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Altinier: «Ora siamo più forti, battiamo il Renate poi vedremo che succederà...»

«Cattaneo? Ottimo giocatore, dobbiamo aiutarlo a integrarsi al meglio»

Gian Marco Regnani
01.02.2018 17:00

L'ultimo gol di Cristian Altinier risale allo scorso 22 dicembre in quel di Salò, quando la Reggiana illuse per 45 minuti i numerosi tifosi giunti in riva al Garda prima di capitolare sotto le reti dell'uragano Ferretti. Sabato sera contro il Renate al "Città del Tricolore" riparte il campionato dei granata e il "Duca" andrà subito alla ricerca del sigillo personale numero otto...

La Reggiana è pronta per ricominciare a fare sul serio?
«Dopo un mese senza partite ufficiali ci sono tanti punti di domanda ovviamente: noi ci siamo allenati bene a livello fisico e tattico, ma giocare una partita vera è un'altra cosa. Potrebbero esserci delle difficoltà in più, ma già il fatto di esserne consapevoli è importante».

Nel girone d'andata le partite contro Renate e Sambenedettese erano costate la panchina a Menichini...
«È inutile stare a pensare al girone d'andata ora, sappiamo che sono due gare importanti che possono indirizzare in una maniera o nell'altra il nostro campionato».

Cosa vi preoccupa di più del Renate?
«È una squadra forte che ha dimostrato di potere stare là davanti. L'entusiamso e la grande capacità di corsa secondo me sono l'arma migliore della formazione nerazzurra, oltre ad avere ragazzi giovani e di qualità dal futuro assicurato. Sarà una partita da prendere con le molle e affrontare con la massima concentrazione».

Quale società si è maggiormente rinforzata sul mercato?
«Spero proprio che sia la Reggiana. Abbiamo inserito due acquisti di primo livello in un organico già forte, inoltre stiamo recuperando degli infortunati importanti come Rozzio e Bastrini quindi penso che abbiamo solo aumentato il livello di qualità e quantità della rosa».

Adesso è più logico pensare ai playoff come ha affermato il tuo compagno Facchin?
«È inutile stare a fare troppi calcoli, anche il Padova non puo permettersi di farne con così tante partite che ancora mancano alla fine del campionato. Adesso dobbiamo affrontare il Renate, poi piano piano vedremo quali scenari ci si presenteranno».

Il Padova resta comunque la squadra da battere?
«Assolutamente sì, è la squadra più completa per quello che ha dimostrato fino ad ora; il destino del campionato è nelle sue mani. Ci sono tante altre buone formazioni ma come noi sono rimaste indietro...».

Sei soddisfatto della tua prima metà di stagione?
«Sono contento di non essermi abbattuto nel momento più buio così come ha fatto la Reggiana. In una stagione capitano delle parentesi difficili, nelle mia carriera è sempre successo: essere pronti ad affrontarle e rialzare la testa fa parte della maturità di un giocatore».

A che punto è l'intesa del tridente Cattaneo-Altinier-Cesarini?
«Cattaneo va aiutato ad inserirsi al meglio, le sue doti tecniche sono fuori discussione e con una giocata può decidere la partita in qualunque momento, tuttavia non è mai facile arrivare a gennaio ed entrare subito negli schemi della nuova squadra quindi avrà bisogno di un po' di tempo per integrarsi. Comunque non dobbiamo dimenticarci di Cianci, Rosso e Rocco: abbiamo un reparto avanzato ben fornito con soluzioni diverse».

Dopo l'arrivo di Cattaneo gli allenatori ti hanno chiesto di compiere qualche movimento diverso?
«No. La nostra impostazione di gioco è rimasta in linea di massima la stessa, non ci sono stati cambiamenti importanti da sottolineare».

Cosa potrà darvi invece il recupero di Rozzio?
«Manca ancora un po' al suo rientro, ma ha tanta voglia tornare a giocare e lo stesso si può dire di Bastrini: speriamo che i tempi di recupero si accorcino per entrambi perché sono giocatori molto importanti e c'è veramente bisogno dell'aiuto di tutti».

Con il nuovo preparatore altetico Bresciani è cambiato qualcosa?
«È una persona molto preparata che si è integrata subito con il gruppo, per noi è stato facile iniziare a lavorare con lui. Essendo arrivato a stagione in corso non ha stravolto più di tanto i metodi d'allenamento: ci fa fare esercizi di forza e di corsa un po' diversi rispetto al passato, ma in linea di massima il lavoro che svolgiamo è sempre il medesimo».

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