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Spanò: «La Reggiana c'è e non si arrende, allontaneremo le critiche sul campo»

«La fatica ogni tanto si fa sentire ma non tiro mai indietro la gamba in allenamento e in partita»

Gian Marco Regnani
01.11.2018 14:00

Alessandro Spanò in azione a Pavia © Reggio Audace FC

Dopo il k.o. di Pavia e a pochi giorni dalla sfida con la Vigor Carpaneto è il capitano Alessandro Spanò a prendere la parola davanti a telecamere e microfoni all'interno della nuova sede di via Giglioli Valle, lanciando un segnale importante ai compagni e ai tifosi: la Reggiana c'è e non ha la minima intenzione di mollare la presa.

«Chiaramente a Pavia sono stati commessi degli errori, li stiamo esaminando per fare in modo che non capitino più - spiega Spanò - Domenica in casa siamo pronti a reagire senza alcun timore: se ci facessimo abbattere da un risultato negativo non dovremmo neanche essere qui alla Reggio Audace».

Quali sono gli errori principali che avete individuato?
«Sicuramente abbiamo delle difficoltà dalla trequarti in avanti, poi a Pavia non sono mancate delle imprecisioni anche nella fase difensiva sui gol subiti dove ho sbagliato anche io personalmente».

È da qualche settimana che faticate a trovare la via del gol…
«I dati parlano di un gol segnato in tre partite ma anche di due sole reti subite nelle ultime quarto, delle quali l’ultima è arrivata a tempo scaduto quando eravamo tutti sbilanciati in avanti per cercare il pareggio. La priorità deve essere quella di subire poco e da questo punto di vista stiamo andando bene, certamente manca qualcosa nella fase offensiva e per risolvere questo problema stiamo provando diverse soluzioni in settimana».

Ti trovi meglio con la difesa a tre o a quattro?
«Mi dicono che sarei più adatto ad una difesa a tre e nel secondo anno con Colombo assieme a Parola e Sabotic mi ero trovato abbastanza bene, riuscendo ad esaltare le mie caratteristiche sull’anticipo e la marcatura a uomo. Al di là del modulo, quando si lavora con grande impegno i giocatori rendono sempre, poi spetta a noi e al mister saperci adattare in base all’avversario».

Pensi quindi che Antonioli possa essere pronto a cambiare in futuro?
«Può essere. Io posso solo dire da giocatore che in campo seguiamo tutte le sue indicazioni senza alcun tipo di problema. Chiaramente quando si affrontano certi tipi di modulo ci troviamo in maggiore difficoltà rispetto ad altre situazioni».

I tifosi danno la colpa all’allenatore per gli ultimi deludenti risultati…
«Non dobbiamo dimenticarci che non c’è stato tempo in estate per provare soluzioni alternative quindi lo stiamo facendo adesso. Anche il fatto di non poter schierare giocatori a piacimento dovendo sottostare al regolamento degli ‘under’ è un altro problema non di poco conto. Diciamo che quando le cose vanno bene tutti remano dalla stessa parte, dopo una sconfitta invece capita che si venga messi subito in discussione. Però è un altro il discorso che non mi piace...».

Spiegaci...
«Gira voce che lo spogliatoio e lo staff tecnico non siano uniti, invece posso assicurare che remiamo tutti dalla stessa parte. Ci sono persone con valori umani importanti e quando c’è un confronto tra noi l’ultima cosa che può accadere è proprio una spaccatura».

Cosa ti ha colpito di più del mister in questi primi mesi dopo che sei tornato a lavorare con la squadra?
«Ho conosciuto una persona con la quale si può avere tranquillamente un dialogo e un confronto su qualsiasi tipo di tema tattico o personale. La società da questo punto di vista va lodata perché ha scelto giocatori e staff con qualità umane importanti».

Il Modena sta iniziando a volare in classifica: siete preoccupati?
«Per raggiungere obiettivi importanti bisogna vincere sempre e comunque: se ci mettiamo a guardare il campionato degli altri è un errore. Ricordo bene come l’anno scorso in questo periodo la squadra sembrasse spacciata, invece a marzo il Padova era tornato alla nostra portata: chiaramente speriamo di ridurre al più presto il distacco che ci separa dal Modena ma pensare di alzare la bandiera bianca già ora vorrebbe dire avere una mentalità da perdenti».

Dopo quattro gare pensi di esserti già abituato alla Serie D?
«A livello interno ho notato poche differenze con la Serie C: sono rimasto piacevolmente sorpreso dalle poche modifiche a livello strutturale e organizzativo subite dalla società e questo è un grande valore aggiunto soprattutto perché la dirigenza ci fa sempre sentire il suo supporto. Sul campo la situazione varia da partita a partita, a volte capita di scontrarsi con realtà totalmente diverse dalla nostra...».

Realtà diverse che però hanno messo in seria difficoltà la Reggiana sui loro campi…
«Abbiamo come punto di riferimento un stadio dove riusciamo a giocare bene palla a terra con mentalità vincente, spetta a noi però saperla trasportare anche in trasferta su quei campi dove è difficile tenere la palla tra i piedi, ma non deve essere assolutamente un alibi...».

Pensi che alla squadra siano mancate determinazione e cattiveria in queste prime giornate?
«È facile affermarlo, ma io che vivo lo spogliatoio tutti i giorni posso invece dire che mi è capitato raramente di allenarmi con un gruppo di ragazzi che si impegna al massimo senza mollare mai come quello della Reggio Audace. Di errori ne commettiamo tutti ma non rimprovero niente ai miei compagni perché non si sono mai tirati indietro dalle proprie responsabilità. Stiamo lavorando nella direzione giusta, dobbiamo solo trovare delle soluzione tecniche da abbinare alla componente caratteriale che non è mai venuta a mancare».

Avete già studiato qualche soluzione per contrastare la Vigor Carpaneto?
«Dobbiamo ancora visionare dei video sui piacentini ma abbiamo già provato qualcosa in base alle informazioni fornite dallo staff. La Vigor viene da una vittoria netta e subisce pochi gol, dovremo quindi fare uno sforzo importante però giocando al "Città del Tricolore" la nostra mentalità vincente deve solo farci pensare a noi stessi».

Dopo quattro partite consecutive da titolare, come sta reagendo la gamba destra?
«Diciamo che sono ancora in fase di assestamento ma sto abbastanza bene considerando che vengo da 6 mesi in cui ho svolto solo lavoro individuale. Ad oggi ho accusato poche difficoltà muscolari, e quelle volte in cui la gamba comincia a farsi pesante cerco lo stesso di allenarmi perché la mia presenza assieme ai compagni può dare un contributo importante alla squadra. Per riposarmi e rifiatare c’è sempre tempo dopo».

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