Primo Piano

Cronaca di una giornata da incubo in via Mogadiscio

Prima la speranza, poi la delusione e la rabbia...

Gian Marco Regnani
16.07.2018 21:00

Già a partire dalle 10 di questa mattina in via Mogadiscio, di fronte al cancello che porta all'entrata della sede, i primi giornalisti e alcuni tifosi si erano sistemati in attesa di notizie rincuoranti sul futuro della Reggiana. Invece verso le 11.30 sono stati gli stessi dipendenti granata a spegnere ogni speranza avvertendo che le intenzioni dei coniugi Piazza erano quelle di non iscrivere la squadra, come comunicato poco più tardi tramite alcune righe diffuse sul sito web.

La doccia gelata era arrivata già nella notte tra domenica e lunedì con le fredde parole inviate via mail dai coniugi Piazza da Milano Marittima dove si trovano ora (lo testimoniano le foto pubblicate nel tardo pomeriggio da Alicia). Nessuna risposta da parte dei proprietari alle telefonate e ai messaggi dei dipendenti preoccupati per le loro sorti e per il futuro del club, la cui spina sarà staccata fra qualche settimana dal Tribunale quando sarà dichiarato il fallimento. Dopo le 13 qualche tifoso in più si è aggiunto al piccolo gruppo già presente davanti alla sede per commentare i possibili scenari futuri e domandarsi il perché di questa fine ingloriosa. Il "Melo" (nella foto) storico supporter che colora con il suo tifo inconfondibile i Distinti, ha legato una bandiera granata alla cancellata e inveito simbolicamente contro Mike Piazza, prima di essere pacificamente invitato dalla Digos, sempre presente, a calmarsi. «Mike, ti rispetto per i soldi che hai speso, ma non puoi farla finita così, non può finire così...» alcune delle parole che sono riecheggiate a lungo in via Mogadiscio.

Alle 16.30, orario inusuale rispetto al solito, tutti i dipendenti hanno lasciato gli uffici e chiuso con il lucchetto la grossa serratura posta davanti alla porta d'ingresso. Game over AC Reggiana 1919, ma presto rinascerai...

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