Settore Giovanile

Caprari: «Il Settore Giovanile granata gode di ottima salute, presto avremo nuovi ragazzi in prima squadra»

Il responsabile del Settore Giovanile della Reggiana parla a 360º della stagione che sta per giungere al termine

Gian Marco Regnani
27.04.2018 16:30

Davide Caprari ha preso le redini del Settore Giovanile della Reggiana nello scorso mese di giugno e in meno di un anno è riuscito a confermare gli ottimi risultati raggiunti nella passata stagione prima del restyling interno che ha portato ad uno sfoltimento del grande vivaio granata.

«Il bilancio a 10 mesi dalla mia nomina è più che positivo - afferma Caprari - Abbiamo valorizzato i nostri atleti riuscendo ad ottenere anche dei risultati importanti. Sinceramente firmerei perché tutte le stagioni andassero in questa direzione e ringrazio ancora la società per averci messo a disposizione tutto ciò che ci serviva».

Caprari è poi entrato nello specifico elencando i risultati raggiunti dalle principali formazioni del Settore Giovanile Granata, partendo ovviamente dalla Berretti: «Domani i ragazzi di mister Bertacchi iniziano la Fase Finale con il match d'andata a Santarcangelo: abbiamo un obiettivo ben preciso in mente, il valore della rosa è importante ed ha risposto bene al cambio di guida tecnica in corsa, poi sarà il campo a dare i suoi giudizi. La squadra è composta da atleti del 2000 con Signoriello unica eccezione classe '99 in prestito dal Sassuolo. Nella sessione invernale sono arrivati alcuni giocatori provenienti dal Modena come Giuseppe Palmiero, portato personalmente dal ds Biagini». L'analisi poi è proseguita concentrandosi sull'Under 17: «Siamo più che soddisfatti anche in questo caso, peccato però che la classifica non rispecchi l'andamento positivo della stagione. La rosa è formata da 15 atleti classe 2002 inseriti nella categoria 2001 in modo da valorizzare il più possibile questi ragazzi e porre già le basi per la prossima stagione. Tanti infortuni hanno messo i bastoni tra le ruote però siamo riusciti a partecipare al torneo in Sudafrica e allo Zini di Rubiera dove solo la Cremonese in finale ha frenato la corsa dei nostri giocatori». Ultima ma non meno importante la citazione sull'Under 15: «Siamo stati inseriti in un girone a 16 squadre che ci ha fatto girare in lungo e in largo per la penisola fino alla Sardegna. Domenica è prevista l'ultima gara di campionato che stabilirà il piazzamento finale tra le prime tre posizioni. Il prossimo 6 maggio giocheremo la prima gara dei playoff con il ritorno fissato il 13. La rosa è composta da giovanissimi del 2003 con tre 2004 che giocano in pianta stabile tra i titolari».

Il Settore Giovanile granata ha dato l'opportunità a molti ragazzi di mettersi in mostra nelle rispettive nazionali di categoria: «Tanti giovani under 17 e under 15 sono stati convocati, mi ricordo di Mori, Cassano, Palmiero e Paganelli. Hanno partecipato ad un torneo a Trento e fra poco Palmiero sarà convocato nuovamente da mister Arrigoni per un torneo con l'Under 17 di Lega Pro».


Il ridimensionamento effettuato la scorsa estate non sembra aver portato effetti negativi, visti i risultati sinora conseguiti...
«C'è stato un ridimensionamento, è stata infatti esclusa la formazione Under 16, però abbiamo cercato di ottimizzare le risorse a disposizione senza subire dei contraccolpi. Stiamo già programmando in ottica futura la prossima stagione partendo da basi solide affinché si possa costruire un nuovo percorso importante e che possa a lungo andare portare nuovi ragazzi in prima squadra».

L'obiettivo della Berretti, dopo il primo posto conquistato in campionato, è quello di vincere la Fase Finale?
«Faremo del nostro meglio per migliorare il risultato dell'anno scorso quando ci fermammo in semifinale. Domani inizia un girone importante, Santarcangelo e Prato sono squadre molto attrezzate ma la nostra rosa è altrettanto competitiva nonostante i ragazzi siano più giovani rispetto agli avversari».

C'è qualche giocatore della Berretti che vedremo in prima squadra l'anno prossimo?
«Ci sono già state delle valutazioni con Magalini, vedremo sicuramente degli atleti che saranno inseriti nella prima squadra. Bisogna però ricordare che chi fa la Berretti quest'anno potrà continuare a giocarci anche l'anno prossimo perché quasi tutti gli atleti sono sotto età. Palmiero per esempio è un titolare ma potrebbe ancora giocare nell'Under 17». 

Vi sono arrivate delle richieste da top club di Serie A?
«Sono giunte innumerevoli richieste per alcuni atleti. Vedremo nella sessione di luglio di addentrarci nei dettagli».

Lo scouting a livello regionale ha quindi portato dei risultati...
«Ci sono una ventina di persone che collaborano con noi gratuitamente e che ci hanno permesso di arrivare per primi su alcuni prospetti rispetto ad altre società, quindi si può proprio dire che il lavoro funziona».

L'arrivo di due main sponsor è stata un'altra novità importante...
«Quando si avvicinano degli sponsor vuol dire che il lavoro svolto è apprezzato, un segnale positivo per l'ambiente esterno. Ringraziamo F.lli Fico e Gelateria Panama, inoltre sono già stati avviati altri contatti per nuove partnership».

Che fascino ha il nome "Reggiana" quando si cerca di convincere un giocatore a vestire la maglia granata?
«A Reggio i giovani vengono volentieri anche se vicino sono presenti realtà importanti come Parma e Sassuolo: ci dicono di sì quasi tutti. Posso garantire che il marchio AC Reggiana 1919 è importante e bisogna solo essere contenti di poterci lavorare. Negli occhi dei ragazzi che giocano per noi c'è gioia».

Come si rapporta il presidente Mike Piazza con il mondo del Settore Giovanile?
«Vi dico solo che quando c'era il torneo in Sudafrica dell'Under 17 lui era qui con noi a guardare in diretta le partite a tutte le ore. Mike e Alicia vengono spesso sui campi a trovare i ragazzi, guardano le varie situazioni ed hanno un rapporto diretto e un confronto costante dove non ci hanno mai fatto mancare nulla».

Partnership con il "soccer" americano sono in programma?
«Non c'è ancora nulla sul tavolo, solo dei pensieri in quest'ottica. Credo però che prima si debba costruire una base importante senza accelerare bruscamente».

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