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Broso: «Non potevo rifiutare la chiamata della Reggiana e di mister Antonioli»

Il centravanti ex Ravenna lunedì sarà in città per svolgere il primo allenamento assieme ai nuovi compagni

Gian Marco Regnani
09.08.2018 19:30

Antonio Broso, centravanti nato a Vibo Valentia nel 1991, è uno dei primi rinforzi della nuova Reggiana di Quintavalli e Romano: si tratta di un attaccante moderno, esperto conoscitore della Serie D che dovrà provare a spingere a suon di gol i granata verso la Lega Pro.

«Con la Reggiana siamo ai dettagli - spiega Broso - Mancano alcune cose da limare poi salirò a Reggio per firmare il contratto. La presenza di mister Antonioli che mi ha allenato negli ultimi due anni e l'ambizione di un club importante come quello granata hanno influito sulla mia decisione di scendere di categoria declinando anche l'offerta del Cesena».

Che tipo di attaccante sei? I tifosi si ricordano bene il gran gol al volo siglato proprio contro la Regia pochi mesi fa...
«Diciamo che non sono la classica punta centrale statica, mi piace svariare su tutto il fronte d'attacco e non faccio mancare il mio apporto anche la fase di ripiegamento per dare una mano alla squadra quando c'è da difendere».

Destro o sinistro? Colpo di testa?
«Il piede forte è il destro (quello con cui trafisse Facchin, ndr). Quando c'è da saltare in area non mi tiro indietro».

Nella tua carriera alcune stagioni tra C2 e Lega Pro, poi tanta Serie D...
«I primi due anni da professionista li ho passati all'Ebolitana e all'Hinterreggio in prestito dal Crotone, poi tanta gavetta tra i dilettanti fino alla vittoria del campionato a Ravenna nel 2017 che mi ha riproiettato in Serie C. In Romagna sono arrivato nel mercato di riparazione a fine 2016 realizzando 7 gol, la stagione successiva ho ottenuto lo stesso bottino di reti nonostante fossi rimasto fermo due mesi e mezzo per infortunio».

Si dice che in Serie D tu possa garantire la doppia cifra...
«Col Legnago nel 2015/16 ho messo a segno 17 gol in un girone molto competitivo dove le avversarie più importanti erano Parma, Alto Vicentino, Imolese e Forlì senza dimenticare Delta Porto Tolle e San Marino. Anche la stagione prima non è andata male con 15 gol. Senza presunzione, se quest'anno a Ravenna fossi partito dall'inizio in buona salute avrei potuto raggiungere la doppia cifra anche in Serie C...».

Che tipo di calcio sviluppa mister Antonioli?
«Abbiamo vinto il campionato con un 4-3-1-2 molto propositivo che a volte si tramutava in 4-4-2 quindi giocavo al fianco di un altro attaccante o con il supporto del trequartista. La nostra squadra aveva sempre in mano il pallino del gioco, ma in Lega Pro con lo stesso schema eravamo troppo scoperti quindi abbiamo cambiato atteggiamento rinunciando a qualcosa davanti per salvarci».

La Reggiana è ancora in fase di allestimento mentre le avversarie sono quasi al completo...
«Chiaramente all'inizio ci saranno delle difficoltà e la società fa bene a non promettere subito la promozione, ma a Reggio non si può giocare per salvarsi e basta altrimenti non avrei scelto di sposare la causa granata...».

Ci sono dei segreti per adattarsi il più in fretta possibile a questa nuova realtà?
«In tutte le categorie servono tanta predisposizione al lavoro e la voglia di sacrificarsi gli uni per gli altri. Giocheremo in diversi campi di provincia ma sono convinto che non mancheranno gli stimoli perché i tifosi saranno sempre al nostro fianco. Il livello tecnico e fisico delle partite sarà inferiore, inutile negarlo...».

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