Il punto di vista

Reggiana, questione di porta... girevole?

Anche a Pordenone è finita sotto la lente d'ingrandimento la prova della difesa granata e soprattutto del suo numero uno

Lorenzo Chierici
26.03.2018 20:30

La Reggiana non ce l'ha fatta: ha rimontato due volte il Pordenone, poi è riuscita a segnare anche il terzo gol, mentre la squadra locale aveva già segnato il quarto, quindi è stata costretta ad arrendersi all'ex team di Leonardo Colucci che forse ha solo avuto più fame, mentre i granata, pur essendo stati bravi nell'aver segnato tre gol in trasferta, che non sono pochi, sono andati in crisi in fase difensiva, avendo concesso troppo all'avversario, capace di gonfiare per quattro volte la porta difesa da Davide Facchin, che non è mai riuscito ad intervenire sui tre gol presi all'interno dell'area piccola. Un portiere di quasi 2 metri d'altezza dovrebbe dominare l'area davanti a sé e invece...

Parlando proprio di estremi difensori, la situazione di Davide Facchin mi suggerisce una curiosità interessante: domenica in panchina, nel Pordenone, c'era un altro portiere di quasi due metri, un po' come Facchin, Simone Perilli, un estremo difensore che l'anno scorso, in granata, venne messo in discussione, quando il buon Narduzzo gli "rubò" il posto, un po' come fece quest'anno con Facchin, che, a mio avviso, anche domenica, non è stato impeccabile e io credo che, almeno oggi, non dia più le medesime garanzie alla difesa che trasmetteva qualche mese fa, prima dell'infortunio e della ribalta di Narduzzo. Che sia la crisi dei portieri fisicamente dotati? Forse, sta di fatto che Perilli era in panchina e Facchin potrebbe tornarci, prima o poi, magari più prima che poi, almeno in queste ultime giornate di campionato durante le quali la Reggiana non dovrà sbagliare più nulla per centrare il secondo posto, visto che il primo sembra ormai un'utopia. Una serie di partite, queste ultime, nelle quali la presenza di un portiere che dia grande fiducia a tutto il reparto è fondamentale e, così a pelle, pur sapendo probabilmente di sbagliarmi, ho l'impressione che un po' di autorevolezza in mezzo all'area di rigore, vuoi per l'infortunio, vuoi per qualche incertezza di troppo, il buon Facchin l'abbia un pochettino persa. Mister Eberini ha giocato in porta per una vita e sa perfettamente che un portiere non va avvicendato dopo un errore, per evitare di far diventare quell'errore un macigno insostenibile, ma sa anche perfettamente che quando cala un po' la fiducia della retroguardia soprattutto nei confronti dell'estremo difensore, anche lo stesso portiere, sentendosi ulteriormente responsabilizzato, rischia di sentire ogni pallone che gestisce un po' più pesante e un po' più incandescente.

Non sarà il caso di Facchin, ma magari una riflessione sull'argomento potrebbe essere fatta, anche perché, se vogliamo fare i conti della serva, l'ex "guardaporta" del Venezia è di proprietà della formazione lagunare, e a fine stagione, quasi certamente, tornerà all'ovile, visto che la piazza non sembra avere poi così grande fiducia in lui, mentre Davide Narduzzo resta un patrimonio granata che, a mio modesto avviso, per quel che ha dimostrato sul campo, va valorizzato a maggior ragione considerando il contratto in scadenza a fine giugno. E chissà che non sia lui, con la sua esplosività, a regalarci quelle emozioni che ognuno di noi vorrebbe vivere a fine stagione. Vedremo...


(Nella foto, da sinistra, Davide Facchin e Davide Narduzzo © AC Reggiana 1919)

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