Il punto di vista

Intensità, fiducia e serenità le chiavi della rinascita granata

La triade in panchina ha portato grande equilibrio, i risultati sono arrivati come conseguenza

Lorenzo Chierici
21.11.2017 22:00

In molti, poco più di un mese fa, avevano visto la Regia sull'orlo del baratro e avevano quindi già iniziato a recitare il "De Profundis" di una squadra che sarebbe precipitata nel precipizio al primo alito di vento. Il tempo però, a quanto pare, è stato galantuomo e quell'alito di vento non ha mai soffiato, tant'è che dopo l'esonero di Menichini e il rifiuto di Dellas con Andrea Tedeschi e Max La Rosa, è iniziata la resurrezione granata. Proprio quei due baldi giovani, ai quali è stato affiancato poco dopo "babbo" Sergio Eberini, sono stati in principali artefici di tale piccolo miracolo, tant'è che dall'unione di queste tre figure, tanto diverse quanto complementari, ognuno con le proprie caratteristiche, è nato qualcosa di speciale, qualcosa di bello, qualcosa di importante al quale, a mio modesto avviso, è giusto dare un futuro. I tre allenatori, tra di loro, hanno trovato un amalgama importante sui cui noi stessi cronisti, dopo la conferenza stampa roboante di Sergio Eberini, che aveva detto "sono qui e comando io", avevamo espresso diversi dubbi; un amalgama che invece è cresciuto di settimana in settimana, frutto della grande disponibilità e della grande intelligenza di ognuno dei tre protagonisti di mettersi al servizio degli altri e delle squadra. Da tutto questo sono nati i successi recenti, che hanno convinto anche Mike Piazza, certo che questa sia la strada giusta sulla quale proseguire.

Domenica scorsa, malgrado l'avversario di turno fosse di poco conto, la triade granata ha saputo bilanciare la squadra, aggiungendo, all'equilibrio già trovato nelle settimane precedenti, una pericolosità offensiva nuova nata da idee ben precise, arricchita e consolidata dal bel contratto firmato da Alessandro Cesarini e dell'abbandono da parte della nuvoletta di Fantozzi del centravanti granata Cristian Altinier, che inspiegabilmente, almeno fino alla settimana scorsa, aveva sbagliato "l'insbagliabile", palloni che in altri tempi e in altre squadre ha sempre trasformato in rete con la stessa facilità con cui si beve un bicchier d'acqua. Io non sono però uno che crede alla fortuna o alla sfortuna, le cose capitano e basta e capitano perché devono capitare o perché sono condizionate dagli uni o dagli altri eventi. Padre Pio diceva "nulla è a caso" e io sono convinto che avesse totalmente ragione: nello sport, come nella vita, ad ogni azione c'è una reazione e da ogni coincidenza, o almeno così noi a volte viviamo certi eventi, esiste una conseguenza, positiva o negativa che sia.

Le chiavi di lettura, infatti, secondo me sono soltanto tre: la maggiore intensità negli allenamenti, i primi risultati positivi che hanno riportato fiducia ad un gruppo che aveva perso la consapevolezza dei propri mezzi, e la grande serenità che questi tre allenatori sono riusciti a trasmettere col confronto, col dialogo, con proposte nuove rispetto al passato, a volte anche rischiose, ma quasi sempre azzeccate e nelle squadre di calcio, quando gli allenatori indovinano le scelte, legittimano ogni giorno che passa e ogni scelta azzeccata in più, il loro verbo. Quindi, avanti così, perché la strada per raggiungere i playoff, grazie a questi tre "ragazzotti", ora sembra davvero dietro l'angolo. Per il momento godiamoci questa partita di Coppa Italia per vedere chi potrà scendere in campo e come lo farà, in vista della prossima sfida di campionato che la Reggiana, per agganciare il treno dei playoff, dovrà per forza vincere.

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