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Spanò: «La Reggiana ora gioca da grande squadra e non ha paura di nessuno»

«Sarò a Siena per tifare i miei compagni. Il rinnovo? Sono ottimista, ma ne torneremo a parlare a fine stagione»

Gian Marco Regnani
01.06.2018 14:00

Alessandro Spanò ha dovuto alzare bandiera bianca lo scorso 2 aprile contro il Südtirol per colpa di un brutto infortunio al ginocchio destro che ha concluso prematuramente la sua stagione, ma dagli spalti ha continuato a tifare per i compagni e anche domenica a Siena proverà a spingerli verso un traguardo prestigioso come le Final Four dei playoff.


Alessandro, come procede il recupero?
«Il periodo più difficile per fortuna è passato: ora sto bene, lavoro tutti i giorni tutto il giorno per recuperare il tono muscolare che dà più stabilità al ginocchio. Purtroppo ho dovuto rispettare delle tempistiche biologiche che mi hanno un po' frenato: nei primi due mesi certi movimenti erano limitati perché si doveva stabilizzare il legamento. Ora sono in pari con la tabella di marcia, anzi forse va meglio del previsto».

Tornerai operativo in tempo per il ritiro estivo?
«La volontà è proprio quella di riuscire a svolgere una parte del ritiro con i compagni e arrivare ad una discreta condizione nei mesi estivi. Una tempistica precisa a lungo termine però ancora non la conosco, bisognerà valutare come reagisce di settimana in settimana la muscolatura».

Prima però deve arrivare la tua firma sul rinnovo...
«A mio avviso ci sono ottime basi per un futuro ancora insieme perché c'è stima e rispetto reciproco tra le parti ma in questo momento il pensiero generale, mio e della dirigenza, è rivolto ai playoff. Quando la stagione sarà conclusa, sperò a metà giugno, poi la società farà le sue valutazioni...».

Quanto è difficile vedere soffrire ed esultare i tuoi compagni da fuori?
«Questo infortunio ha lasciato il segno a partire dalla routine quotidiana completamente stravolta, e il momento più difficile arriva quando c'è la partita perché ora provo emozioni molto diverse. Il non potere dare una mano ai compagni è una brutta sensazione, però vederli giocare da fuori con così tanto cuore e sacrificio mi rende orgoglioso di far parte di questa squadra».

Prima Napoli, poi Spanò e per ultimo Cesarini: la dea bendata non è stata clemente con la Reggiana...
«Si può fare ben poco per prevenire questo tipo di infortuni, quindi è giusto parlare di sfortuna. Purtroppo ogni tanto capitano stagioni del genere dove si è vittime di episodi sfavorevoli, ci si può fare ben poco. Gli acciacchi muscolari come quelli accusati da Rozzio, Bastrini e Crocchianti invece credo che siano fisiologici a fine stagione con un anno di allenamenti sulle spalle: l'importante è riuscire a recuperare il più in fretta possibile».

Mercoledì sera contro il Siena, davanti a 8000 spettatori, la Reggiana ha sciorinato una prestazione da grande squadra...
«Da fuori l'impressione è che il gruppo ora sia ancora più unito e lo si percepisce dalla compattezza vista in campo e nella voglia di non mollare mai. Abbiamo preso gol dopo 20 minuti, in una partita che sapevamo di non poter perdere, e anziché farsi prendere dal panico è arrivata subito la reazione che ha permesso di ribaltare il risultato. La Reggiana ora ha la consapevolezza di essere una grande squadra e lo stanno dimostrando anche quelli che in stagione hanno giocato meno, riuscendo a dare un contributo importante».

Che partita sarà quella di domenica al "Franchi"?
«Non amo fare pronostici, mi auguro solo di vedere una squadra cattiva come l'ho vista finora, poi il resto verrà da sé. Il Siena ha conteso fino alla penultima giornata la promozione al Livorno quindi saprà mettere in difficoltà la Reggiana: servirà una grande compattezza tra i reparti e non solo in difesa. Se ci sarà collaborazione da parte di tutti, sono fiducioso che potremo passare il turno».

Sarai in tribuna a tifare i tuoi compagni?
«Ovviamente! La domenica è il mio giorno libero dalle terapie, poi adesso i playoff sono l'unico pensiero che ho in testa. Nel mio piccolo, spero di poter dare una spinta ai ragazzi dalla tribuna...».

A Catania si deciderà il nome della prossima avversaria, se i granata passeranno il turno...
«La Feralpi in campionato mi ha impressionato per la grande forza di reazione che riesce a mettere in campo, noi e l'Alessandria ne sappiamo qualcosa, quindi non credo che il Catania sia poi così favorito come dicono in molti. Dall'altro lato del tabellone il Südtirol gioca con una spensieratezza tale che può essere insidioso per chiunque. Arrivati a questo punto della stagione credo che tutte le squadre si equivalgano: bisogna giocarsi le proprie chances una partita alla volta e se avremo la bravura di passare il turno saremo pronti ad affrontare chiunque si presenti al nostro cospetto».

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