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Bovo: «Contro il Ravenna la gara più difficile. Ben venga la sosta lunga a gennaio»

«Il Padova ha il campionato in mano, sono i patavini gli avversari da battere»

Gian Marco Regnani
15.11.2017 17:30

Assente a Bolzano per squalifica, Andrea Bovo (11 presenze e 932 minuti in campo finora) è pronto per tornare a vestire la maglia granata nel prossimo impegno casalingo di domenica 19 novembre contro il Ravenna al "Città del Tricolore".

«A volte c'è più tensione a non giocare che a scendere in campo - ha spiegato il mediano classe '86 - Fortunatamente la squalifica è arrivata dopo un turno infrasettimanale, quindi i giorni di sosta sono stati ridotti al minimo. Ho avuto modo di rifiatare un po', ne avevo bisogno, ed ho lavorato maggiormente su alcuni aspetti che erano venuti a meno nelle ultime settimane».

Il pareggio di Bolzano è punto guadagnato o due persi?
«Per me è un punto meritato e importante. I miei compagni hanno giocato un partita difficile su un campo pesante contro una squadra fisica e organizzata. Le tante assenze poi non permettevano molti cambiamenti a gara in corso, ma c'è stato grande sacrificio da parte di tutti. Forse si poteva rischiare qualcosa di più nel secondo tempo quando il pallino era in mano nostra, ma è andata bene anche così».

Perché la Reggiana riesce a dare il meglio di sé solo nella ripresa?
«Non sono d'accordo, dipende molto anche dal tipo di avversario che si va ad affrontare. L'inizio di gara a volte è più difficile dal punto di vista mentale, ma l'importante è riuscire a rimanere sempre in partita come abbiamo fatto noi, infatti non ricordo nessuna debacle così eclatante. Mantenendo il risultato in bilico fino alla fine, quando si è sotto, qualcosa può sempre succedere...».

Dopo il pareggio di Santarcangelo, con il Südtirol è arrivata la seconda gara recuperata dopo essere passati in svantaggio...
«Quando si viene da due vittorie consecutive lo spirito è diverso e diventa più facile recuperare una partita, ma questa voglia non è mai mancata anche prima. A Gubbio per esempio avevamo creato tante palle gol in più rispetto a Bolzano ma il risultato è stato ben altro. Ora però è inutile rivangare il passato, bisogna concentrarsi su un'altra gara vitale...».

Come affronterete il Ravenna?
«È uno scontro diretto così come lo era la partita con il Fano perché la classifica dice questo: per noi sarebbe incredibile sottovalutare questa partita, la dobbiamo giocare come se fosse una finale. Di questo mini ciclo di gare ravvicinate, secondo me quella contro il Ravenna è la più importante e difficile perché va assolutamente vinta; le altre due con Pordenone e Südtirol di testa erano più facili da affrontare, mentre domenica dovremo stare veramente attenti a non sbagliare nulla».

Alla luce di quanto ha affermato il presidente Piazza la scorsa settimana, si può dire che le vicende societarie abbiano influito sulle vostre prestazioni in questi primi mesi?
«La società ha inciso poco sulla squadra e il suo stato d'animo. Il ridimensionamento è stato chiaro ed è stato annunciato dall'inizio, le ragioni sono dovute a valutazioni interne alla proprietà che non ci riguardano. Motivi di preoccupazione per noi non ce ne sono mai stati: la tempistica dei rinnovi è stata corretta, gli stipendi arrivano puntuali e quando abbiamo bisogno di qualcosa ci accontentano. Se il presidente la scorsa estate aveva pensato di lasciare, noi di certo non lo avevamo percepito...».

Ti sei già fatto un'idea sui valori di questo campionato dopo tre mesi di partite?
«Il Padova secondo me ha il campionato in mano: la stagione è ancora lunga, ma in questo momento non vedo un'avversaria che possa mettere in difficoltà i patavini da qui a gennaio, quindi per me sono loro la squadra da battere. Dietro al Padova ci sono altre formazioni con valori importanti, compresi noi, che hanno tutto il tempo di rimettersi in riga; la Reggiana per rialzare la tesa però si deve allontanare dalla zona pericolosa il prima possibile, poi valuteremo di partita in partita dove potremo arrivare. La sorpresa del girone B è il Renate: all'inizio si diceva che perdere contro di loro era da polli, invece adesso che non sono più una sorpresa ci può stare; giocano il miglior calcio del campionato ed hanno grande entusiasmo, vedremo se riusciranno a tenere questo ritmo fino alla fine...».

A gennaio vi aspetta una sosta più lunga rispetto alle altre squadre...
«Il girone di ritorno sarà un campionato completamente diverso e dopo la sosta e il mercato, in campo vedremo meno spavalderia e più paura di perdere punti importanti. Penso che la nostra pausa prolungata possa essere un grande vantaggio poiché potremo programmare il lavoro con più serenità dal punto di vista tecnico, tattico e fisico così da arrivare in fondo alla stagione con più benzina rispetto alla avversarie. Inoltre il fatto di non fermarci nella fase cruciale del campionato è un bene perché così non spezzeremo il ritmo».

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