Primo Piano

Grammatica tra mercato e spogliatoio: «Abbiamo cambiato perché non ci arrendiamo alla classifica. Manconi? Vogliamo che resti»

Lunga intervista all'uomo mercato della Reggiana

26.01.2017 19:24

Il direttore sportivo granata Andrea Grammatica, a lato della conferenza stampa di presentazione degli ultimi due innesti Carlini e Riverola, ha fatto il punto della situazione sul mercato e sulla difficile momento attraversato dalla Reggiana.

«È inutile nascondersi, abbiamo avuto vicissitudini ben note a tutti che ci hanno portato a fare delle scelte drastiche - ha sottolineato il ds 39enne - A volte è importante avere il coraggio di rivedere qualcosa a livello di scelte e cambiare la rotta sui princìpi: l'idea era quella di costruire uno zoccolo duro, ma non vi si riesce in un'estate, occorrono sempre degli aggiustamenti. Il nostro club ragiona a medio lungo termine e non si fa prendere dalla frenesia del risultato immediato ma dal senso di appartenenza: chi dimostra di possederlo va avanti, tutti gli altri invece devono cambiare strada. Se sono stati fatti dei cambiamenti radicali è perché vogliamo provare fino all'ultimo a fare qualcosa di importante: se non arriveremo primi perlomeno dovremo garantirci ottime chance ai playoff e aver dimostrato di possedere uno zoccolo duro di giocatori che si è affezionato a Reggio Emilia e la città in egual modo a loro». 

Direttore, ci sono giocatori in dirittura d'arrivo?
«Adesso tutti giocano a nascondersi, le società tendono a trattenere i loro tesserati fino all'ultimo anche per alzarne il prezzo soprattuto con gli attaccanti. Il Novara per esempio vuole trattenere Corazza nonostante abbia una grande abbondanza in attacco. Arriveremo al fotofinish per una seconda punta, poi cercheremo un terzino direi sinistro per creare competitività a Pedrelli. Giron e Panizzi hanno delle richieste e potrebbero decidere di partire. A destra Ghringhelli è il titolare e Spanò, pur con le sue caratteristiche, lascia tranquillo il mister».

C'è qualche giovane che preleverebbe dalla Virtus Entella, finalista nella Tim Cup Primavera?
«Ci sono tanti giovani interessanti. Mota Carvalho, attaccante classe '98, è un grandissimo prospetto ma non sono sicuro che sia in grado di inserirsi subito nella nostra realtà. Mi stupisce che il giocatore non sia titolare in serie B. Ci vuole tempo...».

Sono previsti altri movimenti in uscita?
«Come ho sempre detto, chi vuole andare via per giocare sarà ascoltato. In tanti hanno richieste, ma la nostra posizione è che nessuno è sul mercato: bisogna bussare alla nostra porta e fare un'offerta economica di un certo tipo. Manconi è indubbiamente il giocatore con più pretendenti, ma non ci vogliamo privare di lui con i suoi pregi e i suoi difetti. Sappiamo che l'atleta è di proprietà del Novara, quindi vedremo cosa deciderà la società piemontese di comune accordo con il calciatore».

Mister Menichini le ha già fornito qualche suggerimento sul mercato?
«Ci stiamo confrontando giorno e notte, domani faremo il punto della situazione. Lui stima tantissimo Genevier che ha già allenato con profitto a Pisa ed è entusiasta di avere a disposizione Riverola. È inoltre daccordo sul fatto che serva una seconda punta ed un terzino in più».

Ha vissuto l'addio di Colucci come una sconfitta personale?
«Sconfitta è una parola grossa. Le responsabilità sono di tutti, quando c'è un avvicendamento la sensazione di amarezza pervade tutto il gruppo. È dispiaciuto a tutti ma fa parte del calcio. A volte un cambio in panchina lo si fa perché si pensa di dare maggiore serenità all'ambiente e nello spogliatoio».

L'infermeria granata continua ad essere piena: sono stati commessi anche lì degli errori?
«Sicuramente dovremo migliorare anche in quell'ambito, dal potenziamento dello staff medico a nuovi campi d'allenamento. Pedrelli per esempio sta vivendo un'annata sfortunata che lo ha condizionato pesantemente finora e sono stati commessi degli errori da parte nostra sul recupero dopo il primo infortunio, però l'anno scorso era integro come dimostrano i 5 gol e 7 assist collezionati ad Ancona».

Se potesse riavvolgere il nastro della stagione a quale errore rimedierebbe per primo?
«Se tornassi indietro punterei ad inserire uno o due senatori in più nella rosa, alzando un po' l'età media anche se era bello poter portare avanti l'idea di una squadra più giovane. Ci sono però delle difficoltà con la ristretta lista degli over, mi sarei dovuto inventare qualche stratagemma per ovviare al problema. A mente fredda a fine stagione faremo un bilancio completo».

Commenti

Riverola, talento catalano al servizio dei granata: «Ho scelto Reggio per rilanciare la mia carriera»
Carlo Mazzone: «Il mio in bocca al lupo a Leonardo Menichini»