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Panizzi: «La mia rivincita? Accetto critiche e complimenti, alla fine è il campo a parlare...»

«Padova? L'obiettivo reale è il secondo posto»

Gian Marco Regnani
14.03.2018 17:30

Protagonista della prima intervista infrasettimanale che porta al match Reggiana-Gubbio in programma domenica è Erik Panizzi, oramai titolare indiscusso della fascia sinistra dopo che a inizio stagione era partito come riserva di Manfrin.

La squadra si è ripresa dalla beffa di Fermo?
«Ovviamente siamo dispiaciuti per come si era messa la partita. Non è mai facile vincere in questo campionato, soprattutto contro squadre di metà classifica come la Fermana o come il Gubbio che affronteremo domenica. L'importante è rimanere concentrati sul prossimo impegno e non pensare al passato».

Non è la prima volta che vi capita di perdere la bussola nel corso del secondo tempo: che spiegazione vi siete dati?
«Purtroppo è stato un episodio a cambiare la gara in modo clamoroso, ma può capitare a tutti di commettere un errore e lo abbiamo accettato. Non vedo molte analogie con la sconfitta di Salò perché a Fermo abbiamo concesso poche occasioni agli avversari gestendo bene la gara».

Pensi che l'ambiente si sia un po' ridimensionato dopo la vittoria del Padova a Bassano?
«Per noi secondo me non cambia nulla: dobbiamo guardare all'obiettivo reale che è il secondo posto continuando a vincere tutte le partite fino allo scontro diretto di fine aprile. Adesso 12 punti da recuperare sono tanti anche se il Padova ha due partite in più e deve ancora venire a Reggio. Ad ogni modo, se dovessimo secondi e non primi sarebbe comunque un grandissimo risultato pensando a come avevamo iniziato il campionato...».

Il Gubbio è un altro avversario da prendere con le molle?
«Assolutamente sì. La rosa rossoblù è formata da ottimi giocatori di categoria: conosco bene Valagussa oltre agli ex compagni Marchi e Pedrelli».

L'assenza di Cesarini potrà pesare nelle prossime settimane?
«È un giocatore importantissimo per noi, sappiamo però di avere una rosa molto competitiva e lo si è visto domenica: chi ha sostituito Cesarini si è dimostrato all'altezza, quindi non avremo problemi...».

Arrivare secondi vi permetterebbe di entrate nei play off direttamente dai quarti di finale...
«Il secondo posto sarebbe comunque un grande risultato: dovremmo stare fermi un mese però ci sarebbero meno rischi tra squalifiche e infortuni».

Quale pensi possa essere l'avversaria più insidiosa nella rincorsa al secondo posto?
«La Sambenedettese è forse la favorita: parliamo di una squadra tosta con un allenatore che conosciamo bene. Anche la Feralpi è un avversaria pericolosa, così come il Bassano che sta attraversando un ottimo periodo e infine il Mestre, osso duro molto organizzato che sta raccogliendo più di quanto preventivato».

Da reggiano doc, come interpreti la querelle societaria sullo stadio?
«È un argomento che preferirei non affrontare. Posso dire che sono contento di chi ci ha messo a disposizione uno stadio così bello per giocare, inoltre rispetto la volontà dei tifosi di protestare e manifestare a supporto del presidente».

Invece come stai vivendo la tua rinascita e affermazione da profeta in patria?
«Io sono sempre stato bene in granata, inoltre è un piacere doppio giocare per la squadra della propria città. Sono contento della mia stagione, così come di quella della squadra, ma sono convinto che ai primi errori si ritorni sempre da dove si è partiti quindi bisogna dare il giusto peso ai commenti che si ricevono, positivi o negativi che siano, poiché alla fine è il campo a parlare...».

Non hai sofferto in passato l'essere considerato una seconda scelta rispetto ai tanti altri terzini che sono arrivati dal mercato?
«Diciamo che prima nella mia interpretazione chiunque arrivasse era considerato un giocatore e io no. Finché non c'è la fiducia non si può dimostrare niente: il segreto è giocare con la testa libera senza avere la paura di perdere il posto nella partita successiva».

 


(Foto © AC Reggiana 1919)

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