Il punto di vista

La Reggiana è davvero questa?

La squadra di Antonioli sta faticando contro tutte le avversarie: per cambiare marcia bisogna aspettare rinforzi dal mercato o la soluzione può anche essere un'altra?

Lorenzo Chierici
12.11.2018 17:30

© Reggio Audace FC

Sulla carta la Reggio Audace doveva uscire dallo stadio di Carpenedolo con la bellezza di almeno due o tre gol a favore, se non quattro, mentre di fatto ha portato a casa i tre punti grazie ad un rigore concesso per un fallo di ostruzione in area, che poteva anche essere non fischiato, senza creare altri grossi pericoli, o almeno creandone giusto uno in più della Calvina. Il problema di fondo di mister Antonioli, che, come tutti sappiamo, ha dovuto mettere assieme una squadra in 15 giorni di tempo o poco più, è quello di creare un'ossatura di base. Poi si può ovviamente discutere di quanto siano bravi o meno i giocatori, ma limitiamoci a guardare alla materia prima che c'è ora a disposizione; per parlare di mercato e di quello che serve per completare la squadra ci sarà tempo più avanti.

L'impressione è che mister Antonioli, che ha tutta la mia stima, stia cambiano molto di settimana in settimana, in base a come vede la squadra e alle esigenze tattiche dell'avversario, un modus operandi assolutamente corretto, ma che va applicato su una struttura fissa, su 5-6 giocatori cardine attorno ai quali fare ruotare gli altri in base agli elementi ricavati dalla settimana di lavoro e dalla partita precedente. Partiamo dal portiere: Narduzzo, per alcune partite, vedi quella contro la Calvina, era forse sprecato e infatti Antonioli ha proposto il giovane Rossi, che ha dimostrato di avere qualità e personalità. Il titolare, però, è Narduzzo e questo, a mio avviso, dovrebbe essere il primo pilastro dell'ossatura di base. Il problema, infatti, non sono le qualità di Narduzzo, che ne ha da vendere, o di Rossi, che ha ottime doti e un margine di crescita immenso, quanto il problema dei fuoriquota, che, ricordiamolo, prevedono la contemporanea presenza in campo di un ragazzo del 2000, di due del '99 e di uno del '98. Nel contempo non si può fare a meno di Rozzio o di Spanò, che sono un valore aggiunto, così come di Staiti e di Zamparo, che fanno la differenza in questa categoria... e allora la struttura di base inizia a prendere forma, ma è altrettanto vero che un giocatore come Cigagna, che sta dimostrando di essere molto promettente, un classe '99, non può stare fuori, ma non si può giocare con tre centrali puri, salvo non si faccia una difesa a tre, o se ne sacrifichi uno a destra, Spanò, togliendo però magari spazio a un giovane. Anche a centrocampo il mister, fino ad ora, ha cambiato molto e continua a cambiare, forse perché in pochi lo convincono davvero o forse perché sta facendo fatica a trovare la quadra coi giovani. Osuji dovrebbe giocare, ma non è tra i baby, idem Staiti o lo stesso Cavagna, ma questo centrocampo non lo si può fare se giocano anche Narduzzo, Spanò e Rozzio. Idem davanti, con Zamparo intoccabile, poi Boldrini e Ponsat, quello che potrebbe essere un attacco ideale, ma che senza giovani non funziona. Idem sugli eserni, dove Belfasti, mancino puro, bravissimo nella fase offensiva, rischia di non trovare spazi per la regola dei baby. A questo punto, mi permetto di ipotizzare, una formazione base, sulla quale potrebbe essere apportata solo qualche modifica, in modo da iniziare a dare una continuità di modulo e di gioco a questi ragazzi che potrebbero trovare, in qualcosa di stabile, qualche certezza in più. A mio avviso, non perché da modesto allenatore di infima serie sia fanatico di un modulo piuttosto che di un altro, ma per le caratteristiche di questi atleti, il sistema di gioco ideale dal quale partire, affinché ogni atleta possa essere valorizzato nel proprio ruolo, potrebbe essere un 3-4-1-2 oppure un 3-5-2.

Nella prima ipotesi, quella del 3-4-1-2, tenendo ovviamente conto degli under, partirei con Narduzzo tra i pali, una difesa a tre formata da Spanò sul centro destra, Rozzio in mezzo e Cigagna sul centro sinistra (quindi con un '99 già in campo). A destra opterei per Masini, anch'egli classe '99, per poi utilizzare Staiti e il giovane Piccinini a centrocampo (quindi addirittura con un 2001 di belle speranze) e Belfasti a sinistra, mentre dietro alle due punte ci farei giocare Osuji, con l'obbligo di essere colui che argina l'azione del mediano avversario, ma nel contempo colui che, rientrando in verticale, copre e raddoppia centralmente quando Piccinini e Staiti si muovono lateralmente in uscita sui portatori di palla avversari. Davanti, invece, la coppia stabile potrebbe essere formata da Luche, classe '98, a volte un po' evanescente, ma dotato di buone doti, al fianco di Zamparo. I baby di questa formazione sarebbero quindi Cigagna, Masini, Piccinini e Luche, oppure anche Bardeggia, se si volesse rinforzare il centrocampo con un giocatore più esperto di Piccinini, ma la prima ipotesi pare offrire maggiori garanzie.

Nel caso di un 3-5-2, sempre con Narduzzo in porta, io confermerei i tre dietro, Spanò, Rozzio e Cigagna, con Masini o Bran a destra, giocandomi quindi con Bran l'eventuale 2000 se si vuole poi valutare l'inserimento di un giocatore più esperto in mezzo, con Piccinini, Staiti e Cozzari al centro, quindi con un altro 2001 e un '99 chiamati in casua, mentre Belfasti, che per me è imprescindibile, libero di correre sull'out mancino. Davanti,a questo punto, si possono usare due big, come Zamparo e Ponsat o Boldrini, ma non la doppia punta Zamparo-Broso, che personalmente non la ritengo una soluzione interessante per la ridotta capacità di attaccare gli spazi rispetto al lavoro che potrebbe fare un brevilineo. In questa seconda ipotesi i baby sarebbero quindi Cigagna, Masini, Piccinini e Cozzari, oppure Bran per coprire il 2000, con Osuji o Cavagna al fianco dell'intoccabile Staiti.

Potremmo utilizzare anche una terza ipotesi, sempre con la difesa a tre, quindi un 3-4-più offensivo, un modulo che però va preparato bene in allenamento per non dare troppo peso al centrocampo. In questa soluzione, si potrebbe ipotizzare l'utilizzo di Rossi al posto di Narduzzo, per giocarci il 2000 in porta, con Spanò, Rozzio e Cigagna in difesa, Masini o Bran a destra, Staiti e Osuji in mezzo, oppure Cavagna se si preferisce un regista a un incontrista, con Belfasti a sinistra, con davanti un attacco che a me piace molto, ossia Luche, Zamparo e Ponsat, con Ponsat e Luche da trequartisti puri dietro a Zamparo, pronti ad allargarsi in fase di possesso. In questo caso i baby sarebbero Rossi, Cigagna, Masini e Luche. Qualunque sia l'ipotesi, a mio avviso, questa squadra deve aver alcuni capisaldi, a partire dalla difesa a tre anche perché troppo cambiamenti, in qualunque squadre si giochi, tolgono certezze.

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