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Rozzio vede il traguardo: «È stato un lungo calvario, sono quasi pronto per tornare a giocare»

L'intervista al difensore classe '92 ai box dallo scorso mese di ottobre

Gian Marco Regnani
13.02.2018 18:00

A poco più di tre mesi dall'intervento al tendine d'achille, il difensore granata Paolo Rozzio ha ripreso ad allenarsi con maggiore intensità ai campi di via Agosti e presto tornerà ad aggregarsi assieme al resto dei compagni.  

Sei pronto per tornare a giocare?
«Adesso sto bene, ho quasi recuperato del tutto. Sono tornato ad allenarmi ai campi in maniera differenziata e sento che il tendine migliora giorno dopo giorno. Lo dovrò tenere sotto osservazione anche quando riprenderò a giocare, ma sono molto contento del lavoro svolto e di come mi hanno seguito al Medical Center con questo infortunio e con il precedente al menisco».

Cosa manca ancora per recuperare al 100%?
«Più che altro devo riadattare il piede alla scarpa da calcio: adesso dà molto fastidio, il dolore col tempo si affievolirà ma non passerà del tutto. Sul campo devo completare gli scatti e i balzi in allenamento e poi in partita. Spero di poter tornare entro la fine di febbraio o l'inizio di marzo, ma non posso forzare i tempi e sovraccaricare troppo il tendine».

C'è stato un momento in cui hai pensato di non farcela?
«Prima di essere operato avvertivo dei dolori inimmaginabili: le prime sei partite di campionato nonostante antinfiammatori e scarpe bucate sono state infernali, dopo mi sono dovuto fermare per non creare danni alla squadra. Subito dopo l'operazione dovevo rimanere fermo a letto, muovermi il meno possibile e usare sempre le stampelle: ho attraversato dei momenti davvero difficili. Poi quando è iniziata la riabilitazione le cose sono migliorate ed ora sono di nuovo sereno perché posso respirare di nuovo l'aria dello spogliatoio».

Due operazioni in sei mesi alla stessa gamba: ti sei sentito perseguitato dalla sfortuna?
«Decisamente sì. Dopo il rientro dall'infortunio al menisco ho avuto appena 6 partite a disposizione ma già avevo il tendine d'achille che dava dei problemi. Quando mi hanno detto che dovevo tronare sotto i ferri non l'ho presa bene perché sapevo che i tempi di recupero sarebbero stati più lunghi e poi ero anche in scadenza di contratto. Tante persone mi sono state vicine al di là dei miei compagni: ringrazio la mia famiglia e la mia ragazza che mi ha seguito da vicino nel recupero».

La società ha deciso di prolungarti il contratto una settimana dopo l'intervento...
«È stata una grande dimostrazione d'affetto nei miei confronti, vuol dire che hanno avuto grande considerazione dell'uomo e del giocatore. Non smetterò mai di ringraziare il presidente Piazza e la moglie per questo grande gesto nei miei confronti: pensavo che avrebbero avuto qualche titubanza nel discutere il mio rinnovo invece sono stati subito disponibili. Farò di tutto per ripagare la loro fiducia».

Sarà dura conquistare una maglia da titolare in difesa...
«Sicuramente non sarà facile ma fa parte del mestiere. Per fortuna nostra chi sta giocando ora lo fa alla grande, spero continuino così».

C'è qualche compagno che ti è stato particolarmente vicino negli ultimi mesi?
«A livello di squadra tutti mi hanno fatto sentire il loro supporto, già a partire dai primi messaggi che mi hanno mandato dopo che ero stato operato a Pavia. Ho stretto un legame importante con Bastrini poiché anche lui ha attraversato un calvario simile al mio ed ora sono contento che sia riuscito a tornare in campo con una buona prestazione contro la Sambenedettese».

Che rapporto hai con i tre allenatori?
«La Rosa e Tedeschi ho avuto modo di conoscerli solo per pochi giorni quando erano arrivati prima della partita contro il Santarcangelo. Come allenatori posso dire che sono bravi, come uomini da uno a dieci il voto che do loro è il massimo. Con mister Eberini ho giusto scambiato qualche parola nello spogliatoio: in linea generale devono conoscere meglio tutti e tre ancora».

Siete più concentrati sui play off o sulla rincorsa al Padova?
«Tutte le squadre che si trovano sotto al Padova sognano di poterlo riprendere, è innegabile. Secondo me il vero obiettivo è pensare alla partita di sabato contro il Santarcangelo, poi concentrarsi sulla trasferta di Vicenza e così via. Se si punta il binocolo troppo lontano si rischia seriamente di perdere di vista l'obiettivo più vicino. In caso di passo falso contro i romagnoli allora il Padova diventerebbe veramente irraggiungibile...».

C'è un segreto alla base del grande recupero fatto dalla Reggiana in campionato?
«Nello spogliatoio si respira un'aria positiva: si sorride sempre però si lavora duramente in allenamento, tutti danno il 100%. Anche fuori dal campo siamo un gruppo molto unito».

Ieri sera avete festeggiato assieme alle vostre famiglie il carnevale...
«Sì, è stata una bellissima serata passata tra di noi, tutti in maschera. Il costume giudicato più bello è stato quello del nostro magazziniere Matteo Ferri: era travestito da dinosauro gigante. Al secondo posto si sono classificati Facchin e Bobb mascherati da Apollo Creed e Ivan Drago. In terza posizione Bovo con il costume da suora sexy».

Tu invece?
«Io, la mia ragazza e Bastrini siamo stati molto originali: eravamo vestiti da carta, forbice e sasso».

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