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Genevier: «A Bassano i tifosi ci mancheranno, vogliamo vincere per loro»

«Il destino della Reggiana dipende solo da noi»

Gian Marco Regnani
24.11.2017 17:00

Nel giorno di San Prospero la Reggiana è scesa regolarmente in campo per preparare la delicata sfida di domenica al "Rino Mercante" di Bassano e poco prima dell'allenamento il capitano granata Gaël Genevier ha parlato davanti ai microfoni della sala conferenze di via Mogadiscio.

«Nelle prossime settimane ci aspettano tre partite importanti contro avversari forti (Bassano, AlbinoLeffe e Padova, ndr) che ci faranno capire a cosa possiamo ambire veramente - ha sottolineato il 35enne transalpino - L'importante è dare continuità ai risultati e alle prestazioni. A Bassano dovremo cercare di vincere perché solo con i tre punti ci avvicineremmo alla zona sinistra della classifica che è l'obiettivo più importante di questa stagione».

In Veneto però dovrete fare a meno del vostro pubblico...
«A partire dal finale della scorsa stagione si è creato un rapporto speciale tra la squadra e il pubblico che ci ha permesso di arrivare alla semifinale playoff. Mi dispiace molto che i tifosi non possano seguirci a Bassano perché avere il loro sostegno è sempre positivo, cercheremo comunque di farli contenti davanti alla TV o al computer».

Nel Bassano c'è qualche giocatore in particolare da tenere d'occhio?
«Il nostro campionato ha dimostrato che le partite dipendono sempre da noi. Siamo venuti fuori da una situazione complessa guardando solamente in casa nostra e così dobbiamo continuare a fare».

In campo vedremo una Reggiana spregiudicata come contro il Ravenna?
«Queste sono valutazioni che dovrà fare lo staff tecnico e il modulo sarà deciso in base al tipo di partita che si vorrà impostare. Contro il Ravenna il gol segnato dopo appena un minuto ci ha sicuramente agevolato e dopo è stato tutto più semplice, però c'è da dire che giocare con così tanti attaccanti in campo è sempre piacevole».

Come spieghi la tua evoluzione nelle ultime partite?
«Ho iniziato bene la stagione poi le prestazioni negative che sono arrivate si legano anche al momento difficile attraversato dalla quadra. Ultimamente sto meglio, ma c'è ancora un buon margine di miglioramento».

Hai avuto il timore di perdere il posto da titolare dopo l'infortunio al polpaccio?
«Rischiare il posto fa parte del mestiere, ma non ho mai avuto paura di essere messo in discussione: quando le mie prestazioni erano al di sotto delle aspettative era giusto far giocare qualcun altro. L'obiettivo è fare bene con il gruppo, quindi se io gioco male, ma la squadra va bene, sono contento lo stesso. Ci sono ancora tante partite da disputare fino alla fine del campionato, quindi ci può stare anche riposare ogni tanto...».

Dei giovani che si sono messi in mostra mercoledì in Coppa Italia ce n'è uno in particolare che ti è piaciuto?
«Sicuramente Rocco: ha appena 18 anni ma è dotato di grandi qualità e potrebbe avere un bel futuro davanti a sé; deve solo diventare più concreto in area e fare qualche gol. Anche Zaccariello, che gioca nello mio stesso ruolo, ha grandissime qualità». 

Com'è il tuo rapporto con lo staff tecnico?
«C'è un ottimo feeling con tutti e tre gli allenatori e non solo perché sono il capitano. Eberini, La Rosa e Tedeschi trattano tutti i giocatori sullo stesso livello, e per noi questo è un aspetto molto positivo».

Qual è il tuo bilancio in maglia granata dopo quasi un anno di permanenza a Reggio?
«Direi che è positivo. Nella scorsa stagione ho finito in crescendo, credo di aver dato il mio contributo e continuo a farlo ache ora. In città mi sto trovando bene, la famiglia è sempre qui con me, mio figlio Brooklyn ha iniziato ad andare a scuola proprio a Reggio».

Il primo "San Prospero" reggiano è andato bene?
«Stamattina ho fatto un giro in centro e l'ho trovato abbastanza caotico, ho quasi avuto paura di perdere mio figlio in mezzo a tutta quella gente, ma è stato piacevole vedere questa festa con tante bancarelle. Anche lo store granata era affollato di clienti».

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