Il punto di vista

Diamo il beneficio del dubbio a Dellas, ma i problemi sono altri...

La speranza è che la rosa venga rinforzata sul mercato a gennaio

Lorenzo Chierici
04.10.2017 14:00

Domani, salvo clamorosi dietrofront, è il giorno in cui di Traianos Dellas sarà annunciato come nuovo allenatore della Reggiana. Lo hanno scelto i coniugi Piazza, chiedendo magari l’avvallo di Magalini, che altro non poteva dire che “signor sì” oppure sbattere la porta e mollare tutto, ma non avrebbe avuto senso. Il ds granata non avrebbe esonerato Menichini, cacciato invece dal presidente e, se fosse stato costretto a farlo lo avrebbe rimpiazzato con Bepi Pillon, ma così non è andata. Ora c’è Dellas, magari sarà una scelta vincete, lo diciamo ovviamente per il bene della Reggiana: ha portato l'AEK Atene dalla terza serie alla prima, perchè non dovrebbe farlo con la Reggiana? Lo fece anche Pippo Marchioro… Ma Pippo era Pippo e aveva ben altre formazioni. Detto questo, lasciamogli il beneficio del dubbio, visto che, battute a parte, potrebbe davvero essere un ottimo allenatore. A mio avviso, in tutta franchezza, potrebbe arrivare anche Spalletti, ma questa squadra continuerà a far fatica, perché gran parte dei giocatori in rosa sono di medio-basso livello e in una metà classifica senz’infamia e senza lode arriverà la Reggiana, ci auguriamo salva, evitando i play out, che sarebbero un dramma, a meno che Piazza, come sostiene il buon Franco Tosi, nel mercato di riparazione non metta mano al portafogli acquistando almeno due giocatori decisivi. Vedremo...

Intanto oggi è il giorno di Teddy gol e Max La Rosa, trainer professionisti per un giorno (anche se Andrea Tedeschi ha fatto per anni il vice di Remondina), una coppia di giovani rampanti ai quali si poteva dare anche una chance concreta: un’occasione ora ce l’anno e battere il Santarcangelo sarebbe avvero una bella soddisfazione, oltre ad essere un toccasana per la Reggiana, che di punti ne ha bisogno come l’albero ne ha della linfa. Poi arriverà il Vicenza di Alberto Colombo, che, ironia della sorte, terrà a battesimo Traianos Dellas, dal quale, per l’inerzia che si scatena nella mente dei giocatori, potrebbe essere anche battuto e se così fosse magari la Reggiana avrebbe raccolto 6 punti in due gare, col morale a mille. Magari si sbloccherà anche Altinier e Genevier diventerà il nuovo il giocatore apprezzato nelle prime tre gare, ma, a mio avviso, sarà un momento di gloria assolutamente effimero.

Per quanto mi riguarda Leonardo Menichini non andava esonerato, o almeno non andava lasciato a casa prima di Santarcangelo, una gara dietro l’angolo, ma la decisione è stata presa da presidente e gentil consorte, quindi "ubi maior minor cessat". Ho avuto modo di conoscere personalmente Menichini in questi mesi e ne ho apprezzato l’umiltà, l’umanità, ma nel contempo anche le qualità tecniche e la saggezza tattica; è vero, con lui, che ogni tanto ho anche criticato nel normale gioco delle parti, sono entrato in amicizia, un’amicizia che vorrei mantenere nel tempo perché Menichini, oltre ad essere un buon allenatore, è una bella persona, ma è altrettanto vero che il tecnico di Ponsacco ha realizzato 4 punti in 5 gare e questo, in molte società, porta all’esonero. Il problema però è a monte: se la squadra di Menichini non avesse mai espresso un buon gioco, l’esonero sarebbe stato ineccepibile, mentre per la Regia non è stato così, visto che nelle prime tre gare, i granata hanno espresso qualità di palleggio e capacità di mettere in difficoltà chiunque. A questo si contrappongono però gli evidenti limiti tecnici della squadra, sui quali Menichini ha potuto incidere poco o nulla, se non con accorgimenti tattici, in parte riusciti, finalizzati a coprire i palesi limiti di questo gruppo.

Parliamo dei singoli. Aiman Napoli, almeno quello di oggi, non è un giocatore di calcio che possa stare in Lega Pro e farebbe fatica a giocare in D; magari sarà un periodo, magari tornerà quello che è stato apprezzato al Renate, ma… se il club brianzolo non ha fatto il diavolo a quattro per tenerlo, un motivo ci sarà. Sulla fascia sinistra Erik Panizzi, che ha tutta la mia stima, purtroppo non allaccia neppure le scarpe né a Mignanelli né a Robert Anderson, per citare due tra i migliori terzini granata del recente passato e forse è inferiore anche a Possenti, ma in Lega Pro, come riserva ci sta alla grande: come titolare no. Gianni Manfrin è addirittura peggio o almeno così ha dimostrato fino ad ora. Questo Cristian Alitinier, come ho già scritto più volte, lo cambierei subito con Rachid Arma o con Marco Guidone, ma magri arriverà il suo momento. A proposito, sapete perché non è rimasto Guidone? Perché voleva un contratto biennale con qualche soldo in più dopo gli 11 gol segnati da riserva di Marchi, ma la società non glielo ha concesso e a quel punto Magalini, cercando di ottenere il massimo possibile da una situazione difficile, ha portato a conclusione lo scambio con Altinier, spendendo zero, per la gioia dei coniugi Piazza. Ghiringhelli, Bovo e Spanò sono fortunatamente giocatori di grande spessore, così come lo sono Facchin, Cesarini e Carlini, ma sei giocatori non fanno una squadra. Tra i “buoni” aggiungo anche Simone Rosso, che è giovane, ma ha ottime prospettive di crescita e uscirà alla distanza… poi: il deserto! Genevier nelle prime tre gare è andato bene, nelle ultime è stato inguardabile: sarà stato un tramite di Piazza, visto che parla perfettamente inglese, per contribuire a “far fuori” Menichini? “Might be”, per rimanere in tema; ora vedremo se col nuovo allenatore tornerà ad essere “il capitano”. C’è anche da dire una cosa: Genevier ha 35 anni e gli anni passano anche per lui. Nessuna alternativa di peso, nessuna alternativa in grado di cambiare le sorti del match, a partire dal sopravvalutato Riverola, che ha fallito ovunque abbia giocato. Forse l’unico potrebbe essere Cianci là davanti, che ci auguriamo possa essere valorizzato dal nuovo allenatore, ma è una scommessa.

Il problema è un altro: le dichiarazioni di Mike Piazza e la mancata corrispondenza coi fatti. Sia chiaro: il presidente dei suoi soldi e dei suoi dipendenti può fare ciò che vuole, ci mancherebbe altro, ma è altrettanto vero, un po’ come accadde a Barilli, che non si può dichiarare “Dai c’andom, verso la Serie B”, poi non spendere un quattrino per ingaggiare magari Favasuli, non preso per motivi economici, o altri giocatori che potessero rinforzare l’attuale scarna rosa, per poi sperare e chiedere miracoli all’allenatore. Le nozze coi fichi secchi non si possono fare… o se si vogliono fare bisogna dichiararlo. Piazza non ha mai detto "faremo il massimo possibile, dobbiamo ridimensionare i programmi perché non ci stiamo coi soldi". Sarebbe stato più onesto da parte di tutti e invece così non è stato, questo indipendentemente dagli attacchi più o meno gratuiti della signora Piazza a Compagni, Barilli o chicchessia. La piazza, scusate il gioco di parole, avrebbe accettato certamente di più l’onestà e la verità, piuttosto che roboanti annunci ai quali sono seguite cocenti delusioni. In America forse si venderà anche il fumo, ma Reggio è una terra di concretezza, di semplicità e di verità e proprio questa, purtroppo, almeno da parte di questa dirigenza, è sempre mancata.

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