Primo Piano

Luca Quintavalli tuona: «Non si può buttare il campionato per l'incompetenza di certe persone»

Il presidente granata sfoga tutta la propria amarezza dopo gli incredibili errori arbitrali di oggi

Mauro Falduto
23.12.2018 18:30

Luca Quintavalli non ci sta e, al termine della gara persa dalla sua Reggio Audace contro l'Adrense, sfoga tutta la propria rabbia dopo gli errori arbitrali che hanno influito - e non poco - sul risultato di oggi.

Presidente, un commento dopo questa brutta sconfitta, condizionata dalla direzione di gara?
«Sono letteralmente incazzato perchè non possiamo buttare via il campionato per colpa dell'incompetenza di certe persone. Se uno non sa gestire lo stress di una piazza importante come Reggio Emilia, è meglio che cambi mestiere. Nel calcio succede con certi giocatori, devono farlo anche gli arbitri. Il campionato non può prendere una brutta piega per colpa di questi errori. E la cosa che mi fa più rabbia è che la società non può fare nulla davanti a queste incredibili decisioni arbitrali. Non è possibile. Mi assumo la responsabilità di quello che dico».

Sono quindi decisioni arbitrali che incidono sull'intero campionato?
«Il mio non è uno sfogo. Non mi faccio prendere dal tifo. Ma è incredibile sputtanare così il campionato, tenendo conto di tutti gli investimenti societari e di tutto l'impegno che mettono in campo i ragazzi: mi viene in mente il caso di Alessandro Spanò che ha giocato con la febbre e ha dovuto farsi una flebo prima della partita. Mi viene da dire che oggi abbiamo giocato non contro 11 giocatori, ma contro 12 o 13... Comunque non mi spaventa tutto quello che è successo. Ma ripeto, davanti alla stupidità umana e a certi arbitri non possiamo farci niente».

Al di là di quanto successo, vuole fare gli auguri a tutti gli sportivi granata?
«Certo, tralasciando quanto di brutto è accaduto oggi, approfitto per augurare un sereno Natale a tutti i tifosi e alle loro famiglie».

Commenti

Le pagelle di Reggio Audace-Adrense
Antonioli: «Ci siamo rovinati le feste. Meritiamo maggior rispetto»