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Eberini: «Bassano avversario ferito, siamo sereni e preparati ad affrontarlo»

Il tecnico granata ringrazia i tifosi venuti questa mattina in via Agosti per sostenere la squadra

Gian Marco Regnani
25.11.2017 15:45

Alla vigilia della trasferta di Bassano, la prima in questa stagione senza il sostengno dei tifosi, mister Sergio Eberini non scopre le carte e mantiene il massimo riserbo sull'undici granata che domani potrebbe raccogliere il quinto risultato utile consecutivo.

Mister, quali novità dall'infermeria?
«Lombardo e Genevier oggi hanno svolto un allenamento differenziato in via precauzionale ma sono disponibili. Cianci negli ultimi tre giorni ha fatto buoni progressi ed è completamente a disposizione».

Avete risolto tutti i dubbi di formazione?
«Più o meno abbiamo già preso tutte le decisioni, domani manderemo in campo la formazione più logica del momento».

Rivedremo il tridente Cianci-Altinier-Cesarini?
«Lo saprete domani, anche perché non voglio dare vantaggi all'avversario. Siamo contenti che le punte siano tornate a segnare: a volte si può stare dei mesi senza fare gol, ma l'importante è che ci si dedichi a tutte e due le fasi con grande impegno».

In porta c'è ancora il dubbio su chi schierare tra Narduzzo e Facchin?
«Comunicheremo domani la formazione, dobbiamo ancora fare alcune verifiche».

Nella scelta del portiere conta molto l'opinione del preparatore Rossi?
«Le scelte fatte finora sono sempre state avallate da tutti i membri dello staff: ognuno ha le sue prerogative ma è a disposizione degli altri. Io cerco di trasmettere il buon senso e trovare la quadra della situazione mitigando i bollenti spiriti dei due giovani (La Rosa e Tedeschi, ndr), ma tra di noi non ci sono mai stati scontri».

Quando decidete quale undici schierare, prendete una decisione in base anche al tipo di avversario?
«Sì, all'inizio era quella la nostra principale preoccupazione. Strada facendo però, avendo recuperato molti giocatori, abbiamo iniziato a pensare di poter distribuire equamente la fase offensiva e quella difensiva».

Che difficoltà ci saranno nel fronteggiare il Bassano?
«Quella giallorossa è una formazione difficile da interpretare che sta attraversando un periodo difficile, ho il timore che possa fare la partita della vita contro di noi. Abbiamo preparato alcune soluzioni in fase difensiva per essere pronti a contrastare tutti i loro schemi, ma non snatureremo il nostro piano di gioco e nella fase offensiva vogliamo continuare sulla strada percorsa fino ad oggi».

Domani giocherete senza i tifosi al vostro fianco...
«Ci dispiace che debbano restare a casa, questo è un momento in cui dovrebbero godere anche loro dei nostri risultati. È un peccato che ci siano stati quei disordini in autostrada, spero non accadano più episodi del genere».

Almeno una cinquantina di loro sono venuti a salutarvi questa mattina...
«Li ringraziamo per essere passati. A Reggio abbiamo un gran gruppo di tifosi che aspetta qualcosa di importante da diversi anni, speriamo di soddisfarli presto».

Bassano, AlbinoLeffe e Padova saranno il banco di prova per questa Reggiana?
«Sì, è cosi, però pensiamo solo ad un avversario alla volta. Non possiamo fare previsioni che vadano più in là di domenica sera».

Qual è stata la mossa vincente per rialzare la testa dopo il periodo più buio?
«Aver portato un clima meno teso ha aiutato, poco alla volta i ragazzi hanno ripreso coscienza dei loro mezzi. Ora sanno che il momento è decisivo e si dedicano completamente alle nostre proposte. La serenità che c'era questa mattina al campo ne è l'esempio».

Dove si può ancora migliorare?
«Possiamo fare dei passi avanti nelle abitudini di gioco. La fase offensiva non deve essere meccanizzata e ferrea: il gol di Cesarini contro il Ravenna è una soluzione che ha trovato lui; queste abitudini devono crescere».

Avete lavorato sulle pause che ogni tanto la squadra si concede?
«Secondo me provengono dallo stress mentale e dai carichi di lavoro. Abbiamo passato un mese impegnativo alla ricerca dei risultati: sono cose che succedono, l'importante è che ci sia attenzione ad abbassarle sempre di più».

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