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Libutti: «Che gioia festeggiare con i tifosi! Ora testa alla Samb»

Il terzino granata è sorpreso dal suo rendimento positivo: «Non pensavo di giocare così tanto. Essere a Reggio è una grande opportunità»

Redazione TuttoReggiana
30.10.2019 17:40

Anche domenica contro il Modena Lorenzo Libutti è sceso in campo dal primo minuto giostrando bene sulla fascia destra e sfiorando anche il gol in chiusura di primo tempo con il pallone che ha scheggiato la traversa. La testa del terzino nato a Melfi e di tutta la squadra granata però è ora rivolta alla partita in programma tra quattro giorno contro la Sambenedettese.

Quali sono le tue impressioni post derby?
«È stata una settimana pesante con tre partite consecutive, non era facile arrivare in fondo perché con gli infortuni eravamo anche corti. non eravamo al top della forma però le motivazioni nel derby arrivano da sole, poi i compagni che erano già qui ci avevano caricato a dovere: ci tenevamo tanto a regalare queste emozioni ai nostri tifosi. Il momento più bello è stato poter festeggiare assieme a loro sotto la curva ospiti, un'emozione che porteremo dentro di noi per sempre».

Hai già avuto modo di giocare in contesti cosi importanti?
«L'anno scorso con la Triestina sono arrivato sino alla finale playoff disputata davanti a quasi 20mila spettatori, però non ho giocato. Questa è stata la prima partita che mi ha fatto un certo effetto, soprattutto all'inizio sentire i fischi del pubblico avversario durante il riscaldamento, poi vedere la curva ospiti piena ci ha dato una grande mano».

Al "Braglia" sei andato vicino al gol: stai coltivando una filosofia più offensiva?
«Sono sempre stato un terzino nei quattro di difesa, però cerco di migliorare di partita in partita. Per come ci fa giocare il mister arriviamo sempre sul fondo per crossare e c'è possibilità di fornire assist, con gli attaccanti che abbiamo poi è facile andare a segno...».

È un lavoro dispendioso sul piano fisico?
«Sì, è difficile finire la partita e c'è sempre bisogno di tutti. Il fatto di giocare spesso personalmente mi aiuta molto, l'anno scorso invece ero più discontinuo. La forza del gruppo è la coesione: tutti danno sempre il massimo, anche chi entra a partita in corsa riesce a cambiare le partite».

Domenica affronterete la Sambenedettese, ferita dallo 0-3 subito in casa con il Vicenza...
«Dobbiamo essere bravi a mettere da parte il derby. Sarà una partita importantissima come tutte le altre, il nostro è un campionato difficile e ogni giornata riserva delle difficoltà. Ho un bel ricordo di quando affrontai la Samb con la Triestina nella scorsa stagione: finì 4-1, speriamo possa essere cosi anche questa volta...».

Nel prossimo turno è in programma anche il big match tra Vicenza e Padova...
«Sarà un bello scontro diretto, ma pensiamo a noi: la Sambenedettese verrà qui arrabbiata e pronta a fare una bella partita».

Sei d'accordo sul fatto che finora nessuna squadra vi è stata nettamente superiore?
«Sulla carta molte squadre sono piu attrezzate di noi, fortunatamente a è sempre il campo a parlare e finora abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. Creiamo sempre occasioni, anche a Vicenza si è visto, peccato solo per quel tiro da fuori area che ci ha condannati alla sconfitta. Bastano due vittorie per andare in testa, noi stiamo lì e speriamo di mantenere questo rendimento e fare bottino pieno».

Ci sono rimpianti per i punti persi con le ultime della classe?
«Magari in trasferta ci può anche stare pareggiare, in casa un po' meno. Con il Rimini è andata cosi, ma affrontiamo comunque squadre attrezzate e non è mai scontato vincere».

C'è una squadra che si sta rivelando una sorpresa nel girone?
«La Virtus Verona sicuramente sta facendo un bel campionato. Ogni anno esce una squadra rivelazione, ne vedremo ancora di sorprese secondo me, senza dimenticare che anche Triestina e Feralpi stanno recuperando terreno».

Ti trovi bene a Reggio Emilia?
«Sì, vivo in centro storico in un appartamento a due passi dal Duomo con Haruna, Brodic e Varone che si ferma due volte a settimana. All'inizio ero un po' preoccupato perché il cambiamento spaventa sempre, adesso però mi sono adattato e posso dire di essere molto contento della scelta fatta».

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