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Eberini: «Contro il Gubbio partita chiave, non è facile come sembra. Facchin? Con serenità farà bene»

«La nostra vittoria del campionato, ad oggi, equivale ad arrivare secondi, poi non si sa mai...»

Gian Marco Regnani
17.03.2018 13:30

Trasmette serenità Sergio Eberini alla vigilia di Reggiana-Gubbio, match della 30ª giornata di campionato che vedrà i granata scendere in campo al "Città del Tricolore" per l'ultima volta nel mese di marzo, prima di due difficili trasferte a Fano e Pordenone.

Mister, in settimana siete riusciti a smaltire la delusione dopo il pareggio di Fermo?
«Abbiamo analizzato la partità con serenità: un intoppo ogni tanto ci può stare, proprio come il Padova aveva perso contro il Teramo. La Reggiana sta viaggiando sopra le aspettative considerando da dove eravamo partiti, i giocatori stanno dando tanto e adesso avremo tre partite in una settimana: vedremo di fare un turnover non eccessivo visti i tanti indisponibili...».

Quali novità dall'infermeria?
«Oggi proveremo a recuperare Altinier per cercare di portarlo almeno in panchina, Rosso invece ha un fastidio muscolare sotto al pube ma credo ci sarà. Cesarini sta facendo fisioterapia ma è sereno, forse potrà tornare prima del previsto (fine mese, ndr)».

Rivedremo Rozzio in panchina?
«Ha accusato una piccola contrattura all'inizio della settimana scorsa, per questo motivo ha lavorato a ritmi ridotti. Valuteremo oggi cosa fare ma dubito che lo vedremo in panchina».

L'obiettivo è quello di centrare la decima vittoria consecutiva in casa?
«L'intenzione è proprio quella, ma sappiamo che sarà molto difficile. Il Gubbio ha meno punti di quelli che merita, mette in campo un gioco semplice ma efficace».

Teme Ettore Marchi?
«Se potessimo toglierlo lo faremmo volentieri. Purtroppo l'unico anno sbagliato è stato quello in maglia granata, però non dobbiamo dimenticarci di tenere d'occhio anche Casiraghi che per me tra le linee è uno dei giocatori più bravi dell'intera categoria».

Black out di 7 minuti a Salò e di 6 a Fermo: la Reggiana ha gettato via il primo posto per 13 minuti di amnesie?
«Non credo. A Salò c'è stata una vera e propria battuta d'arresto, con la Fermana tutto è partito tutto da un "infortunio" del portiere. Stiamo parlando di due gare completamente diverse, ad ogni modo cercheremo di non ripetere più questi errori».

Domenica scorsa dopo l'errore di Facchin si poteva comunque vincere 2-1...
«Fino al primo gol il predominio era nostro e giocavamo con serenità. Non dimentichiamoci che in 16 partite siamo andati in vantaggio quasi sempre noi, ogni tanto però capita di essere rimontati. Diciamo che a bocce ferme ci saremmo aspettati di andare in difficoltà con squadre più importanti...».

Il malumore manifestato dai tifosi verso Facchin vi da fastidio?
«Davide ha 20 anni di esperienza, non ha timore e credo che con serenità possa tornare a fare bene il suo mestiere».

Da ex portiere cosa gli ha detto?
«Subito dopo la partita sono andato da lui perché so cosa si prova. Gli sono stato vicino e gli ho ricordato che queste cose capitano. Ai miei tempi sbagliava Zoff, ora sbagliano Buffon e Donnarumma: la forza del portiere è quella di dimenticare subito l'errore e tornare ad essere sereno».

Esattamente un girone fa arrivò il suo esordio sulla panchina granata: era ottimista allora e lo è ancora adesso?
«Sì perché credevo e credo ancora nei valori dei componenti di questa rosa: sono sempre stato convinto di avere tra le mani una squadra costruita per vincere. A inizio stagione non c'è stato modo di rasserenare i ragazzi, ora invece hanno coscienza dei loro mezzi e tra loro c'è una sana competizione che forse prima mancava».

Il Padova dista 12 lunghezze: ci sono ancora speranze di raggiungerlo?
«La nostra vittoria del campionato, ad oggi, equivale ad arrivare secondi. Ci ricordiamo bene da dove siamo partiti, poi non si sa mai...».

Quali sono stati i momenti chiave della sua avventura in panchina negli ultimi 5 mesi?
«Il clima iniziale era molto difficile, poi siamo stati fortunati in certe situazioni che hanno girato a nostro favore. Un episodio chiave è stato la vittoria di Vicenza dove abbiamo dimostrato il vero valore della nostra squadra, l'altro momento chiave spero sia la partita di domani perché ci aspetta un match molto delicato. Tornare in campo, con serenità, dopo un pareggio che ci ha lasciato l'amaro in bocca non sarà facile ma dobbiamo proseguire nel nostro cammino».

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