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Il vicepresidente Romano: «Ripartire da zero è fondamentale, assieme a Corsi costruiremo una buona squadra»

«L'allenatore? Vorrei una persona che ha già fatto bene in Serie D, ma sarà una decisione da prendere assieme ai soci reggiani»

Gian Marco Regnani
01.08.2018 17:30

Tito Corsi e Marco Arturo Romano

Dopo una lunga trattativa che si è protratta per una decina di giorni con interlocutori diversi, alla fine Marco Arturo Romano ha trovato un accordo con gli imprenditori reggiani diventando vicepresidente del Reggio Audace Football Club che avrà il compito di riportare nel mondo del professionismo il calcio reggiano ripartendo però dalla Serie D, non appena si vedrà assegnare dal Comune il titolo sportivo della Reggiana.

«Quella di martedì è stata una giornata molto pesante, spero che si sia apprezzato il lavoro fatto per giungere ad una conclusione - sottolinea l'ingegnere laziale, ora in relax in riva al mare per qualche giorno - Abbiamo il controllo del 40% del capitale avendo accettato la vicepresidenza ma di fatto siamo azionisti con maggioranza relativa perché gli altri reggiani hanno tutte quote al di sotto del 20%. Abbiamo voluto fissare dei paletti nel Cda (serve la maggioranza qualificata di quattro quinti per prendere decisioni, ndr) perché tutte le opinioni devono essere condivise: visto che abbiamo investito più di tutti (circa 400mila euro, ndr) volevamo la garanzia di poter contare davvero. Con l'aiuto di Corsi ci siamo ritagliati un ruolo nell'area tecnica dove cercheremo di fare un buon lavoro...».

Cosa porterà a Reggio delle sue esperienze passate nel mondo del calcio con Lazio, Frosinone e Livorno?
«Ho capito che per lavorare bene bisogna fare un passo alla volta però sono veramente ottimista, altrimenti non avrei fatto un passo indietro a Livorno decidendo di venire qui ad investire. Ripartire da zero è un elemento fondamentale, basti vedere i risultati ottenuti da Venezia, Parma ed altre società negli ultimi anni. Lavorando uniti con una programmazione seria potremo arrivare lontano».

Quanti step mancano per cominciare davvero a lavorare sulla prossima stagione?
«Intanto aspettiamo che il Comune ci affidi il titolo sportivo, poi non siamo ancora sicuri che si chiuda positivamente lunedì la procedura d'iscrizione: quando si ha a che fare con la burocrazia è sempre meglio restare cauti, per questo motivo ieri abbiamo sottoscritto preventivamente l'adesione alla Lega Nazionale Dilettanti della società. Il presidente Quintavalli e gli altri reggiani stanno facendo uno studio sulla logistica: bisogna trovare campi, uffici e fissare un appuntamento con Mapei per ragionare sull'affitto dello stadio».

Il capitale sociale sottoscritto è veramente importante per un club di Serie D...
«Ho fatto in modo che si versassero 400mila euro: ne servono 150mila per l'iscrizione e altri 50mila per la fideiussione. È anche un segnale che diamo alla lega per far capire all'esterno che siamo pronti ad investire».

Quali sono i punti saldi del suo progetto tecnico?
«Stiamo cercando di raccogliere informazioni sui giocatori della Berretti che sono ancora a disposizione e magari anche di qualche elemento che faceva parte della prima squadra ed è disposto a rimanere. Ci interessano calciatori di categoria superiore in grado di fare un sacrificio e scendere in Serie D per allestire una buona squadra. Da lunedì saremo operativi in città e prenderemo le prime decisioni assieme ai reggiani».

Potreste ripartire con La Rosa e Tedeschi in panchina?
«Ci siamo scambiati delle idee su alcuni nomi ma ci confronteremo con tutti prima di prendere una decisione. Io personalmente sceglierei un allenatore che conosca bene la Serie D, una persona che possa dare la giusta quantità di esperienza e carattere necessari per ben figurare già dal primo anno».

Tito Corsi e Claudio Capuzzo collaboreranno per costruire la nuova squadra?
«Capuzzo è un esperto della categoria, sta cercando di vedere quali giocatori e allenatori sono disponibili ma non è detto che alla fine possa far parte della società. Corsi invece sì perché ha già lavorato con me a Livorno, è una persona di grande esperienza che nella sua lunga carriera ha accumulato tanti contatti: negli ultimi quattro mesi abbiamo preso in mano noi la squadra vincendo poi il campionato e non è un caso che i giocatori acquistati in B dai labronici provengano quasi tutti da segnalazioni fatte in precedenza proprio da Corsi. Cercheremo inoltre di coinvolgere anche altre figure proposte dai soci reggiani in grado di dare continuità al lavoro degli anni precedenti».

Ci tolga una curiosità: chi ha suggerito il nome 'Reggio Audace FC'?
«Devo confessare che questa scelta ha sorpreso anche me: il termine 'Audace' ha fatto storcere il naso a qualcuno in sala ma il consulente Baldini ci ha spiegato che si voleva semplicemente riprendere un po' la storia del club fondato nel 1919. Ieri sera si sono vissuti dei momenti concitati quindi davanti al notaio abbiamo accettato tutti quel nominativo anche perché bisognava creare una discontinuità aziendale con AC Reggiana 1919».

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