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Bovo: «La sconfitta di Pordenone un brutto colpo, ma dopo un passo falso abbiamo sempre dimostrato di poter reagire»

«Smaltita la delusione, concentriamoci sul secondo posto. L'avversario più temibile? Pensiamo ad una partita alla volta»

Gian Marco Regnani
28.03.2018 18:00

Dopo il netto k.o. di Pordenone e i due giorni di riposo concessi dallo staff tecnico, la Reggiana ha fatto ritorno oggi ai campi di via Agosti per preparare la sfida di lunedì 2 aprile contro il Südtirol. Non è sceso in campo Andrea Bovo per un leggero affaticamento, ma le sue condizioni non preoccupano in vista del prossimo impegno di campionato. Il numero 8 granata, prima di sottoporsi a terapie e massaggi, è intervenuto davanti ai nostri microfoni per commentare gli ultimi risultati della Reggiana.

Come ha reagito la squadra dopo la battuta d'arresto di Pordenone?
«Proprio come dopo la sconfitta di Salò: con la voglia di rimediare a quello che si è sbagliato e riprendere l'ottimo cammino che stavamo percorrendo».

C'è il rischio di un contraccolpo psicologico?
«Io personalmente dopo la partita di domenica ero triste perché dentro di me ero convinto di poter fare il miracolo. Però passato il momento più difficile sono tornato con i piedi per terra e giustamente non credo sia corretto perdere l'entusiasmo ritrovato dopo i tanti risultati positivi: non è giusto che le ultime partite cancellino cosa abbiamo fatto da novembre in poi. Dobbiamo cercare di continuare questo percorso perché si arriverà al momento in cui ai play off conterà solo quello che abbiamo fatto..».

Ora l'obiettivo è il secondo posto?
«Onestamente lo era sempre stato. C'era una piccola fiammella di speranza riguardante la vetta ma abbiamo sempre detto che era molto flebile. Un po' dispiace perché ultimamente il Padova ha dimostrato di faticare parecchio però la rincorsa che stavamo facendo precludeva qualsiasi passo falso che invece è arrivato. Conquistare il secondo posto comunque ci darebbe un vantaggio importante in ottica play off...».

Avete capito quali errori sono stati commessi a Pordenone?
«Ho rivisto qualche spezzone di partita: credo si sia fatta una buona gara dal punto di vista del palleggio creando situazioni importanti in area poi è evidente che la nostra fase difensiva ultimamente sia meno solida rispetto ad altre occasioni dove gli avversari non tiravano mai in porta. Per me è un discorso di squadra e non di singolo reparto o giocatore, ma adesso dovremo analizzarlo per bene, così come dovremo migliorare sulle palle inattive».

Nelle ultime due gare avete snaturato il vostro gioco con molti lanci lunghi dalle retrovie...
«La nostra forza è quella di recuperare palla nelle zone centrali del campo e iniziare da lì l'azione: a Fano sicuramente non ci siamo riusciti perché il terreno non permetteva di giocare bene e le condizioni atmosferiche erano sfavorevoli con il vento contro nel primo tempo. A Pordenone invece il campo era perfetto e non credo si siano visti tanti lanci lunghi se non quando eravamo con l'uomo in meno. L'unico appunto che mi sento di fare alla gara del "Bottecchia" è il quarto gol subito: se non l'avessimo preso forse avremmo pareggiato. Questo deve essere un monito per il futuro: le gare deve essere tenute in piedi fino al 90esimo minuto».

State forse accusando un periodo di stanchezza generale?
«Giocare tre partite in una settimana non è semplice, ma credo che i problemi siano più nella testa che nelle gambe quando ci sono tanti impegni ravvicinati. A Pordenone siamo stati in grado di recuperare per due volte il risultato quindi vuol dire che come temperamento ci siamo. Dobbiamo rivedere alcuni episodi e capire perché non abbiano funzionato nella fase difensiva: è probabilmente un discorso di automatismi di squadra ma dobbiamo essere più forti di questi errori. A Fano gli episodi ci hanno condizionato però non mi va di creare alibi ricordando i rigori che non ci hanno fischiato perché nonostante l'arbitro dobbiamo essere in grado di vincere le partite. Solo con questa maturazione ci potremo presentare forti ai play off».

Qual è secondo te l'avversario più scomodo nella rincorsa al secondo posto?
«Il Südtirol perché arriva tra pochi giorni. Non stiamo a guardare troppo in là, le partite vanno giocate e vinte tutte, compresa quella che ci resta da recuperare contro il Mestre, altra ottima squadra distaccata di pochi punti. Poi arriverà il Bassano e così via: alla fine vedremo se saremo stati abbastanza bravi da tenere dietro tutte quante le avversarie».

Come si prepara la partita di lunedì pomeriggio contro il Südtirol?
«Quella biancorossa è una squadra molto fisica che assomiglia al Padova come tipo di gruppo, però gioca di più il pallone. È un match che si prepara come tutte le altre partite con grande carica, concentrazione e voglia di rivincita ma senza l'ansia di dover fare chissà che cosa perché la Reggiana ha sempre dimostrato di poter reagire».

Senza Carlini squalificato cambierà il tuo modo di giocare?
«Non credo. Come caratteristiche resto una mezzala e tendo a spingermi in avanti anche se nel primo quarto d'ora a Pordenone penso di aver giocato più palloni di Genevier. Al posto di Carlini giocherà chi avrà le caratteristiche funzionali alla partita che andremo a fare».

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