Settore Giovanile

Bertacchi, nuovo mister della Berretti: «Lavoreremo come la prima squadra»

Gian Marco Regnani
24.10.2017 17:00

In concomitanza con la presentazione di Sergio Eberini, questa mattina nella sala conferenze di via Mogadiscio il club granata ha ufficializzato la "promozione" di Marco Bertacchi, giovane tecnico calsse '87, come allenatore della Berretti. Bertacchi si era già seduto in panchina negli ultimi due successi dei giovani granata contro Siena e Gubbio.

«Dopo la partenza di La Rosa e Tedeschi non abbiamo avuto dubbi - ha sottolineato Davide Caprari, responsabile del Settore Giovanile - La scelta di virare su Bertacchi è un segno di continuità con il lavoro svolto in precedenza».

«Alleno da 10 anni, alla Reggiana sono arrivato 4 anni fa - ha spiegato Bertacchi - Ho iniziato come preparatore atletico negli esordienti, poi sono diventato collaboratore tecnico e preparatore della Berretti per due anni e infine anche istruttore dell'Accademia. Quest'anno ho iniziato come responsabile di tutti i preparatori atletici del Settore Giovanile prima che arrivasse questa richiesta da parte della società».

Cosa ha chiesto esattamente la Reggiana?
«Di far rendere al massimo i giocatori sotto l'aspetto mentale e tecnico. So bene come lavorano La Rosa e Tedeschi quindi cercherò di dare al mio lavoro un'impronta simile a quella della prima squadra».

Tre anni sulla panchina della Berretti sono serviti?
«Ho avuto l'opportunità di collaborare con grandi tecnici e da ognuno di loro ho portato a casa degli insegnamenti che cerco di imprimere sul campo ai miei ragazzi».

Zaccariello, De Santis, Sarli e Manfroni si aggregano spesso alla prima squadra: sono già pronti per il grande salto?
«Qualcuno è già maturo mentre altri hanno bisogno di più tempo per svezzarsi. Penso che possano arrivare tutti a calcare palcoscenici importanti partendo dalla Lega Pro o magari facendo prima delle esperienze tra i dilettanti. Tra i quattro credo che il più pronto sia Zaccariello».

Rocco ha fatto molto bene in Coppa Italia a Ravenna: è una sorpresa?
«Per me no. L'unica mia paura è che non fosse pronto per il calcio italiano visto che negli ultimi anni si tende a lasciare ai margini i giocatori dotati di una struttura fisica esile invece per ora sta facendo bene. Ha caratteristiche uniche che lo rendono molto interessante, è sicuramente adatto per calcare i campi del calcio professionistico». 

La passione per la maglia granata quando è nata?
«Sono originario di Casina, abito a Migliara, e l'interesse per la Reggiana è nato nei primi anni 90 quando la squadra granata saliva in ritiro a Marola. Lavorare in questa società per me è motivo d'orgoglio non solo ora ma sin dalla prima collaborazione avvenuta quattro anni fa».


(Nella foto da sinsitra Capriari, Bertacchi e Alberto Biagini)

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