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Dammacco: «Ogni partita deve essere vissuta come una finale»

«Non pensavo che la Serie D fosse così difficile. La Calvina? Sono convinto che arriveranno i tre punti, così vivremo la sosta con maggiore serenità. Trequartista? Sì, ma posso giocare anche a centrocampo»

Gian Marco Regnani
28.02.2019 16:30

Arrivato dal Matera a fine gennaio, Gaetano Dammacco ha trovati tanti minuti in campo nelle prime partite in maglia granata ma è riuscito a convincere solamente nell'ultimo confronto casalingo contro il Pavia, propiziando l'assist per il primo gol firmato da Zamparo.

«Sinceramente non pensavo di trovare un campionato così duro in Serie D - confessa il trequartista classe '98 - Devo ancora trovare le giuste condizioni per affrontare questo finale di stagione. Come squadra non dobbiamo mollare, in classifica è ancora tutto in bilico quindi ogni partita deve essere vissuta come una finale».

Come ti stai trovando in città?
«Reggio è una città bella, qui mi trovo benissimo: ho legato molto con Bran e Pastore con i quali condivido l’appartamento ma anche con il capitano Spanò e il resto del gruppo. L’anno prossimo però ho intenzione di prendere una casa perché verrà ad abitare con me anche la fidanzata».

Quali sono le maggiori difficoltà che hai trovato in campo?
«In Serie D tutti vogliono dimostrare il proprio valore per salire di categoria. Finora ho trovate tante squadre corte e compatte con le quali sono andato in difficoltà per via dei pochi spazi a disposizione. Con il Pavia sono riuscito ad esprimere maggiormente le mie qualità, però posso dare ancora di più».

Dribbling e tecnica di base ci sono, cos'altro devono ancora conoscere i tifosi granata?
«Me la cavo bene anche con i calci di punizione e sui rigori, ma quelli li lascio a Zamparo».

Che consigli ti dà il mister Antonioli?
«Mi dice di stare tranquillo e di fare le cose semplici. So che conta tanto su di me, io in campo devo dimostrare le mie qualità».

Giocare largo sulla fascia può essere un’altra soluzione?
«Il mister mi ha spostato un paio di volte sull’esterno perché in mezzo c’era poco spazio mentre sulla fascia spesso ci sono delle praterie. A Matera tra l'altro avevo giocato anche come interno di centrocampo segnando pure un gol in quella posizione».

Date le tante assenze, magari domenica potremmo vederti come mezzala?
«Al momento non sono mai stato provato come interno. Non so che scelte abbia in mente il mister e se vorrà farmi giocare, io però sono pronto».

Siete pronti per affrontare la Calvina? Un risultato negativo prima della sosta sarebbe sicuramente deleterio...
«Domenica giocheremo come se fosse una finale, porteremo a casa i tre punti per poi vivere la sosta con maggiore serenità».

Il primo posto pare oramai destinato a Pergolettese o Modena, vincere il derby del 7 aprile però è un obiettivo da centrare a tutti i costi...
«È sicuramente il match più importante di tutti quelli rimasti e i tifosi sentono più di noi quella partita: dobbiamo dimostrare che siamo un ottimo gruppo e un’ottima squadra. Arriveremo al derby con la fame di vincere».

Alla fine il Matera è stato escluso dalla Serie C: cosa ne pensi?
«Mi dispiace molto, non doveva andare così. Matera è una città bellissima, capitale europea della cultura, e deve stare ad alti livelli anche nel calcio. Con i lucani ho passato delle splendide stagioni, spero con tutto il cuore che risalgano di nuovo».

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