Il punto di vista

L'analisi tattica - Contro il Pordenone scelte azzeccate, a Bolzano tre opzioni

Lorenzo Chierici
09.11.2017 20:45

Una partita perfetta. Malgrado le tante defezioni, con uno Spanò a mezzo servizio e una gara dispendiosa sulle gambe come quella contro il Fano di pochi giorni prima, la Reggiana, nel turno infrasettimanale del mercoledì pomeriggio contro il Pordenone, capoclassifica, ha saputo mettere in campo tutto quello che aveva, portando a casa tre punti d’oro in chiave salvezza (per ora). La triade granata questa volta ha compiuto un autentico capolavoro tattico, non sbagliando nulla, anzi, facendo tutto ciò che si poteva fare e se non fosse andata bene, di più non era possibile.

Partiamo dall’inizio. La conferma dello schieramento difensivo della gara contro il Fano aveva un senso sopratutto perché Spanò, nelle gambe, non poteva avere i 90 minuti e quindi non aveva alcun senso farlo partire dall’inizio, per poi essere costretti magari a toglierlo a 20 minuti dalla fine, quando la palla di solito inizia a scottare. Meglio inserirlo ad inizio ripresa, sia per il motivo appena spiegato, sia perchè il Pordenone si era messo a tre dietro, cercando quindi di fare male alla Reggiana sugli esterni, dove magari Lombardo soffriva un po’ la rapidità degli avversari. Con l’innesto di Spanò, tra l’altro, Eberini ha avuto la possibilità di riportare Panizzi a sinistra e Ghiringhelli a destra; Crocchianti poi ieri è parso in netta crescita rispetto alle ultime gare, anche rispetto a quella contro il Fano, dove aveva comuque giocato discretamente. È vero che al Pordenone mancavano diversi uomini, soprattutto là davanti e dietro con uno come Mirko Stefani non avrebbe quasi certamente subito l’incornata di Cianci, ma l’ex capitano granata era in panchina, indisponibile per infortunio, e il buon Cianci, su pennellata di Panizzi, si è inventato un gol da cineteca del calcio. A dare il pallone al povigliese Erik è stato un giocatore molto criticato fino ad oggi, Aiman Napoli che nelle ultime due partite, pur non avendo fatto sfracelli, si è procurato la punizione che poi Mattia Lombardo ha trasformato magistralmente contro il Fano, mentre ieri pomeriggio ha preso palla a centrocampo, per poi imbeccare sull’esterno mancino proprio Panizzi, che ha poi pennellato quel cross magnifico sul quale Cianci si è davvero esaltato, regalando tre punti ai granata. Aiman Napoli, per contro, si è poi divorato un gol fatto, ma visto che la Regia ha portato a casa i tre punti anche grazie al suo contributo, di quell’errore ce ne dimenticheremo rapidamente. Una considerazione, però, va fatta: se davanti la porta l’ex giocatore del Renate non la vede mai, come ha dimostrato in tutte le partite finora giocate, senza evitarne una, perchè allora non utilizzarlo così come lo hanno giustamente utilizzato nelle ultime due gare Eberini e La Rosa, ossia a far della “legna” a centrocampo o a raddoppiare sugli esterni o magari, in caso di assoluta necessità anche dietro, trattandosi di un giocatore di grande corsa e sacrificio? Vedremo. L’utilizzo che ne hanno fatto nelle ultime due gare i tecnici granta, a mio avviso, è assolutamente corretto e congeniale alle caratteristiche del giocatore, o almeno a quelle palesate fino ad oggi in maglia granata. Elogiati Cianci, Panizzi, Napoli, Spanò e Crocchianti, senza dimenticare un ottimo Ghiringhelli, potrebbero essere spese due parole su Genevier: il capitano sta tornando. Sappiamo che non può andare ai mille all’ora per tutta la gara, ma ieri ha regalato molti palloni davvero interessanti, facendo chiusure puntuali. Stesso discorso vale per Andrea Bovo, che non avrà illuminato il gioco, ma si è fatto sentire e non poco, oltre ad aver sfiorato il gol con due missili da fuori area. Male invece Cesarini, mentre Carlini, l’uomo ovunque, ha meritato una sufficienza abbondante. 

Voltando pagina, visto che il successo col Pordenone fa già parte del passato, il cartellino giallo preso da Bovo, che era in diffida, lo costringerà a saltare la gara di domenica a Bolzano dove già mancherà Bobb. La Reggiana a questo punto avrebbe tre soluzioni a disposizione, tutte e tre interessanti: un 4-4-2 classico, un 4-3-3 più rischioso, ma stimolante, o un 4-2-3-1 d’assalto. Vediamoli rapidamente. Nel 4-4-2, un modulo che darebbe grande equilibrio, vista la situazione, davanti a Narduzzo ci potrebbero essere Ghiringhelli, Spanò, Crocchianti e Panizzi in difesa; Lombardo, Riverola, Genevier e Carlini a centrocampo, con i soli Cesarini e Cianci davanti. Nel caso di un 4-3-3, oltre alla difesa che non dovrebbe assolutamente cambiare, potrebbero esserci Genevier mediano basso, con Riverola sul centro destra (o sinistra) assieme all'altra mezzala Mattia Lombardo, finalmente nel suo ruolo o quasi (visto che il figlio d’arte prediligerebbe quello di mediano), con Carlini avanzato a destra, Cianci in mezzo e Cesarini, che anche se ha deluso può sempre risolvere la partita con un guizzo dei suoi, a sinistra. A questa soluzione potrebbe esserci la variante del 4-3-1-2, ossia Carlini dietro a Cesarini e Cianci, ma noi preferiamo la prima opzione, visti anche i risultati di mercoledì. La terza ipotesi, quella più spregiudicata, ma più adatta a un secondo tempo in cui la Regia, magari, potrebbe trovarsi costretta a rimontare, potrebbe essere il 4-2-3-1 con Genevier e Lombardo in mezzo, Carlini a sinistra, il giovane Daniele Rocco a destra, che anche ieri ha dimostrato di avere della “sburla” ma anche tanta tecnica e di essere un contropiedista nato, con Cesarini dietro a Cianci. Insomma, malgrado la Reggiana sia in emergenza di soluzioni ce ne sono diverse e il Südtirol, pur venendo da un'ottima vittoria, non è il Real Madrid.

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