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Alvitrez: «Per battere il Fiorenzuola dobbiamo fare valere le nostre motivazioni, servono testa e fisico»

«Tutti i giorni mi ripeto che questa maglia deve essere guadagnata sul campo»

Gian Marco Regnani
01.02.2019 17:30

Riflettori puntati sul luchador Christian Alvitrez in vista della sfida di domenica contro il Fiorenzuola: il centrocampista classe '92 è infatti arrivato a vestire la maglia granata dopo le ottime prestazioni con i rossoneri piacentini nell'operazione di mercato che a inizio dicembre ha portato Zaccariello in riva al torrente Arda.

«Dobbiamo tornare subito a vincere e per farlo va dimenticata la gara persa a Crema - sottolinea il mediano peruviano - In settimana ho avvertito un cambio di rotta, stiamo andando più forte forse per la rabbia accumulata negli ultimi giorni».

Siete riusciti a capire quali errori hanno condizionato la vostra prestazione con la Pergolettese?
«Il mister ci ha rimproverati perché è mancato l’approccio giusto, ma secondo me ci siamo anche fatti sorprendere dal modo in cui sono scesi in campo gli avversari. Avevamo studiato la partita in una certa maniera, invece loro si sono presentati con un modulo diverso che ci ha messo in difficoltà soprattutto sulle fasce».

C'è stato un confronto tra di voi nello spogliatoio?
«Martedì mentre guardavamo in video la partita il mister ci ha dato una bella strigliata. Tra le parole che ha usato ricordo bene una frase nella quale ha sottolineato l'importanza di meritare questa maglia...» 

Mezzala o regista: qual è il vero ruolo di Alvitrez?
«A Crema ho giocato davanti alla difesa ma mi trovo bene anche come mezzala. Il mister ha preferito inserire Osuji per dare una spinta più offensiva alla squadra poiché Cavagna garantisce più copertura in difesa. Io e Cavagna assieme ci completiamo: lui è più talentuoso, io compenso con il dinamismo».

Fra due giorni arriva il Fiorenzuola: hai dato qualche suggerimento al mister e ai compagni?
«Ho suggerito di tenere d'occhio i giovani esterni Anastasia e Saporetti, in difesa invece i migliori sono Bruzzone e Varoli. Dopo la mia partenza il capitano Guglieri è diventato il principale tiratore dei calci piazzati, ha un buon sinistro. Davanti so che sta facendo bene l'ultimo arrivato Kacorri tanto che hanno spostato Bigotto da punta a mezzala».

Che partita sarà quella contro i rossoneri?
«Il Fiorenzuola gioca bene palla a terra, credo dunque che assisteremo ad un match aperto e molto combattuto. Per vincere dovremo batterli sia dal punto di vista fisico che mentale facendo valere le nostre maggiori motivazioni. Lottiamo per vincere il campionato, non c'è più spazio per i passi falsi».

È cambiato il tuo approccio al calcio da quando vesti la maglia della Reggiana?
«Non moltissimo perché vivo di sensazioni personali e dovunque abbia giocato ho cercato di impegnarmi sempre al massimo senza fare caso alla categoria o al colore della maglia. Ora che sono in una piazza importante sono orgoglioso di farne parte».

Pensi di essere cresciuto nell'ultimo mese e mezzo?
«Sì, molto. Allenarsi e vivere il quotidiano con giocatori di grande esperienza come quelli presenti in squadra è fantastico, quindi non posso fare altro che migliorare. Mi piacerebbe però giocare anche con Rozzio: ricordo di averlo affrontato tanti anni fa quando ero a Torino ma ora so che è diventato un vero punto di riferimento per la squadra».

Hai legato in modo particolare con qualche compagno?
«Mi trovo bene con tutti: c'è tanto da imparare sia dai vecchi che dai giovani, ma sin dall'inizio è nato un feeling importante dentro e fuori dal campo con Osuji».

Hobby e passioni extra calcistiche?
«Mi piace leggere e giocare alla PlayStation, specialmente a Fortnite: lo faccio per staccare la spina e allentare la tensione accumulata durante la settimana. Il viaggio è un'altra passione: fortunatamente negli ultimi anni ho avuto modo di girare in lungo e in largo l'Italia».

Vivi a Reggio?
«No, faccio il pendolare da Fiorenzuola dove convivo con la mia fidanzata Martina: lei è al mio fianco da più di 10 anni e non si è mai persa una trasferta a costo di partire all'alba quando abitava ancora a Torino e io giocavo a Gozzano. Devo ringraziare anche la mia famiglia per essermi stata sempre vicina ed avermi forgiato anche se adesso siamo un po' sparsi per il mondo: mia madre e mia sorella abitano in Svizzera, mio fratello invece si trova in Australia».

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