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Eberini: «Contro il Mestre la partita più difficile, contano solo i tre punti. Facchin e Bastrini nuovi punti di riferimento»

«Il nuovo modulo? Ha dato risposte positive, ma con il 4-3-3 nel secondo tempo a Ravenna abbiamo vinto la partita»

Gian Marco Regnani
10.04.2018 13:15

Alla vigilia del recupero di campionato contro il Mestre, mister Sergio Eberini fa il punto della situazione sull'infermeria e prova ad elencare le possibili chiavi di lettura del match in programma domani alle ore 18.30 che in caso di vittoria avvicinerebbe ulteriormente la truppa granata alla vetta della classifica.

Mister, come sta la Reggiana?
«Abbiamo fatto un riposo attivo, oggi faremo il punto della situazione sugli infortunati perché ancora non abbiamo certezze sul loro recupero o meno».

Cesarini è forse quello che ha più probabilità di tornare?
«Non mi sbilancio. Oggi faremo dei test e vedremo le risposte che ci daranno, aspettiamo quello che è il risultato dell'ultimo allenamento».

Che indicazioni avete tratto dal nuovo modulo?
«Nella prima metà di gara è andato tutto come previsto, poi il gol subìto per colpa di un errore ci ha costretti a modificare assetto e cercare la vittoria tornando al 4-3-3 ed abbiamo avuto ragione ancora una volta».

Giocare sapendo già il risultato del Padova è forse un vantaggio?
«Domenica lo è stato, ci ha dato uno stimolo ulteriore per vincere la partita. L'obiettivo da oggi in poi è quello di racimolare più punti possibili. Domani ci attende una partita difficile e dobbiamo provare a vincerla a tutti i costi...».

Risvegliarsi ipoteticamente giovedì mattina a -4 dalla vetta sarebbe stato impensabile qualche settimana fa...
«Questa squadra ha dimostrato continuamente di credere in quello che fa e nel progetto che abbiamo iniziato assieme. Forse potremo fallire, però noi continuiamo a crederci e andiamo avanti per la nostra strada».

Quella contro il Mestre sarà la partita più difficile della sua gestione?
«Assolutamente sì, però di questi appuntamenti ne abbiamo avuti tantissimi. Il lavoro che stiamo facendo è in funzione della partita successiva ogni settimana, non guardiamo troppo avanti».

Gli arancioneri sono cambiati rispetto a quando dovevate affrontarli un mese fa?
«In marzo erano come il Ravenna, cioè in grande forma; adesso spero siano un po' calati. Il Mestre resta comunque una squadra importante che sa giocare a calcio, forte di un 3-4-3 equilibrato che punta molto sulle ripartenze e nel gioco palla a terra. Credo che verrà a Reggio per continuare la scalata alla classifica, dovremo essere bravi a colpirlo senza scoprirci molto».

Affrontare le formazioni più in forma del momento finora ha portato bene alla Reggiana...
«Se guardiamo alla cabala sì, ma siamo comunque noi in campo a fare la differenza».

Cambierete ancora uomini nell'undici iniziale?
«A Ravenna sono state fatte delle scelte diverse anche per via dei tanti infortunati, cercando di tenere tutti sull'attenti, e abbiamo ottenuto delle risposte positive. In allenamento tutti danno quello che possono, sono fiducioso sulla risposta tecnica e fisica dei miei ragazzi, poi il risultato finale dipenderà da tanti fattori. Noi ci crediamo...».

Facchin è tornato a dare sicurezza al reparto arretrato...
«Oltre alla parata al 90' su De Sena di cui tutti parlano, secondo me ha dato un altro segnale importante con l'uscita alta al limite dell'area nei minuti finali. Credo che ora sia sulla strada giusta: c'è stato un momento in cui potevamo perderlo, invece lui ha risposto alla grande e adesso sono convinto che diventerà un punto di riferimento importante da qui alla fine, qualunque sia l'esito del nostro campionato».

Anche Bastrini ha iniziato a carburare...
«Il suo problema principale è sempre stato quello degli infortuni. In carriera ha militato in categorie importanti, nella mia testa è sempre stato il giocatore che oggi sta venendo fuori. A Ravenna ha meritato di segnare ed ha dimostrato di essere una persona stupenda perché nel momento di massima euforia a fine gara si è ricordato di Spanò dedicandogli il gol...».

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