di certo mi piace aiutare i più giovani a crescere come altri compagni hanno fatto con me in passato».

C'è qualche tuo nuovo compagno che conoscevi già?
«Ho giocato assieme a Genevier e Ghiringhelli a Novara e ho conosciuto Falcone due anni fa a Catania».

Sul braccio hai tanti tatuaggi...
«Sono una passione. Magari a giugno riuscirò ad aggiungerne uno nuovo per festeggiare qualcosa di importante...».

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